Robot Collaborativi per una maggiore competitività

 

L’arrivo della robotica collaborativa nella piccola e media industria ha significato un grande progresso e creato maggiore competitività. La cooperazione tra cobot (robot collaborativo) e umano, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, incoraggia la creazione di nuovi posti di lavoro.

La verità sui robot collaborativi
La robotica collaborativa cerca di facilitare e ottimizzare un compito specifico. Ciò riduce il carico di lavoro degli operatori e perfeziona il risultato finale, promuovendo una maggiore competitività senza alcun rischio per la mano d’opera. I cobot, infatti, semplificano i compiti più pesanti, ripetitivi o noiosi. Inoltre impediscono agli esseri umani di lavorare in ambienti troppo rumorosi o pericolosi. Allo stesso modo, il cobot fornisce precisione nella preparazione delle attività che la richiedono. Tutto ciò aumenta la qualità finale del prodotto, il che significa crescita e competitività del settore, con creazione di nuovi posti di lavoro.

Il cobot: un alleato perfetto
Contrariamente a chi asseriva che non potesse collaborare con gli umani e che non avrebbe portato benefici ad un’azienda, il cobot si è ritagliato invece una fetta di popolarità; infatti, oggi è in grado di risolvere problemi, garantire una maggiore flessibilità, agire con destrezza e nel contempo fornire precisione, forza e resistenza. Tra l’altro un cobot offre anche ulteriori vantaggi: basti pensare che può essere spostato all’interno della pianta, è facile da programmare e non ha bisogno di una recinzione protettiva per operare. Acquistare oggi un robot collaborativo come ad esempio uno di quelli proposti dalla Universal Robots, azienda danese leader del settore, significa anche fare un investimento redditizio che può essere ammortizzato in meno di 200 giorni. I cobot progettati e costruiti dalla suddetta azienda tra l’altro non richiedono il monitoraggio umano e sono molto silenziosi.

Come funziona la robotica collaborativa?
L’industria della robotica collaborativa è composta generalmente da bracci leggeri, adattabili a diversi compiti che quindi si possono facilmente impiegare anche in base a dei cambiamenti nella pianificazione della produzione. Per fare un esempio: un’azienda può decidere di acquistare un cobot per dipingere dei metalli, ma avrà modo di sfruttarlo anche per compiti differenti, come avvitare delle viti o semplicemente pulire o sgrossare dei materiali. Inoltre, va sottolineato che un cobot può rivelarsi utile sia per la pallettizzazione che per la depallettizzazione, nonché per effettuare dei controlli di qualità su alcuni prodotti; infatti, i bracci robotici con l’aiuto di una videocamera sono in grado di ispezionare e identificare le parti difettose. Questo accorgimento ne aumenta di conseguenza la qualità finale.

 

Gli altri funzionali usi di un cobot
Per un’azienda avere tra i suoi ranghi dei cobot significa poterli sfruttare per svariate mansioni come ad esempio per l’assemblaggio di materie plastiche, metalli, legno e altri materiali. Inoltre, per quanto riguarda l’analisi di laboratorio, il lavoro dei robot collaborativi aumenta il grado di obiettività e libera la squadra dai compiti più ripetitivi.

Ma non finisce qui: un cobot, se utilizzato per avvitare ad esempio dei bulloni, può eseguire l’operazione con la massima velocità e con estrema precisione, cosi come è in grado di effettuare lavori di lucidatura tra cui la levigatura delle superfici più irregolari, il tutto con il crisma della perfezione e in modo costante quindi ideale per una catena di montaggio.

Queste sono soltanto alcune delle applicazioni della robotica collaborativa nel settore. La necessità di acquisire un cobot o un robot collaborativo è dunque innegabile ed è una scelta quasi obbligata per quelle aziende che cercano la soluzione ideale per l’aumento della qualità dei loro prodotti e per risultare maggiormente competitive sul mercato. Automatizzare alcuni processi di produzione può tra l’altro impedire che le aziende possano cercare manodopera in altri paesi (dove costa meno), con la conseguente conservazione dei posti di lavoro preesistenti e con la possibilità in caso di successo di ampliare gli organici, assumendo dell’altro personale e magari anche un altro paio di cobot intelligenti.

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