Finestrelle per termografie in ambienti confinati

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Per le ottimizzazioni energetiche e la ricerca di sprechi termici o difetti negli impianti, che possono anche portare a guasti e a fermi degli impianti, si usa sempre più spesso la termografia, che tra l’altro costa sempre meno. Una termocamera può osservare le condizioni di riscaldamento effettive di un oggetto caldo o di un’apparecchiatura elettrica o elettronica di potenza collocata in un ambiente confinato, ma non bisogna aprire il contenitore da esaminare per non modificare le condizioni termiche ambientali falsando quindi le rilevazioni. L’unico modo possibile per vedere la vera situazione termica generale all’interno è l’applicazione di una o più finestrelle speciali sulle pareti del contenitore o del quadro. Nel caso delle misurazioni su parti elettriche, la termografia viene effettuata così col carico elettrico presente, ottenendo i migliori risultati diagnostici. Il vetro, il cristallo e le normali plastiche non lasciano passare i raggi infrarossi, quindi questi materiali di basso costo non possono essere utilizzati a questo scopo. Le nuove finestrelle LookIR xlk011 distribuiti da Axu srl, di produzione italiana, sono state progettate per l’applicazione su lamiere che tengono separato l’ambiente contenente gli elementi caldi dalla zona in cui sta l’operatore termografista. Sono realizzate con la zona semitrasparente agli infrarossi in materia plastica speciale di spessore 2 millimetri, per lamiere con fori da 92 x 92 millimetri, con una cornicetta che ha le dimensioni esterne di 96 x 96 millimetri, e presentano un’area utile per le riprese termografiche di 68 x 68 millimetri. Il montaggio di questo tipo di finestrelle – progettate per poter funzionare anche continuamente a temperature fino a 80°C con punte fino a 100°C – è molto semplice e richiede meno di un minuto. Data l’estrema improbabilità che avvenga un evento accidentale – come una esplosione – in concomitanza di una ispezione, la percentuale di rischio per l’operatore è veramente minima, e non ci sono teoricamente grosse differenze tra gli effetti dannosi di una finestrella in plastica che cede immediatamente al verificarsi dell’evento rispetto ad una in cristallo che si distrugge o si stacca una frazione di secondo dopo l’inizio dell’evento, quando la sovrapressione è già più alta e quindi l’espulsione della finestrella è più violento. Pertanto, ai fini della sicurezza dell’operatore, è ininfluente il fatto che la finestrella sia più robusta in cristallo oppure più leggera e delicata in plastica.

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