Artificial Skin – Il progetto SmartCore

Pochi sanno che la pelle è il più esteso organo del nostro corpo: in media un adulto ne possiede due metri quadrati. E non si tratta certo soltanto di un organo di protezione, in quanto la pelle ha moltissime terminazioni nervose che permettono di avere percezioni istantanee per esempio di temperatura, pressione e anche doolore. Tutti i tentativi di “copiare” le caratteristiche di questo organo umano hanno sostanzialmente dato come risultato dei prototipi sperimentali con array di sensori integrati in grado di misurare solo uno degli specifici stimolti esterni che la pelle umana può riconoscere. Una capacità di risposte a stimoli multipli è invece l’obiettivo del progetto SmartCore, concepito dall’European Research Council dell’Unione Europea insieme all’austriaca Technische Universität di Graz. Operando in nanoscala, i ricercatori austriaci ritengono possibile creare dei sensori ciascuno dei quali sia in grado di percepire contemporaneamente temperatura, umidità e pressione. La base tecnologica è data da un core polimerico (smart polymer core) che si espande in funzione di temperatura e umidità, in un involucro piezoelettrico che produce corrente elettrica a seguito dell’applicazione di una pressione.  Questi smart core saranno assemblati secondo una struttura a sandwich, quindi impilati con una griglia di elettrodi come elemento di separazione, per misurare le cariche elettriche che si generano quando i nanosensori percepiscono i cambiamenti ambientali, con conseguente trasmissione di informazioni. La sfida principale per i ricercatori consiste nel riuscire a distinguere tra le diverse tipologie di sensing; superato questo ostacolo, si prevede che il primo prototipo potrà essere disponibile entro la fine del 2019. Naturalmente il target principale di questa ricerca è la robotica, con la creaziobne di una nuova tecnologia di pelle artificiale multifunzionale, cui sembra possible aggiungere altre capacità di sensing, per esempio la tossicità di un certo materiale per la salute umana, e questo tramite manipolazione di un braccio robotizzato, senza complesse analisi di laboratorio.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here