Per attuare in modo efficace l’AI Act europeo, la Fondazione Aises – Spes Academy lancia il Comitato Dgaic: una cabina di regia con istituzioni, imprese e accademia per una governance responsabile e condivisa dell’intelligenza artificiale.
L’Internet of Agents segna una nuova tappa nell’evoluzione della rete: non più solo persone connesse, ma anche agenti autonomi che collaborano tra loro. Per affrontare questa transizione, Cisco propone infrastrutture AI-ready, partnership strategiche e un forte impegno sul fronte di sicurezza, formazione ed etica.
Mentre la Commissione suggerisce possibili alternative per l’utilizzo dei fondi non impiegati, l’Italia formalizza la quinta revisione del PNRR e lavora sulla sesta, con possibili novità per il Piano Transizione 5.0.
Lo studio annuale sulle reti industriali pubblicato da HMS Networks conferma il primato di Ethernet industriale (Industrial Ethernet) anche nel 2024. Diminuisce tuttavia il numero complessivo dei nuovi nodi installati rispetto al 2023.
Dalla collaborazione tra le due aziende, in arrivo nuove soluzioni integrate di automazione e robotica mobile per ottimizzare logistica e supply chain.
Il 67% delle aziende industriali subisce guasti macchina almeno una volta al mese. Secondo Conrad, affrontare questi eventi critici richiede strumenti adeguati, pianificazione attenta e risposte rapide per contenere tempi morti, costi e stress operativo.
Schneider Electric continua a investire in ricerca e innovazione, per promuovere l’efficienza a più livelli e in più settori. Nell’automazione industriale lo fa sostenendo un approccio orientato alla Software Defined Automation (SDA), ormai alla base della sua attuale Innovation roadmap. Vediamo come questo approccio sia in grado di rivoluzionare le architetture di controllo, con alcuni casi reali e qualche consiglio di adozione.
Secondo Rockwell Automation, i produttori italiani investono in intelligenza artificiale, ESG e innovazione, ma faticano nell’adozione pratica e nell’ottenere ritorni concreti dalle tecnologie smart.
Oltre la metà delle pmi sostiene di investire in digitale, ma solo una su cinque si spinge su tecnologie avanzate e in modo strutturato. Inoltre, la maggioranza dichiara di mettere soldi di tasca propria e di non utilizzare fondi pubblici. Complessità burocratica, ma anche scarsa propensione all’uso di strumenti innovativi, sia finanziari che tecnologici, e scarsità di competenze specialistiche frenano l’evoluzione digitale delle pmi italiane.
Appositamente ideato per le startup, il programma europeo MentorMe affianca i giovani innovatori in un percorso di crescita, per lo sviluppo del proprio progetto e per la collocazione ottimale del prodotto sul mercato. Last call per il quarto lotto 2025 il prossimo 20 giugno.