HomeFactory AutomationRoboticaJARVIS, la Call europea che finanzia la sperimentazione industriale della robotica collaborativa

JARVIS, la Call europea che finanzia la sperimentazione industriale della robotica collaborativa

La seconda Call del progetto europeo JARVIS dedicato alla robotica collaborativa finanzia pilot industriali, con risorse fino a 130mila euro, per integrare le tecnologie AI nei contesti operativi reali. La robotica esce dai laboratori per arrivare negli ambiti industriali, colmando il gap tra ricerca e applicazione industriale. La Call è aperta fino al 10 luglio 2026.

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Marianna Capasso

A volte non basta solo finanziare le attività di ricerca. Serve qualcosa in più. Ovvero, portare la tecnologia nei contesti operativi reali. E testare la stessa, in condizioni complesse e non controllate. Solo così potrà appurarsene la funzionalità. È quello che si propone di fare il progetto europeo JARVIS, con la sua seconda Call (sezione External Pilots), aperta il 1° aprile 2026 e in chiusura il prossimo 10 luglio.

Il progetto JARVIS e la scalabilità delle tecnologie per la robotica collaborativa

Sviluppando tecnologie di interazione uomo-robot (HRI) per ambienti industriali, JARVIS punta sulla creazione di robot e sistemi AI in grado di collaborare con le persone. Androidi “socialmente interattivi” ma sicuri e affidabili. In grado di collocarsi nell’ambiente di lavoro, anche quando si tratta di grandi impianti industriali. Per un supporto diretto a pmi e startup.

Sono principalmente quattro i settori di riferimento della tecnologia – ovvero automotive, aeronautica, smantellamento nucleare ed energia offshore. E, con le risorse europee, saranno finanziati i progetti di aziende e consorzi già in possesso di una propria soluzione industriale, intenzionati però ad integrare uno dei moduli JARVIS nelle proprie tecnologie. Si parte allora da una soluzione già pronta e vi si aggiunge un componente JARVIS per potenziarla.

Si chiama fase “bridging”: è qui che si colloca oggi la Call JARVIS. A metà tra innovazione e mercato. Per dimostrare che le soluzioni sviluppate sono tecnicamente valide e altresì scalabili, affidabili e utili, dal punto di vista industriale. I progetti, allora, dovranno generare evidenze concrete sull’impatto delle tecnologie JARVIS in ambienti reali. E dovranno contribuire a rafforzarne la maturità tecnologica e la loro futura adozione su larga scala.

JARVIS e i sistemi di interazione uomo-robot

I progetti finanziati non potranno essere di ricerca o teorici. Dovranno essere caratterizzati da un forte orientamento applicativo e dimostrativo. Integrando almeno un componente tecnologico del framework JARVIS. Partendo quindi da una base tecnologica esistente, andranno sviluppati e validati sistemi di interazione uomo-robot, per operare in ambienti industriali complessi o infrastrutture critiche.

Le tecnologie saranno impiegate nella manifattura avanzata, nella manutenzione predittiva e correttiva, nell’ispezione automatizzata di impianti e infrastrutture. Ma anche in tutti gli altri “domini emergenti” dove si utilizza la robotica collaborativa per migliorare efficienza, sicurezza e qualità operativa. A condizione, però, che ogni progetto sia in grado di dimostrare il valore aggiunto dell’integrazione tra uomo e macchina.

Il bando JARVIS (GUIDELINES FOR APPLICATION)

External Pilot: i progetti ammessi alla Call europea JARVIS

Verranno selezionati diversi progetti (pilot applicativi). In un arco temporale di 10 mesi, bisognerà seguire un preciso percorso metodologico. Si partirà dalla definizione dettagliata dei requisiti tecnici e funzionali, passando poi all’analisi approfondita del case use industriale. Seguirà, poi, la fase di sviluppo e integrazione. A questo punto, verranno incorporate le tecnologie JARVIS all’interno dei sistemi esistenti, o nelle nuove soluzioni progettate dal consorzio.

Ma è la fase centrale il cuore dell’intero progetto. La parte più delicata ma anche più interessante. Ovvero il momento della validazione, in un ambiente operativo reale, con i test in condizioni non simulate, utenti reali e vincoli operativi effettivi. Servirà, infine, una dimostrazione (pilot demonstration), per la valutazione finale. Se i risultati ottenuti saranno in linea con gli obiettivi iniziali – e se le soluzioni sviluppate risulteranno effettivamente trasferibili e utilizzabili in contesti industriali reali – allora si potrà parlare di un esito pienamente positivo.

Chi può partecipare alla Call europea JARVIS per la robotica collaborativa?

È fondamentale che ogni progetto sia presentato da un Consorzio composto da almeno due partner, ma non più di tre. Una struttura leggera, per non appesantire le operazioni e, soprattutto, per renderle veloci, anche nell’esecuzione operativa. Andrà individuato un partner tecnologico (una pmi o una startup), che abbia competenze nello sviluppo di software, robotica o intelligenza artificiale. Questo stesso sarà il responsabile dell’integrazione tecnica delle componenti JARVIS.

Servirà poi un secondo partner, un “case use provider”. Un partner, quindi, in grado di offrire al progetto il contesto reale in cui la tecnologia verrà testata. Dunque, un impianto industriale, un’azienda manifatturiera, un cantiere o una fabbrica. Tutti luoghi adatti alle operazioni. Pensiamo, ad esempio a un magazzino dove validare interazione uomo-robot, o a un impianto offshore dove testare la manutenzione robotica.

Il possibile terzo partner potrebbe essere un centro di ricerca o una ulteriore pmi. Nel primo caso, la RTO (Research and Technology Organisation) dovrà contribuire con competenze scientifiche, algoritmiche o di validazione. Le operazioni (per il tramite di laboratori, centri di innovazione o Università) serviranno a bilanciare innovazione tecnologica e applicabilità industriale. Alternativamente alla RTO è ammesso anche un ulteriore partner tecnologico (pmi), per supportare il primo nello sviluppo del progetto.

Il processo di selezione dei progetti: innovazione, architettura tecnica e fattibilità

I partecipanti al Bando dovranno essere entità costituite in uno Stato membro dell’Unione Europea oppure in un Paese associato a Horizon Europe. Ogni pmi o startup dovrà dimostrare di essere attiva da almeno 12 mesi (precedenti alla candidatura), per garantire quindi una stabilità organizzativa e operativa. È inoltre necessario rispettare la composizione del consorzio, come richiesto dalla Call.

La domanda andrà presentata esclusivamente on line, non oltre il 10 luglio 2026. Chiuso lo sportello, si procederà con un controllo sull’eleggibilità delle istanze, e con una valutazione tecnica da parte di esperti indipendenti. Per verificare il livello di innovazione della proposta, la solidità dell’architettura tecnica, la fattibilità e il potenziale impatto. Superata anche questa fase, ci sarà l’invito a presentare il progetto. E, solo alla fine, saranno scelti i vincitori.

L’application form per la Call JARVIS

Le risorse e le tempistiche della Call JARVIS

I progetti selezionati saranno oggetto di contrattualizzazione, con la formalizzazione di tutti gli aspetti amministrativi e legali – e un Sub-Grant Agreement con il consorzio JARVIS. Dopo la firma, si darà ufficialmente avvio all’iter, che avrà una durata massima di dieci mesi, suddiviso in diverse milestone. Al raggiungimento di ciascuna di esse verrà erogata una tranche di finanziamento.

La timeline della Call JARVIS

Il contributo massimo previsto per ogni progetto ammonta a 130mila euro – entro i limiti massimi di finanziamento previsti dalle regole europee sugli aiuti di Stato. Si tratterà di una “lump sum”, una somma forfettaria non restituibile e non soggetta a rendicontazione, ma vincolata solo al raggiungimento dei risultati concordati. Il budget complessivo verrà distribuito tra i progetti selezionati, in base alla qualità delle proposte e al loro impatto atteso.