5G ed elettrosmog

Le sperimentazioni 5G stanno procedendo nelle cinque città “test” individuate dal MISE (Ministero dello sviluppo economico), e cioè Milano, Bari, Matera, L’Aquila e Prato), e anche a Torino e Roma, con investimenti delle telco, e a Genova dove opera un Digital Lab per i servizi innovativi. A oggi l’Italia primeggia per numero di progetti e sperimentazioni in campo, ma c’è il rischio di un possibile ostacolo, quello dei limiti riguardanti le emissioni elettromagnetiche che erano già stati oggetto di problemi con il 3G. Si parla della necessità di rivedere le norme e riadeguare i limiti agli standard europei per evitare che si inneschi una diatriba sulle antenne 5G, con amplificazioni dovute soprattutto a disinformazione in materia, anche perché con i limiti che si hanno in Italia diventerà più difficile l’iter burocratico di ottenimento di autorizzazioni e permessi per l’installazione delle nuove antenne. Per la precisione, i limiti italiani sono otto volte più stringenti rispetto a quelli della media europea, ma il 5G è lo standard del futuro, non si può non andare in questa direzione. La questione è complessa, ed è prioritario tenere in  considerazione la preoccupazione dei cittadini in merito agli effetti sulla salute dei campi elettromagnetici, trasferendo le informazioni corrette, non limitarsi a ribadire che studi scientifici a livello internazionale, a partire da quelli dell’Oms, garantiscono che allo stato attuale non si riscontra alcun nesso fra le emissioni delle stazioni radiobase e alcune patologie.Da un punto di vista tecnico, il 5G necessiterà effettivamente di un numero di antenne superiore a quello attuale, ma  le emissioni delle antenne di nuova generazione sono molto più contenute rispetto a quelle delle attuali infrastrutture, stante le tecniche innovative di instradamento del segnale basate non più sulla modalità “a zona” ma sul “point-to-point” ossia sulla base delle esigenze di domanda del segnale stesso. Se le tecnologie in campo sono nettamente migliorate e rispetto al passato prmettendo di mitigare anche potenziali rischi, resta il fatto che con la questione dei limiti elettromagnetici occorre fare subito i conti, senza attendere il manifestarsi di allarmismi anche irrazionalmente giustificati da una considerazione semplicistica: il 5G è più “potente” del 3G, quindi maggiore è l’inquinamento elettromagnetico.

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