Così nasce una linea

Il vero risparmio in una linea industriale per il packaging si ottiene ottimizzando le soluzioni tecnologiche in funzione delle reali esigenze dei clienti, avvalendosi delle piattaforme software e delle innovazioni del mercato

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Adolfo Violante

Solitamente, descrivendo una linea per il packaging, si parla delle sue prestazioni e dei vantaggi offerti dalla tecnologia. L’openhouse di Eutro Log, il system integrator specializzato nella realizzazione di soluzioni tecnologiche complete, ha invece rappresentato l’occasione per comprendere come sia ingegnerizzato e progettato un impianto in questo settore. Un’occasione originale, soprattutto in una fase in cui le piccole aziende italiane sono chiamate a confrontarsi su un mercato internazionale, nel quale competono aziende di grandi dimensioni che dispongono internamente di tutte le competenze necessarie per realizzare una linea. Senza dimenticare che l’innovazione tecnologica impone a tutti di essere sempre all’avanguardia, per fornire ai clienti soluzioni in grado di offrire un reale vantaggio competitivo.

Indipendenti per scelta
“Nessuna azienda”, spiega lo stesso co-titolare di Eutro Log Ivan Parisi, “può oggi disporre di competenze adeguate in tutti gli ambiti. Per questa ragione abbiamo stretto una serie di alleanze strategiche con realtà specializzate e leader di settore, così da lavorare insieme per proporci con una soluzione completa e all’avanguardia, ma sempre estremamente attenta alle reali necessità degli utilizzatori”.
È il caso, emblematico, della nuova linea di movimentazione e pallettizzazione che l’azienda di Cantù, alle porte di Como, e il partner Laem System, specializzato nelle taglierine ribobinatrici, hanno installato in Germania nel corso dell’estate. Per una realtà italiana superare la concorrenza dei tedeschi in casa loro rappresenta, indubbiamente, un motivo di vanto. Ma, soprattutto, conferma che la reale attenzione al cliente e l’investimento in soluzioni adeguate possono fare la differenza.
“Al nostro interno”, riprende Parisi, “vantiamo una serie di competenze di eccellenza, ma non ha senso cercare di reinventare quello che già esiste. Per questo abbiamo instaurato le partnership, pur conservando una nostra completa autonomia decisionale, così da poter integrare di volta in volta le soluzioni davvero utili per soddisfare le esigenze di ogni singolo cliente, soprattutto in mercati nei quali la flessibilità è ormai un imperativo imprescindibile”.

Imparare ad ascoltare
Quando si parla di confezionamento, come nel caso di una linea per realizzare, proteggere e pallettizzare bobine figlie, si tendono ad esaltare le prestazioni dei singoli processi e il numero di confezioni realizzate in un’ora. Dimenticando, come spiega Parisi, che l’efficienza va misurata su un arco temporale di mesi e non soltanto in base ai valori di picco. “Il vero problema di queste linee è spesso rappresentato dai cosiddetti colli di bottiglia, che possono sorgere in qualunque punto e rallentare l’intero processo produttivo”.
Ancora prima di iniziare la progettazione è quindi necessario valutare l’intera produzione lungo un arco temporale significativo, così da comprendere le reali esigenze per trovare il giusto equilibrio tra la tecnologia e i relativi costi, poiché nessuna azienda dispone di un budget illimitato.
Su una linea nata per movimentare bobine di dimensioni estremamente diverse è poi fondamentale definire il range di peso e dimensioni in cui si opera, in termini di valori minimi e massimi, trovando il giusto equilibrio tra la flessibilità e l’automazione. Per rispondere a tutte queste esigenze, Eutro Log si avvale di un sistema di plm che, come nel caso dell’ultima linea realizzata, ha permesso, in primo luogo, di analizzare l’intera produzione del cliente nel corso dell’ultimo anno.
Solo sulla scorta dei dati raccolti e delle esigenze è iniziata la progettazione vera e propria che parte, necessariamente, dall’analisi degli spazi disponibili. Solitamente, infatti, una simile linea deve essere inserita, fisicamente, in ambienti limitati. È quindi essenziale sfruttare al meglio la superficie disponibile, operando all’occorrenza anche in verticale e rimuovendo tutte le infrastrutture e i depositi che potrebbero rallentare la velocità delle operazioni di carico e scarico. Queste ultime, infatti, costituiscono spesso l’autentico collo di bottiglia, soprattutto quando sono affidate ad operatori umani, la cui velocità risulta necessariamente inferiore a quella delle macchine automatizzate.

La potenza del software
Per un’azienda innovativa il software costituisce un elemento di autentica differenziazione, ma con la necessità di prevedere una reale integrazione con le soluzioni meccaniche. “Il software”, fa notare Parisi, “fa parte del nostro Dna”.
È quindi naturale che sia sfruttato ovunque sia possibile. Anche in considerazione del fatto che una modifica di tipo informatico comporta tempi e costi decisamente inferiori rispetto a quelli necessari per ottenere un’analoga funzionalità attraverso interventi sulla parte fisica. Lo stesso software, in fase progettuale, è utilizzato per verificare la raggiungibilità di tutti i punti in cui devono arrivare gli organi meccanici e, al tempo stesso, simulare carichi, accelerazioni e velocità, ottimizzando le movimentazioni in funzione della capacità degli organi meccanici.
Solo al termine di queste operazioni ‘preliminari’ sono scelte le soluzioni adeguate e inizia la realizzazione fisica di una linea. “La nostra indipendenza da qualunque fornitore”, ribadisce Parisi, “ci permette di individuare le tecnologie più adatte. Per la parte prettamente elettronica e per i motori preferiamo implementare le soluzioni firmate da Siemens, perché la multinazionale tedesca, oltre a garantire un’offerta completa, è una realtà leader nel proprio settore, con soluzioni di elevata qualità e affidabilità, oltre che con un capillare servizio di assistenza”.
Malgrado questo, per alcune applicazioni specifiche, il team guidato da Parisi preferisce affidarsi a Bosch Rexroth, così come i sensori Sick e la pneumatica Festo offrono spesso peculiarità introvabili in altri fornitori. Infine, per gli aspetti di movimentazione robotizzata, Kuka e Danaher Motion sono i marchi di riferimento apprezzati dall’intero mercato.
“La scelta di marchi leader”, conclude Parisi, “è per noi un imperativo, perché un malfunzionamento può essere indotto anche da una semplice valvola, con la conseguenza che un cliente non può utilizzare la propria linea. L’attenzione ai particolari è determinante. I veri risparmi si ottengono con l’ottimizzazione, non con i componenti di fascia bassa”.

Così nasce una linea
- Ultima modifica: 2009-10-02T15:57:01+02:00
da Miti Della Mura
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