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Industria 4.0: risultati migliori per chi investe in digitale, formazione e nuovi modelli di business

Tecnologie, ma non solo. Per avere successo, l’innovazione digitale va accompagnata con formazione, riorganizzazione e nuovi modelli di business. Parlano i dati dell’Osservatorio Intesa SanPaolo e Bi-Rex.

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Gaia Fiertler

Ottimizzazione dei processi, più velocità in produzione e monitoraggio delle Operations sono i principali benefici riscontrati in azienda con l’adozione di tecnologie digitali a supporto del paradigma Industria 4.0. E, nelle imprese orientate a Industria 4.0 più avanzate volano fatturato, marginalità e produttività.

In questi casi però il processo di innovazione è accompagnato da formazione, riorganizzazione, ripensamento dei processi produttivi e può sfociare in nuovi modelli di business. In pratica, non basta implementare una tecnologia evoluta per ottenere risultati misurabili e duraturi.

La quinta edizione dell’Osservatorio Intesa SanPaolo e Bi-Rex, il Competence Center di Bologna, ha analizzato le performance aziendali di oltre 1.300 imprese clienti, grazie alla disponibilità dei bilanci nel periodo 2019-2024. Il campione si distingue tra aziende 4.0 “evolute” e realtà che non hanno ancora introdotto le tecnologie 4.0.

Le aziende 4.0 battono le altre per fatturato, marginalità e produttività

I risultati dell’analisi sui sei anni di attività (2019-2014) evidenziano una maggior dinamicità delle imprese 4.0: crescita del fatturato, tra 2024 e 2019, del 32,2% (valore mediano), superiore a quella delle imprese che non adottano soluzioni 4.0 (+23,6%).

Questa differenza è visibile più tra le micro-piccole (33,4% verso 22,3%) che tra le medio-grandi imprese (29,1% verso 25,6%).

Anche in termini di marginalità, si evidenziano risultati migliori per le imprese 4.0, con livelli di Ebitda elevati (nel 2024 9,9% verso 8,7%) e una maggiore crescita nel periodo in esame.

Aumento anche di produttività nelle imprese orientate a Industria 4.0: nel 2024 il valore aggiunto per addetto è stato pari a 75,4 mila euro rispetto ai 68 mila euro nelle altre imprese.

Queste differenze emergono anche a parità di dimensione aziendale. Nel corso di questi sei anni di analisi le imprese hanno mostrato anche un importante rafforzamento patrimoniale, con una crescita più intensa tra le imprese 4.0: 38% verso 35,6% nel 2024.

Maggiore competitività grazie alle tecnologie abilitanti Industria 4.0

Tra le imprese 4.0 più evolute si osserva una maggiore propensione a investire in formazione, a rivedere l’organizzazione interna e a introdurre nuovi modelli di business. Le imprese tecnologicamente più avanzate che hanno rivisto il proprio modello di business sono più significativamente più dinamiche, con una crescita di fatturato del 36,4% (mediana), nettamente superiore alle altre imprese 4.0 dove l’incremento si attesta al 27%.

Questo elemento suggerisce come l’adozione di tecnologie avanzate, se accompagnata da interventi sui modelli di business, possa portare a una maggior competitività. Non sembra dunque essere sufficiente la sola introduzione di una tecnologia evoluta. Questo percorso deve essere accompagnato da altre attività come, ad esempio, la formazione e l’ottimizzazione dei processi aziendali, cogliendo al contempo l’opportunità di sviluppare nuovi modelli di business.

A che punto è l’adozione di tecnologie digitali in Italia

Dall’analisi a cura del Research Department Intesa Sanpaolo su 1.500 aziende, in collaborazione con Bi-Rex, risulta una buona diffusione delle tecnologie 4.0 nei settori della meccanica, elettronica ed elettrotecnica, alimentare e bevande, salute e benessere (farmaceutica, biomedicale e cosmetica) e servizi ICT.

Circa tre quarti delle imprese ne adotta almeno una, con percentuali maggiori per le imprese medio-grandi (88%) e, più contenute, ma comunque pari a due terzi, per le micro-piccole (67%). In Emilia-Romagna la percentuale risulta superiore alla media nazionale (78,2%). Tra le tecnologie più utilizzate spiccano gli strumenti per archiviazione, trasmissione e analisi dati (45%) e robotica (42%). Seguono cloud computing (35%) e cybersecurity (29%). Poco più di un’impresa su dieci dichiara l’utilizzo di soluzioni di intelligenza artificiale

Impatto sull'organizzazione e sul modello di business

Il 44% delle 1.500 imprese del campione ha rivisto la propria organizzazione. Il 36% ha adottato, grazie al digitale, nuovi modelli di business, soprattutto in presenza di giovani nel board, dove si sale rispettivamente al 49% e al 41%.

Il percorso di innovazione è stato accompagnato anche da formazione dedicata: il 57% delle imprese ha implementato corsi di formazione specifici.

Chi porta competenze digitali in fabbrica?

I soggetti che supportano le aziende nell’adozione di tecnologie 4.0 sono principalmente i fornitori di tecnologie (80%) e di impianti e macchinari (65%). Seguono a distanza i consulenti (25%), i clienti (12%) e le università e i centri di ricerca (12%).

Ancora limitata e ferma al 5% la percentuale di imprese che entra in contatto e trae beneficio dai centri di trasferimento tecnologico, come i Competence Center e i Digital Innovation hub.

Le criticità emerse sono principalmente legate a costi elevati, lunghezza dei tempi e difficoltà di coordinamento, non sembra invece rappresentare un freno la fiducia.