Una possibile rivoluzione per le memorie a semiconduttore

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Un team di ricercatori dello University College London sarebbe riuscito a realizzare praticamente un componente finora esistente solo in una formulazione teorica di 37 anni fa: il “memristor”, un chip al silicio che, grazie alle sue proprietà elettroniche, permetterebbe di rendere le memorie dei computer più veloci e capaci. Il dispositivo, annunciato in occasione dell’European Materials Research Society meeting di Strasburgo, il memristor diventerà realtà grazie all’impiego dei nuovi superconduttori, e sarà tra non molto disponibile sul mercato a prezzi competitivi. La dizione “memristor” deriva dalla fusione tra “memoria” e “resistenza”, a sottolineare che i suoi cambiamenti di resistenza sono funzione della quantità di corrente che lo attraversa, con la particolarità che il dispositivo poi ne “ricorda” il valore anche dopo che il flusso di corrente è cessato. La scoperta, come non raramente accade, è avvenuta quasi per caso, mentre si procedeva a sperimentazioni con altre finalità. I ricercatori erano infatti impegnati in una sperimentazione sull’ossido di silicio per la realizzazione di LED, quando hanno riscontrato che quelli che a una prima valutazione sembravano circuiti elettronicamente instabili, a un’analisi più approfondita erano invece filamenti di ossido di silicio con la capacità di passare tra vari stati conduttivi e non-conduttivi in maniera prevedibile. Il risultato ottenuto è molto importante, in quanto potrebbe rendere possibile la sostituzione dell’attuale tecnologia Flash, tipica di chiavette USB e schede di memoria. Attualmente il team sta elaborando un dispositivo adatto al mercato di consumo, dato che i materiali impiegati in laboratorio sono ancora molto costosi.

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