Per una “proposta di valore” completa

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Edgardo Porta, Direttore Marketing di Rittal.
Edgardo Porta, Direttore Marketing di Rittal.

La disponibilità worldwide di una gamma di prodotti standard con caratteristiche qualitativamente omogenee è un presupposto fondamentale ma non più sufficiente per garantire il massimo valore al cliente.

Un colloquio approfondito con Edgardo Porta, Direttore Marketing di Rittal, su temi quali il passaggio da proposte basate sull’offerta di prodotto a proposte basate sull’offerta di valore, spaziando su altri argomenti di attualità, da Industry 4.0 alle principali tecnologie strategiche dell’automazione, fino a toccare le prospettive di sviluppo delle aziende italiane e la sempre più marcata esigenza di nuove competenze per poter gestire la rapida dinamica e la crescente complessità dell’innovazione

La quarta rivoluzione industriale

In occasione di una recente manifestazione fieristica lei ha tenuto un intervento dove ha dato la seguente definizione di quella che ha definito come quarta rivoluzione industriale: «Industry 4.0» rappresenta la connessione tra mondo virtuale, del software, e mondo reale, dei prodotti e della produzione. Lei ha anche affermato che essere un efficace sito produttivo significa adattarsi a Internet per guidare la Quarta Rivoluzione Industriale, sviluppando sistemi di produzione, basandosi sulla conoscenza del mercato, focalizzandosi poi sul Cost Saving tramite l’efficienza energetica. La nostra domanda: quale la collocazione di Rittal in una prospettiva di quarta rivoluzione industriale?

L’avvento della quarta rivoluzione industriale si caratterizza per la sempre maggiore presenza di tecnologie ICT nei sistemi produttivi e di automazione, che diventano un importante supporto per tutte le attività di lavorazione, dalla progettazione all’immissione sul mercato del prodotto, imprimendo una svolta importante in termini di velocizzazione dei processi produttivi. Rittal è in prima linea nello sfruttare le opportunità offerte da questa innovazione grazie all’introduzione dell’innovativo concetto di «Next level for industry», una catena integrata di valore al servizio dell’utente. Essa combina le proposte delle quattro principali società del Friedhelm Loh Group (Eplan, Cideon, Rittal e Kiesling) in un’unica proposta organica che compone in modo sinergico strumenti software di progettazione e gestione, un’ampia piattaforma di prodotti standardizzati e sistemi di automazione per la realizzazione di quadri elettrici. Dal punto di vista del cliente, l’effetto di questa combinazione di tecnologie informatiche e di automazione assicura importanti effetti competitivi derivanti dalla tracciabilità completa dei dati digitali relativi ai prodotti finiti, dalle più evolute possibilità di telemonitoraggio e teleassistenza di macchine e impianti, e da nuove soluzioni performanti come risparmio energetico. Esemplari in quest’ultimo senso alcune delle più recenti proposte di climatizzazione a marchio Rittal, veri e propri apparati intelligenti di condizionamento per l’interno degli armadi, come i sistemi della serie Top Therm che, sviluppati adottando tecnologie particolarmente evolute, garantiscono performance ottimizzate dai principali componenti del circuito frigorifero e riduzione dei costi tramite l’efficienza energetica. Per quanto riguarda il primo aspetto, l’utilizzo di una nuovi compressori ad alto rendimento permette il raggiungimento di un più elevato COP, Coefficient of Performance; accanto a semplici accorgimenti come l’ampliamento delle superfici di scambio termico della batteria condensante ed evaporante, l’impiego del trattamento superficiale RiNano, basato su nanotecnologie in grado di rendere le superfici particolarmente omogenee, lisce e senza criccature, garantisce un’elevata resistenza del rivestimento e contrasta l’accumulo di polveri, mantenendo inalterata la capacità di scambio termico dei componenti e riducendo fermi e costi di manutenzione. L’adozione di tecnologie ICT a bordo dei micro-controllori che gestiscono i sistemi Top Therm, inoltre, migliora ulteriormente la gestione dei consumi energetici permettendo di adeguare continuamente le condizioni di funzionamento alle reali esigenze operative. Per una più efficace gestione dei flussi d’aria, per esempio, sono usati ventilatori di ricircolo con tecnologia EC, Electronic Control, in grado di funzionare selettivamente solo in relazione al reale valore di temperatura all’interno del quadro. Le soluzioni di questo tipo permettono risparmi che arrivano fino al 50% a seconda dei modelli.

 

Le tecnologie strategiche dell’automazione industriale

Quali sono oggi, a suo avviso, le tecnologie strategiche dell’automazione industriale?

L’’attuale tendenza vede una sempre maggiore commistione tra tecnologie di automazione e ICT. Primo e più evidente risultato di questa situazione è il proliferare in ambito automazione di componenti intelligenti, indispensabili allo sviluppo dell’Internet of Thing, IoT. Per farsi un’idea dell’importanza di questa tendenza, basti pensare che è proprio dalle tecnologie ICT che negli ultimi 15 anni hanno trovato origine circa il 50% della crescita produttiva registrata in Europa e oltre l’80% delle innovazioni tecnologiche più rilevanti. Sulla scia di questo trend, si stima che entro il 2050 saranno oltre 50 miliardi gli oggetti intelligenti di utilizzo quotidiano. Tutto ciò sta già portando importanti evoluzioni sia in ambito IT con il fenomeno dei «Big Data» che vede già oggi la generazione quotidiana mondiale di qualcosa come 2,5 exabyte di dati di diversa origine, sia in ambito automazione con lo sviluppo di nuove tecnologie e sistemi di gestione. Facciamo riferimento per esempio ai tag RFID e ai sistemi di elaborazione digitale per i prodotti con componenti attivi, in grado di influire sulle pratiche di engineering e produzione rendendole più flessibili. Ma in questo senso assistiamo anche al sempre più massiccio sviluppo di App e strumenti di diagnostica dei cicli produttivi, oltre che alla nascita di nuovi sistemi di comando a distanza basati sull’azionamento vocale e/o mimico, in grado di rendere più friendly e immediate le attività dell’operatore, o ancora a meccanismi di security e controllo accessi basati sul riconoscimento di parametri biometrici evoluti.

Lo sviluppo economico

Sulla base dei dati in vostro possesso a livello europeo, come vede le attuali prospettive delle aziende del nostro Paese?

In termini macroeconomici, gli indici di crescita industriale relativi alle economie dell’Unione Europea non rilevano tanto segnali di crescita quanto piuttosto di stagnazione. Per rintracciare tracce di crescita dobbiamo allargare i nostri orizzonti geografici, andando in particolare a indagare i mercati nordamericano e quelli dei paesi BRIC, Brasile, Russia, India e Cina. Nell’attuale congiuntura economica è dunque proprio da questi mercati che le nostre aziende potrebbero ottenere importanti opportunità. Guardando però le aziende che compongono il mercato italiano, pur tecnologicamente evolute e strutturate per un forte orientamento alla produzione di macchine, notiamo una focalizzazione degli orizzonti operativi al mercato interno e a quello comunitario, mentre risentono spesso di limiti organizzativi che ne riducono la capacità di sfruttare appieno le opportunità rintracciabili sui mercati emergenti. Ovviamente questa situazione non è né statica – si assiste sempre più a un’evoluzione verso l’export extraeuropeo- né uniforme sull’intero mercato. Per esempio, brillanti esempi di aziende attive con successo in un’ottica globale arrivano da settori come la meccanica, il packaging e il Food & Beverage.

L’offerta al mercato

Nel vostro portfolio di soluzioni per l’industria, quale ritiene che sia oggi la più avanzata oltre che nettamente diversificante rispetto alla concorrenza?

Attualmente anche il mercato dell’automazione sta subendo un’evoluzione. Questo fa sì che la disponibilità di una gamma di prodotti standard disponibili in tutto il mondo con caratteristiche qualitativamente omogenee sia un presupposto fondamentale ma non più sufficiente per garantire il massimo valore al cliente. In tal senso, Rittal e l’intero Friedhelm Loh Group si sono impegnati nello sviluppo di una «proposta di valore» completa, la già citata «Next level for industry». Grazie a essa è l’intero flusso produttivo del cliente a poter giovare dei benefici derivanti da una catena integrata di engineering, approvvigionamento, sviluppo e automazione. In questo senso Eplan e Cideon hanno sviluppato soluzioni software che permettono di dialogare in modo fluido con i sistemi gestionali del cliente, per gestire in modo efficiente tutte le fasi produttive, dalla progettazione fino all’approvvigionamento. La proposta Rittal, inoltre, offre articoli già perfettamente codificati in tali software e provvisti di tutti i dati tecnici digitali utili a renderne fluido ed efficace l’impiego nelle linee di produzione. Infine, i sistemi di automazione Kiesling agevolano i momenti di lavorazione meccanica ed elettrica dei sistemi. La compatibilità reciproca di tali proposte ottimizza il flusso produttivo, abbattendo il rischio di eventuali problemi tecnici di sviluppo e dei relativi rallentamenti operativi. Inoltre, la possibilità di gestire modifiche di progetto in modo prettamente digitalizzato e di adeguare poi in automatico la fase produttiva porta notevoli vantaggi come time to market dei nuovi sviluppi, oltre a rivelarsi particolarmente utile laddove l’adozione in mercati geograficamente distinti dei prodotti finiti richiede la conversione di specifiche e caratteristiche tecniche, oltre che di misure e approvazioni normative. Essere attori competitivi nella pluralità dei mercati geograficamente e tecnologicamente diversificati richiede infatti la capacità di sviluppare i processi di standardizzazione legati ai propri prodotti facendo leva sull’organizzazione, sui nuovi modelli di business e su una forte strategia di R&D.

Le competenze di fronte alla complessità dell’innovazione

In un nostro recente incontro abbiamo toccato in modo molto informale l’argomento delle competenze e delle sensibilità di quanti a vario titolo propongono sistemi e soluzioni al mercato dell’automazione, individuando carenze in parte esasperate dalla necessità di un nuovo modo di percepire e gestire la rapida dinamica dell’innovazione, ma anche per certi versi la sua crescente complessità stante le mutue interazioni tra discipline diverse. Quali le sue opinioni su questo tema?

Come in occasione delle precedenti rivoluzioni industriali, anche l’avvento di Industry 4.0 porta cambiamenti repentini e rilevanti, in parte già visibili, per esempio nello sviluppo di nuove figure professionali e nuove discipline come la meccatronica, moderna evoluzione dell’ingegneria meccanica che prende in considerazione in modo sinergico elementi prima racchiusi da discipline distinte come la meccanica, l’elettronica, e l’informatica. Questi nuovi sviluppi coinvolgono tanto le singole figure professionali, con lo sviluppo di appositi curricola formativi, sia le aziende nel loro complesso. Sono sempre più numerose, infatti, le organizzazioni che percepiscono la necessità di mutare il focus della loro politica di mercato, passando da proposte basate sull’offerta di prodotto a proposte basate sull’offerta di valore. Ovviamente, anche questo passaggio richiede le corrette competenze per poter essere gestito in modo efficace. In particolare, sono diversi i casi di aziende che, tradizionalmente estranee alle tecnologie ICT, si trovano ora a dover integrare tali competenze nella propria proposta e apprendere come interfacciarsi con il mercato e trasferire in modo efficace e corretto la parte di valore aggiunto della propria proposta derivante dalle tecnologie informatiche. Credo sia fondamentale ribadire che per parlare di valore è necessario comprendere al meglio i processi produttivi dei clienti in modo da riuscire a offrire soluzioni standardizzate che al tempo stesso si integrano al meglio nei vari flussi di lavorazione. Coerentemente con l’approccio multidisciplinare tipico dell’emergente settore della meccatronica, questa visione ci permette di ottimizzare il workflow generale in modo da rendere rapidi e flessibili i processi dei nostri clienti mettendoli in grado di reagire in modo estremamente competitivo alle sempre più mutevoli richieste del mercato.

Breve profilo dell’intervistato

Edgardo Porta entra nel 1989 in Rittal e, dopo aver maturato una forte e articolata esperienza nelle vendite che gli consente di accumulare una conoscenza approfondita sul mercato dell’automazione industriale e nell’area tecnico produttiva, ricopre varie posizioni prima di diventare nel 1993 Product Manager per la linea Automazione e Distribuzione di corrente. L’impegno professionale e la consolidata conoscenza delle dinamiche dei mercati di riferimento lo hanno portato negli anni a ricoprire diversi ruoli di responsabilità, fino a diventare nel 2003 Direttore Marketing. Dal 2007 in qualità di Direttore Marketing si occupa delle attività di marketing e comunicazione curando anche i rapporti con le associazioni di settore e gli enti esterni. In questo ruolo ha avuto inoltre modo di realizzare progetti di formazione aziendale su vari livelli professionali. Uno degli obiettivi principali è quello di sviluppare le politiche e le filosofie del gruppo inerenti al mercato dell’automazione industriale e dell’ICT, verso cui la società dedica forti investimenti in R&D. In virtù del particolare know-how acquisito in automazione industriale, è attualmente impegnato in importanti attività di brand consolidation sul mercato.

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