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Legge di Bilancio 2022: quali agevolazioni per le imprese?

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La Redazione

La Legge di Bilancio 2022 prevede un interessante pacchetto di misure agevolative a favore delle imprese. Qui una breve sintesi delle agevolazioni principali.

di Marianna Capasso

Anche per il 2022 il Governo ha confermato il proprio supporto finanziario alle imprese. Procedendo lungo un sentiero già definito negli ultimi due anni, le misure riportate nel consueto strumento legislativo di inizio anno favoriscono la crescita – anche grazie al sostegno del PNRR – con un occhio di riguardo verso i settori particolarmente colpiti dalla crisi pandemica. 

Per affrontare le sfide del futuro prossimo – dalla trasformazione digitale e green dei processi produttivi alle norme anti-delocalizzazioni, dalla tutela dei lavoratori di aziende in crisi all’attrattività degli investimenti nazionali e internazionali – il Governo interviene rafforzando le misure già esistenti e allungando l’arco temporale di operatività, per quelle in fieri. 

L’elenco delle azioni, mirate alla ripresa economica, suona familiare ed è già noto a molti: Contratti di Sviluppo, Nuova Sabatini, Fondo di Garanzia e Fondo a sostegno della transizione industriale. Ma anche crediti d’imposta per gli investimenti 4.0 e per le spese di consulenza per quotazioni in Borsa, un fondo speciale di 100 milioni di euro destinato alle aziende in crisi, sgravi contributivi per le microimprese e un Patent Box con nuovi incentivi e cumuli (sebbene parzialmente penalizzato). 

Legge di Bilancio 2022: le principali misure destinate alle imprese

Con l’allocazione di 450 milioni di euro sarà nuovamente possibile rafforzare i programmi di investimento produttivi strategici ed innovativi di grandi dimensioni, attraverso i contratti di sviluppo, prezioso strumento di politica industriale.

Continua il sostegno anche per le piccole e medie aziende, grazie al rifinanziamento della Nuova Sabatini e del Fondo di Garanzia. Con la prima misura, sono 900 i milioni di euro a disposizione delle aziende, nell’arco temporale 2022/2026; per il Fondo di garanzia, invece, è stato varato un incremento di 3 miliardi di euro, per coprire la copertura pubblica di accesso al credito, per pmi e professionisti. 

È stato poi istituito un fondo a sostegno della transizione industriale, destinato ai settori che, negli anni passati, hanno mostrato particolari problematiche nell’abbattimento delle emissioni CO2. Con le risorse finanziarie, pari a 150 milioni di euro per il 2022, le imprese potranno allinearsi con le normative europee in ambito climatico, adeguando il proprio sistema produttivo e realizzando investimenti destinati all’efficientamento energetico, al riutilizzo e impiego produttivo di materie prime e riciclate.

Obiettivo puntato sulle aziende in crisi, destinatarie di 100 milioni di euro, in un fondo speciale che favorirà il prepensionamento e la decontribuzione totale dei dipendenti assunti a tempo indeterminato. Viene agevolata la vendita degli immobili di proprietà di tali compagini, e sono favoriti gli incentivi per gli investimenti in aree “border line”, con l’obiettivo di aumentare l’occupazione locale impiegando soggetti percettori di reddito o non occupati. 

Sempre in ambito occupazionale, è stato previsto uno sgravio contributivo al 100% per tre anni, a favore delle micro imprese (fino a 9 dipendenti) che nel 2022 assumeranno lavoratori under 25, con contratti di apprendistato di primo livello. 

Stop alla delocalizzazione, ma non all’internazionalizzazione

Viene poi introdotta la norma anti-delocalizzazione, previsione oggetto di dibattito negli ultimi mesi. Le aziende in buona salute, con oltre 250 occupati, che decidono di chiudere una sede in Italia licenziando oltre 50 dipendenti, dovranno attivare una serie di procedure obbligatorie, con trattative e comunicazioni specifiche ad enti istituzionali – pena una sanzione e la nullità dei licenziamenti. 

Contemporaneamente, però, non viene penalizzata l’internazionalizzazione delle imprese. È infatti previsto un incremento delle risorse a sostegno dei progetti business all’estero, pari a 1,5 miliardi annui (dal 2022 al 2026) nel Fondo rotativo a favore delle imprese italiane che operano sui mercati esteri (Legge 394/1981), e pari a 150 milioni annui (dal 2022 al 2026) nel Fondo per la promozione integrata.

Il credito d’imposta per Industria 4.0

In ambito fiscale, invece, sono stati prorogati i crediti d’imposta per gli investimenti 4.0 in ricerca e sviluppo, transizione e innovazione tecnologica. Sono state confermate le misure a supporto delle imprese fino a dicembre 2025 (con ulteriori 6 mesi di chiusura della procedura, a giugno 2026), riducendo gli importi ma offrendo la possibilità di cumulo con quanto previsto dal PNRR. In questo modo le aziende potranno operare su più fronti, pianificando in maniera variegata i propri investimenti, nel prossimo triennio.

È prorogato anche il credito d’imposta (al 50%) per le spese di consulenza, sostenute dalle pmi che si collocano su un mercato azionario di un Paese UE: il massimale del beneficio passa da 500 a 200 mila euro, ma l’agevolazione resta valida ancora per tutto l’anno in corso.

Lo strumento del Patent Box

È stato modificato il regime di tassazione del Patent Box, importante strumento che negli ultimi anni ha agito come fondamentale leva a favore del finanziamento per la ricerca. Il tributo colpisce i redditi d’impresa derivanti dall’utilizzo di software protetto da copyright, di brevetti industriali, di disegni modelli et similia.

L’incentivo è passato dal 90 al 110%, escludendo però marchi di impresa e know-how, sollevando malumori. Tuttavia, con la nuova Legge di Bilancio sarà possibile cumulare la misura con altri strumenti di sovvenzione, tra i quali il credito di imposta per ricerca e sviluppo. 

Mancata promessa per l’automotive

Chiudiamo la panoramica con una nota dolente, ma di speranza. Lo scorso autunno il MiSE aveva evidenziato la necessità di inserire, nella manovra finanziaria in essere, una serie di incentivi per l’automotive, in considerazione della delicata fase di ripresa produttiva. Il Governo ha però deciso di puntare su altro. Il Dicastero di via Molise non si arrende e promette, nel breve termine, di tornare sulla questione. Vedremo come, e quando.

Legge di Bilancio 2022: quali agevolazioni per le imprese?
- Ultima modifica: 2022-01-13T14:46:39+01:00
da La Redazione
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