Specialisti nella lavorazione della pietra, dal taglio alla lucidatura

Presente da 50 anni sul mercato internazionale, Simec realizza macchine e impianti completi per soddisfare tutte le fasi di lavorazione della pietra naturale, della ceramica e dell’agglomerato. Tecnologie apprezzate in tutto il mondo per la loro qualità, che sfruttano prestazioni, affidabilità e precisione di svariate guide e viti a ricircolo di sfere Hiwin.

Progettazione e produzione di macchinari e impianti per la lavorazione delle pietre naturali (marmi, graniti), di quelle sinterizzate e le agglomerate artificiali. È questa l’attività svolta da oltre mezzo secolo (ricorre proprio quest’anno l’anniversario di fondazione) da Simec, punto di riferimento internazionale del settore, con un consistente installato presente in tutti i continenti. Stiamo parlando di una produzione di elevato livello qualitativo, garantita dall’impiego esclusivo di personale specializzato nelle varie fasi che costituiscono l’intero iter di sviluppo di prodotto, fino ai servizi di supporto e assistenza post-vendita, con centri dislocati nei principali mercati e diretti da qualificati tecnici.

A sisnistra l’ing. Nicola Mutti , responsabile ufficio tecnico Simec, insieme a Pierluigi Grazian, responsabile reparto impiantistico.

«Studiare e sviluppare macchine altamente competitive nelle loro prestazioni – spiega l’ing. Nicola Mutti, responsabile ufficio tecnico – non perdendo mai di vista l’affidabilità di ogni singolo dettaglio, è la filosofia industriale che da sempre la nostra azienda applica nella realizzazione di tutti i suoi prodotti. Senza distinzione: dai più grandi impianti alle macchine più piccole ma non meno complesse, ottenendo una qualità che è ormai diventata un tratto distintivo riconosciuto in tutto il mondo».

In linea con questo preciso asset, l’azienda detiene al proprio interno l’intero processo produttivo, nei quasi 30mila mq coperti di reparti produttivi in provincia di Treviso, a Castello di Godego, nel cuore di un Nord Est dell’Italia da sempre riconosciuto come simbolo del made in Italy. In questo contesto Simec associa al continuo controllo degli standard qualitativi un’elevata flessibilità, che permette di assecondare al meglio le diverse esigenze produttive. Un processo consolidato che coinvolge anche un portfolio di qualificati fornitori, tra cui Hiwin, dalla quale acquisisce una vasta gamma di soluzioni tra cui diverse serie di guide lineari e viti a ricircolo di sfere.

Le lucidatrici orbitali serie Orbital possono essere allestite in versioni dotate fino a un massimo di 22 teste con traslazione indipendente dei mandrini, ciascuno dei quali scorre su 4 guide Hiwin (due per il movimento orizzontale e due per quello verticale).

Lucidatura automatica, brevettata ed esclusiva

Storico partner, Hiwin è presente coi propri prodotti su un’ampia varietà di macchine e impianti realizzati da Simec. Tra questi anche le lucidatrici orbitali serie Orbital, senza dubbio uno dei prodotti più innovativi apparsi sul mercato lapideo negli ultimi anni.

«Stiamo parlando di macchine – continua l’ing. Mutti – appositamente pensate e sviluppate per superare in modo efficace le limitazioni più tipiche delle esecuzioni tradizionali monotrave. Infatti le Orbital possiedono movimenti svincolati e indipendenti di ogni singolo mandrino, ovvero una tecnologia brevettata grazie alla quale si possono ottenere significativi miglioramenti di processo. Più concretamente, impiegando questa innovativa lucidatrice si possono eliminare le così dette “ombre”, ottenere maggiore omogeneità del risultato prodotto, senza fasce esterne più lucide e un incremento generale della qualità di lucidatura».

Queste macchine hanno fatto tesoro dell’importante esperienza maturata dall’azienda nel campo della lucidatura per offrire un prodotto fortemente innovativo ma basato su tecnologie ampiamente collaudate e di grande affidabilità. Disponibili sia in versione specifica per granito e marmo, sia per ceramica e agglomerati, dunque fornite con specifiche teste o piatti lucidanti, sono caratterizzate da un movimento oscillatorio, che è dato dalla sinergia del moto trasversale dei ponti (asse Y), assieme a quello longitudinale dei mandrini – ponti (asse X).

«Su queste lucidatrici – precisa l’ing. Mutti – non esiste più infatti un singolo ponte oscillante, ma diversi ponti sui quali i mandrini si muovono individualmente, compiendo spostamenti su più assi. Spostamenti che risultano simili a quelli eseguiti durante la lavorazione manuale con il cosiddetto “manettone” che replica un movimento appunto, orbitale, utilizzato con affermazione anche nella lucidatura a specchio di carrozzerie».

E sono proprio i mandrini a muoversi sulle guide lineari a rulli serie RGH fornite da Hiwin, chiamate a soddisfare stringenti requisiti in termini di rigidezza, sollecitazioni e di elevata precisione.

Precisione e affidabilità anche per carichi pesanti

Impiegate da Simec in diverse taglie, le guide lineari serie RGH di Hiwin presentano un rullo come corpo volvente al posto delle sfere in acciaio, e sono in grado di assicurare elevata rigidità e altrettanto capacità di carico. Progettate con un angolo di contatto di 45 gradi, durante il carico la deformazione elastica della superficie di contatto lineare risulta notevolmente ridotta, offrendo quindi livelli di rigidità e capacità di carico nettamente superiori in tutte e 4 le direzioni. La serie offre così prestazioni di rilievo che garantiscono una produzione di alta precisione e una maggiore durata.

«A seconda del modello – rileva l’ing. Mutti – le nostre Orbital possono essere allestite in versioni dotate fino a un massimo di 22 teste con traslazione indipendente dei mandrini, ciascuno dei quali scorre su due guide Rgh35, per il movimento orizzontale e Rgh45 per quello verticale».

HG è invece la serie Hiwin che contraddistingue l’ampia e diversificata gamma di guide lineari a sfere, progettata con contatto a sfere a X, per offrire capacità di carico e rigidità in tutte le direzioni. Caratterizzate dello stesso coefficiente di carico nelle quattro direzioni (alto/basso/destra/sinistra) con capacità di autoallineamento (che consente di compensare gli errori di installazione), tali guide assicurano lunga durata, alta velocità, precisione elevata e moto lineare uniforme.

«Guide lineari a sfere – precisa lo stesso ing. Mutti – largamente impiegate anche nei nostri forni ciclici Infinity, sollecitate in questo caso non per i rapidi movimenti, ma per gli importanti pesi, visto che parliamo di circa 500 quintali da traslare».

Più nel dettaglio, i forni ciclici vengono impiegati sia per l’asciugatura che per la catalisi di lastre o di filagne/mattonelle. La particolarità di questa tipologia di forni è costituita dal fatto che il materiale, che entra nel forno supportato da un vassoio, sale, trasla e scende all’interno del forno stesso. Questa soluzione, che vede l’impiego delle guide Hiwin, permette di accumulare una grande quantità di materiale, contenendo al tempo stesso l’altezza del forno, e di conseguenza del capannone che ospita l’impianto. I forni a compenser possono essere forniti da Simec in versioni a 2, 4 o più serie di piani, in funzione del tempo di permanenza del materiale, all’interno del forno stesso.

Sempre impiegate da Simec in varie applicazioni sono anche le viti a ricircolo di sfere rullate Hiwin serie Rbs per le quali uno dei principali vantaggi è costituito dal fatto che i sistemi di trasmissione su cui sono utilizzate hanno meno attrito, sono più silenziosi e performanti rispetto a quelli realizzati con viti a strisciamento. Con tipo di ricircolo a deflettore, con ricircolo interno singolo, tali esecuzioni sono disponibili a magazzino con le viti con albero di diametro da 8 a 80 mm, con o senza lavorazione dei terminali.

Alta efficienza e reversibilità, unitamente all’elevata intercambiabilità, fluidità e ai rapidi tempi di consegna, ne fanno un prodotto molto apprezzato praticamente in tutti i settori industriali.

Al fianco del cliente per vincere nuove sfide tecnologiche

«Hiwin – conclude l’ing. Mutti – rappresenta per noi un partner di riferimento che ha saputo distinguersi nel tempo non solo per la qualità e l’affidabilità dei prodotti forniti, ma anche per il prezioso supporto tecnico in fase di sviluppo per riuscire a individuare soluzioni ottimizzate che ci consentano di vincere le nuove sfide tecnologiche per migliorare continuamente le nostre macchine e i nostri impianti».

Un fattivo rapporto di collaborazione che perdura ormai da qualche anno, coordinato e gestito dal referente Hiwin di zona Fabio Pozzebon. Non dunque una sola fornitura a catalogo ma un contatto diretto in base alle specifiche esigenze ed eventuali criticità operative da risolvere

«Un reciproco confronto – sottolinea e conclude l’ing. Mutti – per noi molto importante. Non dev’essere infatti trascurato anche il fatto che le nostre tecnologie si caratterizzano per cicli di lavoro intrinsecamente molto intensivi i quali, a loro volta, devono poter esser svolti alle latitudini più disparate, in termini di temperatura e condizioni ambientali. Costante dev’essere invece l’affidabilità totale, garantita da un’attenzione alla qualità e ai minimi dettagli senza compromessi. Non è probabilmente un caso se in giro per il mondo ci sono nostri impianti ancora perfettamente operativi a distanza anche di trent’anni dalla loro installazione».

Altresì decisivo per Simec, vista la spiccata vocazione internazionale del costruttore veneto (con un export pari a circa l’90% del proprio fatturato), è il valore aggiunto di poter contare su un brand globale, quello di Hiwin, su una realtà multinazionale strutturata, riconosciuta e presente in tutto il mondo.

L’azienda in pillole

Simec nasce nel 1969 a Castello di Godego, in provincia di Treviso, come piccola officina, priva di mezzi e capitali, sull’intuizione e l’esperienza di Ampelio Stangherlin, un giovane pieno di volontà e buone idee. I sacrifici, la determinazione e il grande talento del titolare nel progettare eccellenti macchine per la lavorazione della pietra, portano ben presto l’azienda a una repentina crescita. L’azienda è oggi presente nei settori della tecnologia per soddisfare tutte le fasi di lavorazione della pietra naturale e della ceramica, producendo macchine e impianti completi che vengono apprezzati in tutto il mondo per la loro qualità. Attività, questa, svolta da un qualificato staff composto da circa 150 addetti, operativi sui quasi 30mila mq sui quali sono dislocati i vari reparti amministrativi e produttivi. Con un fatturato vicino ai 40milioni di euro, Simec esporta circa l’90% della propria produzione, non solo in Europa, ma anche in Medio Oriente e negli Stati Uniti. Family company caratterizzata da una forte impronta manageriale, l’azienda è oggi guidata dal fondatore e presidente Ampelio Stangherlin, coadiuvato dal figlio, nonché amministratore delegato, Mirko Stangherlin e da Fiorello Cenci.

Tecnologie per la lavorazione delle pietre naturali, sinterizzate e composite

Nell’ambito del settore lapideo Simec rappresenta ormai un punto di riferimento internazionale, grazie all’esperienza accumulata e alle competenze acquisite in tanti anni di attività e a una gamma di macchine e impianti particolarmente ampia, che riesce a coprire, con gli stessi standard qualitativi, tutte le fasi di lavorazione della pietra. In questo contesto vengono sviluppate e realizzate una moltitudine di soluzioni tecnologiche dedicate alla lavorazione del marmo, del granito e delle pietre agglomerate e artificiali: macchine multifilo (serie Simecwire SW), monofilo, telai a lame (a moto rettilineo per la segagione di blocchi di marmo), centri di taglio e tagliablocchi, segatrici a disco gigante. A queste si aggiungono poi le lucidatrici serie Orbital, svariate linee e impianti di calibratura e lucidatura per lastre e mattonelle, linee di bisellatura – squadratura, lucidacoste automatiche, tagliatrici a dischi e sistemi di ottimizzazione, fresatrici a ponte. Non ultimi sono inoltre i sistemi per la completa movimentazione del materiale, macchine e impianti per stuccatura, resinatura, risanamento, gli impianti di resinatura automatici e sistemi waterjet di taglio ad acqua. Testarossa identifica infine il vasto programma di teste calibratura, levigatura, spianatura e lucidatura.

Nuovi investimenti sul mercato italiano

Presente con una propria filiale diretta anche in Italia dal 2013, Hiwin ha saputo cogliere le opportunità del mercato, dimostrandosi attenta e vicina alle esigenze delle aziende nostrane. Con il tangibile risultato di una crescita costante che va di pari passo con lo stanziamento da parte della casa madre taiwanese d’importanti investimenti in personale, attrezzature e strutture. Ben definita è la strategia aziendale, ovvero offrire al mercato, nel modo più efficiente possibile, l’ampia gamma di prodotti e soluzioni integrate di automazione e motion control, garantendo ai clienti come Simec l’indispensabile supporto tecnico specializzato da parte di uno staff motivato e qualificato. Un team di circa 150 persone che entro la prossima primavera si trasferiranno nella nuova sede operativa di Cavanago di Brianza (MB). Una superficie dedicata di oltre 11mila mq, dove spazi commerciali e amministrativi saranno affiancati da aree per lo stoccaggio dei prodotti ancora più generose delle attuali, da sempre fattore molto importante per generare un vantaggio competitivo di mercato. (Gianandrea Mazzola).

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