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Data Center, via libera in Lombardia alla Legge regionale

La Lombardia approva la prima Legge regionale in materia di Data Center, introducendo criteri per localizzazione, sostenibilità e riuso delle aree industriali dismesse. L’atto assume un significato profondo, rappresentando quel passaggio strategico che consolida il ruolo della Regione, a livello nazionale ed europeo. Un traino per l’intero Paese, in attesa della normativa nazionale.

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Marianna Capasso

Negli ultimi anni il Paese ha assistito a una forte e continua crescita dei Data Center (), trainata dal sempre maggiore utilizzo di cloud, AI e industria digitale. Tuttavia, l’espansione è apparsa più veloce della capacità di pianificazione e regolazione del sistema.

Se da un lato i Data Center si distinguono come infrastrutture fondamentali per economia e tecnologia moderna, dall’altro si rendono sempre più necessari investimenti – a fronte di un importante consumo energetico.

La cosa che salta agli occhi, in tutto ciò, è l’assenza di una normativa uniforme. Servono regole e infrastrutture adeguate a governare un settore strategico che sta “esplodendo”. E che potrebbe rappresentare una sfida importante anche nell’ambito della sostenibilità.

La disciplina nazionale sui Data Center

Nonostante la rilevanza economica, tecnologica e strategica del settore, non c’è ancora una disciplina a livello nazionale. Le Linee Guida del MASE – per garantire l’uso dell’energia anche in caso di blackout – così come la Strategia attrattiva del MIMIT non bastano, per quanto importanti.

Per rendere l’Italia più competitiva, e far sì che attragga investimenti stranieri nei Data Center, c’è bisogno di offrire regole certe. Per diventare un hub europeo nella costruzione e gestione degli stessi Data Center, bisogna puntare su una strategia industriale e geopolitica. In grado, però, di inserirsi in un quadro normativo ben delineato. Il controllo dei Data Center appare rilevante, perché incide su una parte fondamentale dell’economia digitale, dai cloud all’AI. Ma con una frammentarietà delle regole non si evolve.

I Data Center: l’incertezza frena progresso e investimenti

È come se le poche normative in materia, tra l’altro non uniformi, inseguissero i Data Center, mentre dovrebbero invece guidarli. La confusione provoca una sorta di disordine a livello nazionale. Con incertezze negli investimenti, differenze tra regioni e mancanza di standard uniformi.

Ovviamente, c’è anche un rovescio della medaglia: l’innovazione non viene “imbavagliata” in regole ferree, e la gestione appare più flessibile. Sì, ma a che costo? Questa condizione contribuisce a creare disparità territoriali ed è anacronistica, se pensiamo a quanto il settore sia strategico, anche guardando all’Europa.

La Regione Lombardia e la Legge sui Data Center

Intanto, in attesa che venga emanata la Legge nazionale, la Lombardia non resta a guardare. Nel mese di novembre 2025, la Giunta di Regione aveva approvato il Progetto di Legge relativo all’insediamento dei Data Center sul territorio. Il primo intervento normativo predisposto da una Regione italiana: una sorta di apripista per le future azioni, alla luce della crescente attenzione in materia.

L’intervento mirava a colmare quel vuoto normativo che, nelle more delle decisioni nazionali, penalizzava un settore che cresce e ha bisogno di regole certe, per svilupparsi. Ma, allo stesso tempo, riprendeva la DGR 2629, un provvedimento del 2024 che forniva indirizzi uniformi ai Comuni e alle Province per gestire lo sviluppo delle infrastrutture de quibus.

Il Progetto di Legge è stato poi approvato dal Consiglio lo scorso 26 maggio 2026, diventando norma a tutti gli effetti. Si offrono, così, regole certe, e si stabiliscono procedure affidabili, attraverso il coordinamento degli attori e secondo tempistiche certe. Uno importante riferimento per gli investimenti. In questo modo, si assicura certezza e omogeneità sul territorio regionale, rafforzando la competitività della Lombardia e contribuendo alla sicurezza e alla sovranità digitale europea.

La sostenibilità nella disciplina dei Data Center

La Legge regionale governa l’elevato consumo energetico, con l’obiettivo di favorire l’utilizzo di fonti rinnovabili – evitando speculazioni di sorta. È poi interessante l’attenzione che viene posta sull’aspetto urbanistico, a conferma di come anche gli obiettivi di sostenibilità rientrino nel macro-disegno normativo regionale. Sono infatti individuate aree dismesse (brownfield), che potranno essere utilizzate per l’insediamento delle infrastrutture.

Si riutilizzerà il calore prodotto, favorendo tecnologie alternative all’utilizzo dell’acqua potabile e non. L’atto, inoltre, punta a preservare i terreni agricoli ancora naturali, per ovvie ragioni. E, pertanto, viene stabilito un onere economico maggiore per le costruzioni su tali suoli – con maggiorazioni fino al 200%, utilizzate poi per migliorare e recuperare aree urbane già degradate.

Dalla Lombardia parte il futuro dei Data Center?

Insomma, la Regione Lombardia con la sua Legge è la prima istituzione, in Italia, a normare i Data Center, tutelando l’innovazione, il verde e le esigenze del mondo economico. D’altra parte, il 60% delle richieste nazionali di insediamento si concentra proprio sul territorio regionale. E, al di là dei campanilismi, i Data Center che si svilupperanno in Lombardia offriranno poi un servizio all’intero Paese. E, perché no, anche all’Europa.

Restano ancora da inquadrare le problematiche energetiche, considerando l’elevato consumo per un servizio che di fatto potrebbe essere nazionale. Ma, su questo punto, si spera intervenga il Governo, legiferando ad hoc. La Regione Lombardia intanto monitora e coordina le operazioni sul proprio territorio, ma data l’importanza della materia, serve un progetto ad ampio respiro.

La convivenza tra esigenze di crescita tecnologica e tutela dell’ambiente sono fattispecie che interessano tutti. E la Lombardia ha assunto indubbiamente un ruolo strategico, nell’ambito dell’economia digitale e dell’innovazione tecnologica, provando ad essere un traino per traghettare l’intero Paese verso la competitività. Un acceleratore per le imprese, verso una sempre più definita centralità digitale.