In attesa del Decreto attuativo, per la definizione finale degli incentivi nel caso di autoproduzione e autoconsumo di energia, la Legge di conversione del DL Coesione introduce interessanti novità.
Il Piano Transizione 5.0 destina 630 milioni alla formazione, nell’ambito di competenze per la transizione digitale ed energetica dei processi produttivi. Ma è il Decreto attuativo del MIMIT a stabilire voci e modalità ammesse.
Gli accordi con Bruxelles, per il principio DNSH, e una nuova concertazione tra Ministeri hanno fatto slittare a metà luglio la pubblicazione del tanto atteso Decreto attuativo per il Piano Transizione 5.0.
Nuove risorse dal PNRR per favorire la transizione energetica, quindi le tecnologie Net Zero, ma anche la competitività e la resilienza delle filiere strategiche, attraverso lo strumento agevolativo dei Contratti di Sviluppo.
Arriva la bozza del Decreto Attuativo che chiarisce alcuni punti dell’iter agevolativo. E, in attesa della pubblicazione e del provvedimento che individua i termini di decorrenza per l’attivazione della procedura, le imprese possono approntare documentazioni e strategie necessarie.
Con il DM del 5 giugno 2024 sono pubblicati i modelli da utilizzare per la certificazione del credito d’imposta. Dopo la dichiarazione del soggetto competente l’impresa potrà poi procedere con la richiesta agevolativa.
MIMIT, MASE e MEF assieme per Industria 5.0, con un provvedimento che passerà alla Corte dei Conti. Sarà pronto entro l’inizio dell’estate, con investimenti programmabili per l’autunno.
Nella sua relazione semestrale, la Corte dei conti conferma l’andamento positivo dell’iter PNRR, con il raggiungimento degli obiettivi sia a fine 2023 che per giugno 2024. E, per le difficoltà, sono stati già individuati i correttivi.
Con la conversione in Legge del DL 39/2024, anche noto come Decreto Superbonus, sono ufficializzate le novità per il Piano Transizione 5.0, così come per il suo predecessore 4.0. Cambiano, quindi, alcuni aspetti dell’articolo 38.
Con la conversione del DL PNRR quater in Legge, gli emendamenti proposti non hanno modificato la cumulabilità del credito d’imposta per gli investimenti previsti dal Piano Transizione 5.0. Eppure ci sono due interessanti novità, in tema di incentivi e coesistenza delle agevolazioni.