Robot in agricoltura

L’impiego di robot in agricoltura può sembrare bizzarro, ma qualsiasi cosa la tecnologia possa fare per valorizzare e sostenere l’agricoltura non può che tradursi in un vantaggio per tutti, per il mondo intero.

L’agricoltura è un ambito produttivo dove le attività manuali sono preponderanti, e chi se ne occupa lo ha ben presente dovendo sostenere i costi fissi dell’indispensabile manodopera, cui si aggiungono anche quelli di carburanti per i mezzi, di energia, materie prime e attrezzature in genere, il tutto a fronte di un riconoscimento economico per i propri prodotti a volte incerto e comunque decrescente malgrado un impegno alla qualità, causa una concorrenza non sempre limpida perché oramai tutto è di qualità, tutto è bio, e i controlli sono carenti, le normative inefficaci, a vantaggio di chi opera non proprio correttamente. Ma fuor di polemica resta la preponderanza dell’attività manuale, certamente specializzata per determinate colture di pregio, ma non necessariamente paragonabile ai livelli di professionalità richiesti nell’industria. Una soluzione potrebbe essere l’utilizzo di robot, e questo è quanto è stato pensato dall’Unione Europea con il lancio del progetto cRops (Clever Robot for Crops), finalizzato allo sviluppo di robot per la raccolta di prodotti da colture ad alto valore aggiunto, con il coinvolgimento di laboratori di ricerca e centri universitari di 10 Paesi, tra cui anche l’Italia.

Gli obiettivi di cRops

Come obiettivi, la piattaforma robotica cRops dovrà essere in grado di irrorare specifiche parti di una coltura e provvedere alla raccolta selettiva di frutti; inoltre, i sistemi robotizzati specifici per attività agricole dovranno poter individuare i frutti, valutarne la maturità, e raccogliere solo quelli nel giusto stato di commercializzazione. Altro obiettivo di cRops, lo sviluppo di tecniche che permettano ai sistemi robotizzati di percepire e classificare gli ostacoli per potersi agevolmente muovere tra i filari e le piantagioni. Il raggiungimento di questi risultati presuppone lo sviluppo di algoritmi sofisticato e di tutta una serie di tool intelligenti da installare su unità mobili, quali manipolatori modulari, sensori ed elementi di presa, tali anche da potersi adattare a condizioni e compiti diversi.

Alcuni importanti risultati

Nell’ambito del progetto sono attivi diversi gruppi di ricerca, ciascuno con il compito di risolvere specifiche problematiche. Come esempio citiamo il WP3, coordinato dalla Technische Universität München, il cui obiettivo è progettazione, realizzazione e ottimizzazione di manipolatori con end effector intercambiabili e relativa logica di motion control. Il prototipo di un “multi-purpose agricultural manipulator” è stato effettivamente realizzato dall’istituto tedesco, con la possibilità di essere attrezzato con differenti gripper concepiti da Festo e specifici per la manipolazione di mele, grappoli d’uva e peperoni. Nel caso dei peperoni, si tratta di un gripper autoadattativo concepito grazie al cosiddetto Fin Ray Effect, e basato sulla struttura delle pinne di coda di un pesce, esempio emblematico di come l’automazione impara dalla natura. Manipolatore ed elemento di presa sono stati già testati con successo nel 2012 in una piantagione in Cile.

Altre iniziative

Vi sono comunque nel mondo altre iniziative, molte a livello personale di ricercatori e inventori, finalizzate a portare i sistemi robotizzati nei campi, con risultati anche stupefacenti, come nel caso di Wall-Ye: questo il nome di un robot specializzato in controllo delle vigne e raccolta dell’uva dal costo approssimativo di 25.000 euro. Si tratta di un mezzo semovente su 4 ruote, dotato di GPS, alto solo mezzo metro, con due braccia meccaniche che possono accomodare tool diversi tra cui anche sensori, e programmabile per raccogliere, almeno così affermano gli inventori, dati sul suolo e sullo stato di salute delle piante. Tra gli altri possibili compiti, anche la potatura delle viti. Questo esempio certifica “che si può fare”: resta solo da verificare costi di progettazione e realizzazione, ed entrare in una logica di mercato, sperando che il mondo agricolo abbia le risorse per essere recettivo.

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