Il ruolo della robotica collaborativa nella produzione post Covid-19

Le aziende di tutto il mondo sono chiamate a rimettere in discussione (e molto in fretta) praticamente ogni aspetto della loro operatività, dalla produzione alla logistica, dal marketing alle modalità di vendita. Il contributo che la robotica collaborativa può portare nel supportare la ripresa è quanto mai decisivo

Le attività di Alumotion hanno preso il via nel 2008, anno in cui l’Italia e il mondo hanno conosciuto una grave crisi, che ci avrebbe accompagnato almeno fino al 2013: 5 anni difficili, che non ci hanno però impedito di crescere e investire sempre più nello sviluppo di soluzioni di robotica avanzata: insieme ai tanti clienti che già dai primi anni ci hanno dato fiducia, abbiamo portato la robotica collaborativa in centinaia di processi produttivi in tutta Italia.

Agli inizi ogni progetto che andavamo a realizzare era una sfida nuova: la robotica collaborativa era nata praticamente insieme a noi, strumenti e processi erano da costruire e affinare, ed è quello che abbiamo fatto insieme ai tanti partner che negli anni si sono aggiunti a Universal Robots, nostro partner storico: Robotiq, Pickit, Asyril, Easyrobotics e molti altri.

Oggi la robotica collaborativa è un’industria matura, che cresce e crescerà a doppia cifra: dai 370 milioni di dollari del 2019 il valore previsto per il 2024 è di 4,5 miliardi di dollari.

Almeno, questa era la stima di un importante istituto di ricerca prima della pandemia di Covid-19 che, nel giro di pochi mesi, ha stravolto lo scenario mondiale, con il suo tragico numero di vittime e l’inizio della più grave crisi globale dalla fine della Seconda Guerra Mondiale ad oggi.

Le aziende di tutto il mondo sono chiamate a rimettere in discussione (e molto in fretta) praticamente ogni aspetto della loro operatività, dalla produzione alla logistica, dal marketing alle modalità di vendita: prima e meglio riusciranno a farlo, prima si potrà lasciare alle spalle la crisi.

Il contributo che la robotica collaborativa può portare nel supportare la ripresa, secondo gli economisti, è quanto mai decisivo: la maturità della tecnologia e i numerosi progetti virtuosi già in opera ne sono la conferma.

Nel mentre che i Governi di tutto il mondo stanno cercando di capire quali piani seguire (e sono in molti a ragionare sul tema, con studi e proposte), la battaglia sul campo è nelle mani degli imprenditori e dei loro collaboratori, chiamati a comprendere le opportunità offerte da questa e altre tecnologie per impiegarle al meglio.

Per accompagnarci in questo percorso, abbiamo riflettuto su alcuni aspetti che crediamo siano particolarmente importanti nell’affrontare il mondo post Covid-19, partendo da un principio chiave: il benessere delle persone deve essere l’inizio e la fine di qualsiasi sforzo produttivo.

Sicurezza delle persone

Lavorare in sicurezza fianco a fianco con le persone: è una delle caratteristiche fondamentali dei robot collaborativi, la cui introduzione in molte aziende ha permesso di ridisegnare e ottimizzare processi e layout delle aree produttive. Il post Covid-19 impone di farlo di nuovo, cercando di minimizzare per quanto possibile la prossimità tra persone e ancora di più il contatto.

I cobot possono essere d’aiuto in questo processo su più fronti: la loro capacità di svolgere in autonomia mansioni di varia natura ad alta precisione per lunghi periodi e senza supervisione, permette di minimizzare la presenza contemporanea degli operatori in determinate aree, riducendo i rischi correlati.

Valorizzazione delle persone

Tra i 4 principi cardine della Lean Robotics, metodologia snella elaborata e proposta da Samuel Bouchard (uno dei fondatori del nostro partner Robotiq), viene indicata la l’importanza della minimizzazione degli sprechi, riprendendo la classificazione proposta dalla “lean manufacturing” nelle macro categorie MURA, MURI, MUDA, ed è proprio quest’ultima che ci interessa particolarmente, trattandosi dello “spreco correlato ad un’attività che consuma risorse senza creare valore per il cliente”.

Tra le 8 tipologie di MUDA la più rilevante, come sottolinea Bouchard stesso, è “Sottoutilizzare il potenziale umano, cioè quando i dipendenti possono dare grandi contributi, ma gli viene impedito impiegandoli in attività di minor valore”.

Prendiamo ad esempio un processo come quello della pallettizzazione: ripetitivo, logorante e a basso valore aggiunto. L’impiego di celle robotiche collaborative in questo processo consente di svolgerlo senza impegnare il prezioso tempo delle persone, che possono dedicarsi ad altro.

Si tratta di un principio importante, che deve essere accompagnato dall’attenzione al percorso di crescita delle persone in azienda, che le può vedere crescere e acquisire competenze utili ad un processo di miglioramento continuo (che i giapponesi chiamano Kaizen) dell’impresa, a beneficio di tutti.

Flessibilità della produzione

L’emergenza sanitaria ha fermato la produzione di moltissime imprese, ma ha imposto a molte altre sforzi fuori dall’ordinario nell’aumentare la produzione o nel riqualificarla in pochissimo tempo.

Gestire con flessibilità cambi di produzione anche importanti è una sfida che la presenza in azienda di robot collaborativi può aiutare a vincere: il medesimo cobot può occuparsi di un determinato processo in un momento della giornata e venire riposizionato per occuparsi d’altro nello stesso giorno, con un tempo di avvio del nuovo processo in alcuni casi anche di pochi minuti.

Idealmente, il layout produttivo può venire rivoluzionato in tempi difficili da immaginare anche solo pochi anni fa e l’azienda può arrivare a realizzare in maniera sostenibile serie produttive anche molto limitate, che in precedenza sarebbero state rese anti-economiche dai soli costi di avvio.

Velocità innovativa

Per cogliere le opportunità della robotica collaborativa, ma in generale, di tutte le tecnologie innovative oggi a disposizione delle aziende, è fondamentale far diventare la capacità di innovare velocemente parte integrante del DNA aziendale e, per farlo, si torna all’importanza delle persone, che devono essere messe in condizioni di farlo in un ambiente in grado di offrire i giusti stimoli a chi è in grado di coglierli e impiegarli al meglio.

Le metodologie come la “Lean Robotics” sono certamente d’aiuto, ma si trasformano in sterili elenchi di procedure, spesso seguite senza comprenderle realmente, se manca la creazione di una cultura aziendale dove le persone ambiscono a lavorare meglio e creare valore.

Capacità di fare sistema

Per poter competere davvero bisogna saper creare legami solidi, dentro e fuori l’azienda: fare squadra, per affrontare insieme le sfide del mercato e vincerle.

Le grandi aziende che scelgono di fare propri i principi dell’open innovation si scoprono capaci di correre in avanti più velocemente delle aziende di pari dimensioni che non lo fanno: le tante PMI che caratterizzano il nostro panorama produttivo si scoprono più competitive se costruiscono distretti e sinergie che le rendono capaci, anche solo marginalmente, di non reinventare la ruota ogni volta ma di concentrarsi nel portare avanti la propria missione.

La robotica collaborativa vede impegnate molte aziende e persone: dai produttori di cobot e dispositivi accessori agli integratori, da progettisti di celle robotiche ad esperti di sistemi avanzati di visione artificiale e molto altro.

Tutte insieme possono avvicinare le imprese italiane ai nuovi paradigmi della produzione, dando il proprio contributo ad accelerare la ripresa e, soprattutto, far lavorare meglio le persone.

Ci aspetta molto da fare, guardiamo avanti: insieme ai nostri collaboratori, partner e anche clienti, ci stiamo impegnando per realizzare progetti di robotica collaborativa e contemporaneamente, con numerose attività di formazione gratuita, aiutare il mercato a comprendere questa opportunità, per portarla anche nelle aziende più piccole.

Grazie agli incentivi per l’industria 4.0, che presto verranno ulteriormente rafforzati, e formule di pagamento molto favorevoli, la scelta di un’impresa, anche piccola, di avvalersi di questa risorsa diventa più una questione di consapevolezza: so che questa opportunità esiste, so cosa si può fare veramente, ho capito che mi può aiutare a rendere la mia impresa più competitiva, me lo posso permettere grazie ai costi accessibili e gli incentivi, scelgo di integrare questa risorsa tra quelle che mi consentono di raggiungere i miei obiettivi aziendali.

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