L’efficienza energetica diventa leva competitiva per l’industria in Italia. Tuttavia, non bastano gli investimenti: servono esecuzione, coordinamento e competenze per ottenere benefici concreti su costi e resilienza. Le analisi di un nuovo rapporto di Abb.
La combinazione di dati integrati e intelligenza artificiale nella filiera alimentare può dare risultati sorprendenti, in termini di riduzione delle emissioni, dei consumi di energia elettrica e di acqua in produzione. Lo dicono i risultati del progetto europeo CLARUS, coordinato dal Politecnico di Milano.
Il settore delle utilities è al centro della transizione energetica e digitale. Tra crescita dei data center, investimenti infrastrutturali e sostenibilità, il Rapporto Utilities 2026 fotografa un comparto in trasformazione. Dati, strategie e scenari emersi dalla CFO Utilities Conference di Milano.
Con il completamento dell'acquisizione del business dell’elettronica di potenza di Gamesa Electric, ABB punta a capitalizzare la crescita del mercato prevista dall’Agenzia internazionale dell’energia con opportunità di service nel settore delle energie rinnovabili.
Olivier Blum, Ceo dell’azienda, ha presentato a Copenaghen la visione di un futuro energetico digitale, sostenibile e collaborativo. Un futuro in cui case, città e industrie non si limitano a consumare energia, ma la generano e la gestiscono in modo intelligente. A Claudio Giulianetti di Schneider Italia abbiamo chiesto di illustrarci le ricadute più immediate della visione di Blum sul tessuto industriale italiano.
Il MASE mette a disposizione 114mila euro in contributi destinati alle imprese, finalizzati a coprire i costi per i progetti di valutazione dell’impronta ambientale dei prodotti. Si può aderire dal 28 ottobre al 28 novembre 2025.
Nelle Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) consumatori e produttori diventano parte attiva di un sistema energetico condiviso, accelerando la transizione verso le rinnovabili. Cosa sono, come funzionano e come si gestisce e condivide l'energia autoprodotta in una CER.
L’industria italiana consuma quasi un quinto dell’acqua prelevata ogni anno. Ridurre gli sprechi è una priorità, ma le nuove tecnologie aprono la strada a soluzioni sostenibili ed efficienti.
Serve una visione di lungo termine per centrare gli obiettivi del 2030. Investimenti in calo, incertezza normativa e barriere culturali rallentano la transizione energetica, nonostante il potenziale esistente.