Industria 4.0, stato dell’arte

Stando a una recente ricerca il mercato nel 2018 si attesta su 3,2 miliardi, con una crescita del 35% rispetto al 2017, trainato dagli investimenti effettuati nel 2017 (e fatturati nel 2018) sulla spinta del Piano Nazionale Industria 4.0; la crescita diventa +140% se si considerano gli ultimi quattro anni, a cui va aggiunto un indotto di circa 700 milioni di euro in progetti “tradizionali” di innovazione digitale. Per l’85% il fatturato è composto da Industrial IoT, Industrial Analytics e Cloud Manufacturing, con 800 applicazioni 4.0 censite in Italia, in media 4 per azienda, e i progetti consolidati hanno portato flessibilità e minori costi. Le tecnologie 4.0 più diffuse sono IT, in particolare l’Industrial IoT, come componentistica per connettere i macchinari alla rete, che con un valore 2018 di 1,9 miliardi rappresentano il 60% del mercato e registrano la crescita più marcata (+40%): a seguire l’Industrial Analytics, con 530 milioni di euro (17% del mercato, +30%), e Cloud Manufacturing con 270 milioni di euro (8%, +35%). Fra le Operational Technologies, l’Advanced Automation ha la maggiore quota di mercato con 160 milioni e una crescita del 10%, seguito dall’Additive Manufacturing con 70 milioni di euro, mentre l’Advanced Human Machine Interface segna la crescita più robusta (+50%, 45 milioni di euro). L’ultima fetta del mercato è costituita da attività di consulenza e formazione legate a progetti Industria 4.0: 220 milioni di euro (+10%), un dato inferiore alle aspettative che evidenzia come ci sia ancora molto da fare sul fronte delle competenze. Per crescere, il mercato italiano deve coinvolgere i dipartimenti HR (risorse umane) e i lavoratori nella progettazione e nello sviluppo delle soluzioni. I lavoratori sono gli utilizzatori finali delle tecnologie, ma soltanto nel 7,8% delle aziende sono stati coinvolti attivamente in tutte le fasi dei progetti e in oltre un caso su quattro (26,6%) non sono stati nemmeno informati della presenza di una strategia 4.0, mentre in appena il 6,8% delle imprese la funzione HR ha partecipato a queste iniziative. Su 192 imprese (153 grandi e 39 PMI), l’80% ritiene che Industria 4.0 sia una rivoluzione che porterà cambiamenti radicali con grandi potenzialità ancora da esprimere, mentre solo il 20% la considera soltanto un’evoluzione di quanto già avviato negli anni precedenti. Però solo un’azienda su tre ha effettuato una valutazione della propria preparazione digitale (digital readiness), il 54% è interessato a farlo in futuro, mentre il 14% non lo ha fatto e non ha intenzione di farlo. Dal rapporto, molto dettagliato e ricco di dati, si evince anche che poche imprese stanno affrontando la rivoluzione 4.0 con un approccio sistemico che guardi contemporaneamente alle soluzioni tecnologiche e al modello organizzativo, e sono ancora una minoranza quelle che valutano adeguatamente l’impatto delle scelte tecnologiche. Questo potrebbe rappresentare una potenziale zavorra sulla via del percorso 4.0 delle aziende italiane, che può limitare il pieno e rapido raggiungimento dei benefici non solo per le performance aziendali, ma anche per l’arricchimento degli operatori.

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