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Efficienza energetica: più investimenti nell’industria, software e automazione al centro della transizione

Dal Rapporto Energy Efficiency & Green Building 2026 del Politecnico di Milano emerge un settore manifatturiero sempre più orientato a interventi sui processi, sistemi di monitoraggio e gestione intelligente dell’energia. Ma restano criticità legate all’incertezza normativa

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Nicoletta Buora

Lefficienza energetica sta progressivamente cambiando volto in Italia. Dopo anni in cui il comparto residenziale ha trainato il mercato grazie agli incentivi edilizi, il 2025 segna una nuova fase caratterizzata da una crescente centralità del terziario e del settore produttivo. È quanto emerge dall’Energy Efficiency & Green Building Report 2026 realizzato dall’Energy & Strategy Group della Polimi School of Management, che fotografa un mercato in trasformazione e individua nell’industria uno degli ambiti più dinamici per gli investimenti nei prossimi anni.

«Le crisi energetiche degli ultimi anni hanno reso più evidente ciò che era già noto: l’efficienza energetica non è una misura emergenziale, ma una politica industriale, immobiliare e ambientale di lungo periodo che va affrontata con chiarezza e rapidità, dando coerenza, semplicità e continuità agli interventi», osserva Federico Frattini, vicedirettore di Energy & Strategy e responsabile del Rapporto.

Secondo lo studio, nel 2025 gli investimenti complessivi in efficienza energetica nel nostro Paese si sono attestati tra i 53 e i 62 miliardi di euro. All’interno di questo quadro, terziario e industria mostrano la crescita più significativa. In particolare, l’industria passa da un volume compreso tra 2,3 e 2,7 miliardi di euro nel 2024 a una forchetta tra 2,5 e 3,2 miliardi nel 2025. Un risultato sostenuto anche dagli strumenti legati al Piano Transizione 5.0, sebbene il contesto normativo continui a essere percepito come instabile dagli operatori.

Il ruolo delle ESCo e la diffusione dei contratti EPC

Una parte rilevante degli investimenti industriali passa attraverso le ESCo, le Energy Service Company specializzate nello sviluppo e nella realizzazione di interventi di efficientamento energetico. La ricerca evidenzia come circa un terzo delle imprese associate ad Assoesco generi oltre l’80% dei propri ricavi dalla transizione energetica in ambito industriale.

Tuttavia, molte aziende continuano a gestire i progetti internamente e il ricorso ai contratti EPC (Energy Performance Contract) resta ancora limitato rispetto alle potenzialità del mercato. Gli EPC sono accordi attraverso i quali una ESCo realizza un intervento di efficientamento ed è remunerata in funzione dei risparmi energetici effettivamente ottenuti. In pratica, il rischio tecnico ed economico dell’operazione viene condiviso o assunto dal fornitore, riducendo l’esposizione dell’impresa cliente.

Dall’efficienza impiantistica alla gestione intelligente dell’energia

Se negli ultimi anni gli investimenti industriali si sono concentrati prevalentemente su tecnologie consolidate, il prossimo ciclo di sviluppo sarà caratterizzato da una maggiore integrazione tra efficienza energetica e digitalizzazione.

Tra gli interventi oggi più diffusi figurano gli impianti HVAC per climatizzazione e trattamento dell’aria, che rappresentano il 28,1% delle iniziative realizzate, seguiti dal fotovoltaico con il 25,5%. Completano il quadro illuminazione, pompe di calore di processo, sistemi di refrigerazione e interventi sui processi produttivi.

Proprio questi ultimi meritano particolare attenzione. Pur rappresentando una quota inferiore in termini numerici, assorbono il volume di investimenti più elevato, pari a circa 10 milioni di euro nel campione analizzato, confermando come l’ottimizzazione dei processi industriali sia oggi uno dei principali fronti di miglioramento delle prestazioni energetiche.

Accanto al fotovoltaico, destinato a mantenere un ruolo centrale, crescerà la diffusione di software per la gestione dell’energia, piattaforme di analisi dei consumi, sistemi di monitoraggio in tempo reale e soluzioni di automazione avanzata.

Si tratta di tecnologie che consentono di raccogliere e analizzare grandi quantità di dati provenienti dagli impianti produttivi, individuare inefficienze, ottimizzare il funzionamento delle linee e programmare interventi manutentivi in modo predittivo.

Interventi di processo sempre più strategici

L’indagine condotta presso le aziende industriali evidenzia inoltre una crescente domanda di progetti complessi e integrati. Le imprese cercano, oggi, partner in grado di tradurre l’analisi dei consumi in risultati concreti e misurabili.

In questo contesto, gli interventi sui processi produttivi assumono una rilevanza crescente. L’obiettivo non è semplicemente ridurre i consumi energetici degli impianti ausiliari, ma ripensare l’intero ciclo produttivo per aumentare l’efficienza complessiva dell’azienda. Un approccio che combina tecnologie tradizionali con sistemi di monitoraggio, automazione, raccolta dati e analisi avanzata delle performance.

La ricerca segnala tuttavia come le ESCo siano talvolta percepite dalle imprese come meno specializzate rispetto ai fornitori tecnologici abituali, con i quali esistono spesso rapporti consolidati. Un aspetto che potrebbe rappresentare una delle sfide principali per il settore nei prossimi anni.

Certificati Bianchi, uno strumento ancora rilevante

Tra i meccanismi di sostegno all’efficienza energetica continua inoltre a mantenere un ruolo importante il sistema dei Certificati Bianchi, o Titoli di Efficienza Energetica (TEE). Si tratta di incentivi riconosciuti agli operatori che realizzano interventi capaci di generare risparmi energetici certificati e misurabili.

Pur avendo perso parte della centralità che aveva in passato, il meccanismo viene ancora considerato dagli operatori un esempio positivo di continuità regolatoria. Secondo il Rapporto, proprio la stabilità delle regole e la familiarità acquisita nel tempo dagli utenti rappresentano elementi fondamentali per favorire gli investimenti e aumentare l’efficacia degli strumenti incentivanti.

Le barriere da superare

Nonostante la crescita registrata nel 2025 e le prospettive positive, il percorso verso una maggiore efficienza energetica dell’industria italiana incontra ancora diversi ostacoli. Le principali criticità individuate dalle ESCo riguardano l’incertezza normativa, i continui cambiamenti nei meccanismi incentivanti, la limitata consapevolezza del management aziendale sui benefici dell’efficienza energetica e tempi di ritorno degli investimenti spesso considerati troppo lunghi.