L’Internet delle Cose è una realtà

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RS Components ha inaugurato, nella propria community online DesignSpark, una sezione dedicata all’Internet of Things, tema a cui ha recentemente dedicato anche un seminario online.

RS Components, marchio commerciale di Electrocomponents plc, ha inaugurato una sezione dedicata all’Internet delle Cose (Internet of Things o IoT) nella propria community online DesignSpark, in cui sono presenti strumenti di progettazione e documentazione tecnica utile a realizzare prototipi e sviluppare nuovi prodotti.  Pubblicata nella sezione Design Centres, l’area dedicata all’IoT comprende i più recenti post pubblicati sui blog e articoli di aziende partner, membri della comunità DesignSpark ed esperti del settore. L’obiettivo è rendere disponibile una biblioteca virtuale, utile ai progettisti che vogliono sviluppare applicazioni legate alla realtà dello IoT. Secondo Gartner, entro il 2020 saranno 26 miliardi i dispositivi collegati a Internet, ciascuno con il proprio identificativo unico. “Questi dispositivi interconnessi creano l’Internet delle Cose (IoT), dandoci la possibilità di controllare e comandare a distanza gli oggetti via Internet”, ha detto Pete Wood, manager della comunità DesignSpark di RS Components. “La sezione Design Centre IoT in DesignSpark vuole stimolare la circolazione delle idee, favorendo il confronto, lo scambio di idee, consigli ed esperienze sull’uso di prodotti utili a sviluppare applicazioni IoT”.

Un seminario sullo IoT

RS, in collaborazione con Electronics World, ha organizzato anche un seminario online dal titolo “The Internet of Things, living and working smarter”, in cui Alexandra Deschamps-Sonsino di Designswarm, tra più autorevoli esperti di IoT e autrice di articoli sull’argomento (suo è l’articolo introduttivo sul tema, nel Design Centre), ha spiegato la realtà dei dispositivi connessi in rete progettati per migliorare la vita delle persone e lavorare in modo più intelligente. Secondo Alexandra Deschamps-Sonsino, oggi l’Internet delle Cose sta guidando sempre di più l’innovazione. Questa tecnologia è sempre più alla base di una nuova generazione di componenti con lo scopo di favorire la connettività tra gli oggetti, resa possibile anche alla diffusione di interfacce mobile. Ma non solo: l’IoT serve anche a sviluppare nuove funzionalità che saranno alla base di nuovi prodotti e modelli di interazione tra le persone e tra persone e tecnologie. L’Internet of Things ha una lunga storia, il cui inizio risale agli anni ’80, con lo Human Computing Interaction, ossia lo studio, la pianificazione, la progettazione e la concretizzazione dell’interazione tra persone e computer. Oggi lo IoT sta coinvolgendo ogni aspetto della vita moderna, dal monitoraggio dell’energia in azienda a quello della salute dei pazienti in ambito ospedaliero. Tra i dispositivi per il monitoraggio energetico usati in campo industriale esistono, per esempio, monitor basati su tecnologia open source che si avvalgono di un sistema di controllo che permette agli utenti di tracciare il consumo energetico in ufficio e di accendere e spegnere l’appliance. Sistemi di questo tipo possono essere compatibili con Arduino e Raspberry Pi. I sistemi di Smart Home Control sono diffusi in grande quantità; per esempio esistono dispositivi abilitati WiFi che danno all’utente la possibilità di controllare le loro appliance e i sistemi elettronici in casa o in ufficio anche a distanza. Esiste anche un’applicazione software, studiata per i manager, che consente di controllare il network aziendale e di vedere quali dispositivi sono funzionanti e qual è il loro consumo energetico. I dati sono processati nel cloud e tradotti in grafici che consentono ai manager di capire dove è necessario intervenire. Naturalmente, con il diffondersi dell’IoT, diventa sempre più importante anche il tema della sicurezza e della privacy, poiché anche in questo caso applicazioni che possono essere potenzialmente attaccate: brecce alla sicurezza possono essere aperte a livello hardware, software e Web. Alcuni casi di attacchi a dispositivi IoT sono già stati effettuati. Un caso noto è stato, per esempio, quello di un frigorifero collegato con un’appliance domestica in grado di inviare e-mail. In questo caso, l’elettrodomestico è stato usato per spedire una grande quantità di messaggi di spam. Non esistono ancora policy ben definite su questi argomenti, ma in futuro sarà sempre più importante non solo salvaguardare i tradizionali dati digitali, ma anche tenere in considerazione i dati provenienti dagli oggetti.

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