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OT security, una questione di resilienza operativa

La sicurezza OT non è solo tecnologia: è continuità operativa, safety e governance integrata tra IT e produzione. Servono competenze ibride e un approccio “OT-aware” per proteggere processi, persone e qualità.

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Nicoletta Buora


“Le organizzazioni che affrontano la sicurezza OT come un tema integrato – dove IT e OT dialogano e fisico e digitale convergono – sono quelle che riescono a mantenere la produzione attiva anche durante un incidente”.

La riflessione di Giorgio Triolo, CTO Axitea, va dritta al nocciolo della questione: la OT security non è solo un tema tecnico, ma organizzativo e di competenze. Richiede profili ibridi – cybersecurity, networking, sistemi industriali, safety e operations – e una visione orientata alla resilienza.

Proteggere una fabbrica 4.0 significa garantire continuità produttiva, sicurezza delle persone e qualità del prodotto. Non è un progetto IT delegabile, ma una decisione strategica.

In fabbrica si proteggono anche le persone: IT vs OT

Il manifatturiero è tra i bersagli principali del cybercrime, come evidenziato da diversi Report globali tra cui il Rapporto Clusit 2026, mentre l’uso dell’AI da parte degli attaccanti accelera volume e sofisticazione delle minacce.

Ma in ambito OT non sono in gioco solo i dati: si proteggono macchine, operatori e processi.

  • IT: privilegia riservatezza e integrità, accettando downtime pianificati
  • OT: privilegia disponibilità, safety e continuità operativa

Fermare una linea produttiva non è un semplice disservizio IT: è un impatto diretto sul business.

Quando un attacco diventa fisico

Nel contesto industriale, gli attacchi più critici sono quelli che incidono sul processo fisico:

  • Manipolazione di parametri o ricette: qualità fuori specifica, scarti e richiami
  • Alterazione di robot e automazioni: rischi per operatori e danni agli impianti
  • Fermo linea: riavvio complesso, con verifiche e costi spesso superiori allo stop

Con l’evoluzione verso sistemi sempre più autonomi (agentic AI), cresce il rischio che un incidente cyber si traduca in comportamenti fisici indesiderati.

OT security: un approccio integrato e “OT-aware”

Difendere la fabbrica digitale non significa aggiungere strumenti isolati, ma adottare un modello integrato che tenga conto dei vincoli reali di produzione:

Visibilità e inventario
La base è conoscere asset, firmware, protocolli e dipendenze. Un assessment iniziale consente di mappare criticità e priorità senza impattare la produzione.

Segmentazione e controllo dei flussi
Non bastano le VLAN: servono regole sui protocolli industriali, controllo dei comandi e gestione sicura dei collegamenti IT/OT.

Accessi remoti e supply chain
Gli accessi dei fornitori rappresentano una superficie critica: vanno gestiti con identità, autorizzazioni e tracciabilità delle sessioni.

Sicurezza fisica e cyber convergenti
In OT il confine è sottile: accessi fisici, dispositivi USB e infrastrutture di rete devono essere protetti in modo coordinato.

Monitoraggio e risposta OT-aware
Le logiche IT standard non bastano. Isolare un sistema senza valutarne l’impatto può fermare la produzione o creare rischi. Servono playbook specifici che distinguano tra ciò che va bloccato, degradato o gestito operativamente.

In sintesi, la OT security efficace nasce dall’integrazione tra tecnologia, processi e competenze. Solo un approccio consapevole dei vincoli industriali consente di proteggere la fabbrica senza fermarla.