L'esplosione dell'intelligenza artificiale sta cambiando profondamente l'economia digitale e rendendo i data center una delle infrastrutture più strategiche del nostro tempo. Ogni applicazione di AI, dai modelli generativi ai servizi cloud avanzati, richiede infatti enormi capacità di elaborazione, archiviazione e gestione dei dati. Dietro la rivoluzione digitale che sta trasformando imprese e pubbliche amministrazioni esistono strutture fisiche sempre più sofisticate, destinate a diventare un asset fondamentale per la competitività dei Paesi.
In questo scenario l'Italia si sta ritagliando un ruolo da protagonista. Secondo gli operatori del settore, il nostro Paese rappresenta una nuova frontiera per gli investimenti grazie a una rete energetica tra le più solide d'Europa e a un'infrastruttura di connettività particolarmente attrattiva per i grandi player internazionali. Al centro di questa crescita c'è soprattutto la Lombardia, e in particolare l'area metropolitana di Milano, che ospita già circa sessanta data center e si prepara ad accogliere nuovi investimenti nei prossimi anni.
Secondo le stime sono circa 90 gli investimenti attesi nel prossimo futuro, con l'ingresso di 19 nuovi operatori . Una prospettiva che potrebbe generare competenze specialistiche, occupazione qualificata e ulteriore sviluppo dell'ecosistema digitale italiano.
Data Center Nation 2026: Milano capitale del settore
La conferma è arrivata dalla quinta edizione di Data Center Nation Milano, l'evento di riferimento per il comparto che ha riunito oltre 3.300 decisori, più di 170 sponsor e i principali protagonisti della filiera delle infrastrutture digitali.
L'appuntamento ha evidenziato una crescita del mercato italiano dei data center a doppia cifra nei prossimi cinque anni, anno su anno. Numeri che spiegano l'interesse crescente di hyperscaler, investitori, operatori di colocation, fornitori tecnologici e aziende utenti verso il mercato nazionale.

La Lombardia apre la strada con la prima legge italiana sui data center
La crescita del settore richiede però regole chiare e procedure certe. Proprio in questi giorni la Lombardia ha approvato il Progetto di Legge n. 150, primo provvedimento regionale in Italia dedicato specificamente alla regolamentazione dei data center.
La norma introduce criteri uniformi per la localizzazione e lo sviluppo delle infrastrutture digitali, favorisce il recupero delle aree industriali dismesse e punta a una maggiore integrazione con la pianificazione territoriale e ambientale. Tra le novità figurano strumenti per semplificare gli iter autorizzativi, come lo sportello unico e una task force tecnica dedicata.
"Accogliamo con grande favore l'approvazione del Progetto di Legge n. 150 da parte della Regione Lombardia", ha commentato Luca Beltramino, presidente di IDA - Italia Data Center Association. Per l'associazione il provvedimento rappresenta un passaggio strategico per il futuro del settore in Italia e in Europa, offrendo un quadro normativo capace di coniugare sviluppo industriale, sostenibilità e competitività.
Sostenibilità e integrazione con il territorio
Tra i temi più discussi restano quelli legati ai consumi energetici, all'utilizzo del suolo e all'impatto ambientale. Secondo IDA, tuttavia, i consumi dei data center rappresentano oggi appena l'1-1,5% del fabbisogno energetico nazionale, mentre l'intelligenza artificiale potrebbe contribuire a generare efficienze e risparmi in molti altri settori economici.
Interessante anche il caso del data center di Segrate, indicato come esempio di sviluppo integrato. Qui il recupero di un'area industriale dismessa ha consentito la riqualificazione urbana, la creazione di nuove aree verdi, interventi sulla viabilità e progetti di teleriscaldamento, dimostrando come un data center possa diventare un elemento di rigenerazione territoriale.
Siemens: l'AI ha bisogno di infrastrutture sempre più evolute
Nel corso dell'evento, Siemens ha dedicato una sessione al tema delle infrastrutture per l'intelligenza artificiale. Marco Casaletta, Sales Manager Vertical Market Data Center di Siemens, ha sottolineato come l'intelligenza artificiale, pur essendo un servizio immateriale, richieda una base fisica sempre più robusta e affidabile.
L'aumento della densità di calcolo nei rack genera infatti maggiori esigenze energetiche e di raffreddamento, rendendo indispensabile una collaborazione continua tra tenant, operatori di colocation e fornitori tecnologici.
In questo contesto, il ruolo del vendor evolve da semplice fornitore a partner strategico lungo l'intero ciclo di vita del data center, accompagnando il settore nell'adozione di tecnologie sempre più avanzate per migliorare performance, efficienza e sostenibilità.
DKC, tra gli attori della filiera per il futuro delle infrastrutture digitali

A DCN Milano 2026 abbiamo incontrato il Gruppo DKC Europe, realtà italiana che negli ultimi anni ha rafforzato la propria presenza nel settore delle infrastrutture digitali facendo leva su competenze industriali consolidate e su una filiera produttiva nazionale.
"I data center sono il motore della società digitale. Tutti stiamo utilizzando l'AI e l'elaborazione dei dati richiede enormi capacità di calcolo che possono essere soddisfatte soltanto da queste infrastrutture", osserva Paolo Cornalba, Direttore Business Unit Energy del Gruppo DKC Europe, che ha partecipato all’evento in qualità di sponsor.
La sfida della distribuzione dell'energia
Secondo Cornalba, una delle principali criticità riguarda l'aumento della densità di potenza all'interno dei rack, che oggi può raggiungere e superare i 50-100 kW. Un'evoluzione che impone nuove soluzioni per la distribuzione elettrica e per la gestione del calore generato dai sistemi di elaborazione.
Per rispondere a queste esigenze DKC propone la Linea Hercules, che comprende i condotti sbarre della serie Powertech e Distritech, sistemi modulari e scalabili per la distribuzione di energia in ambienti critici e applicazioni ad elevata intensità energetica. Si tratta di soluzioni nate per l'industria pesante e oggi sempre più utilizzate anche nei data center di nuova generazione grazie alla loro flessibilità progettuale e alla possibilità di realizzare configurazioni personalizzate.
Velocità di deployment e supporto in cantiere
Accanto alle prestazioni tecniche emerge un'altra esigenza sempre più sentita dagli operatori del settore: la velocità di implementazione.
"Oggi non basta avere una soluzione efficiente. Occorre essere in grado di integrarla rapidamente nel progetto e supportare il cliente durante tutte le fasi di realizzazione", sottolinea Cornalba.
In quest'ottica, la vicinanza produttiva rappresenta un vantaggio competitivo significativo. DKC progetta e realizza in Italia gran parte delle proprie soluzioni, con attività produttive a Brescia e ricerca e sviluppo a Torino. Una scelta che consente di ridurre i tempi di risposta, garantire supporto tecnico diretto e offrire assistenza tempestiva anche nelle situazioni più critiche.
Un mercato in forte crescita
“Il mercato globale dei data center continua a registrare tassi di crescita sostenuti e, secondo le stime condivise da DKC, il segmento dei condotti sbarre dedicati alle infrastrutture digitali cresce a livello mondiale di circa il 25% anno su anno”, precisa Cornalba.
Per le aziende della filiera italiana si tratta di un'opportunità importante. In un settore dominato da grandi operatori internazionali, la combinazione tra competenze ingegneristiche, personalizzazione delle soluzioni e prossimità produttiva può rappresentare un elemento distintivo per accompagnare lo sviluppo dei nuovi data center che stanno nascendo anche nel nostro Paese.
