Vincitori e vinti

Nel tempo si manifestano tecnologie che poi entrano in una competizione da cui emerge un vincitore mentre le altre svaniscono o si collocano in spazi limitati, lontani dall’attenzione del mercato.Nelle comunicazioni wireless e wired vi sono stati esempi di tecnologie diventate obsolete, e può essere interessante capire i motivi dell’insuccesso, anche se spesso si tratta di dettagli tecnici a prima vista non determinanti e di mancanza di “grinta” degli enti e delle organizzazioni che hanno gestito tecnologie che pur ancora presenti sul mercato sono scivolate in background.

WiMAX, grandi prospettive svanite nel nulla

La storia di WiMAX,Worldwide Interoperability for Microwave Access, standard IEEE 802.16, inizia negli anni ’90, quando si percepì che vi sarebbe stato un traffico dati sempre più crescente sulle reti per telecomunicazioni. L’installazione di infrastrutture wired non è economicamente banale, per cui si iniziò a investigare l’alternativa wireless, per realizzare la cosiddetta “last mile connectivity”. La storia di WiMAX inizia con la costituzione nel 1999 dello Standard Group 802.16 da parte dell’IEEE 802 LAN/MAN Standards Committee, con le prime specifiche di dicembre 2001. Nel 2004 arriva la release 802.16d, meglio nota come 802.16-2004: per quanto il riferimento standard fosse 802.16, viene decisa la denominazione Worldwide Interoperability of Microwave Access, quindi WiMAX. La tecnologia trova subito il gradimento del mercato e molti costruttori iniziano a produrre sistemi compatibili. Tra le caratteristiche di WiMAX, la definizione di quattro Air Interfaces, di cui una per applicazioni non-line of sight fino a 30 km, con frequenze al di sotto di 11 GHz, data rate di 70 Mbps e tecnica OFDM (Orthogonal Frequency Division Multiplex). Perfezionamenti dello standard si hanno con 802.16-2005, per uso nomadico e mobile dei dispositivi e data rate di 15 Mbps, e altri ve ne saranno, tra cui 802.16e che fa uso della tecnica MIMO (Multiple Input Multiple Output), e 802.16m Advanced Air Interface, con data rate di 100 Mbps per applicazioni mobile e 1 Gbps per applicazioni fisse. La tecnologia sembra quindi molto vitale, ma purtroppo WiMAX entra in scena, o meglio si sviluppa, contemporaneamante a LTE, lo standard di riferimento delle attuali reti cellulari 4G: infatti lo sviluppo ufficiale di LTE inizia nel 2005 quando l’operatore giapponese NTT DoCoMo propone uno standard wireless di nuova generazione che avrebbe poi unificato frammenti e sezioni degli standard wireless presenti all’epoca. Per un certo tempo le due tecnologie sono state in competizione, con molti provider che avevano reti cellulari WiMAX abbastanza estese, ma poi abbandonate a favore di LTE, soprattutto sotto la spinta dei principali operatori di settore che avevano intuito in LTE un “ponte” verso le prossime reti 5G, attualmente in via di definizione.

Una trasmissione power line sconfitta dal WiFi

Altro caso emblematico è quello di Home Plug, standard IEEE 1901 per creare reti di comunicazione attraverso i cavi della rete elettrica, nelle versioni  HomePlug 1.0 e HomePlug AV, con modulazione OFDM sovrapposta alla tensione AC di rete.  In dettaglio, HomePlug 1.0 (2001) prevede una velocità massima teorica di 14 Mbps, HomePlug AV (2005) per segnali HDTV e VoIP a 200Mbps, HomePlug Command & Control (HPCC, del 2007) per trasmissione dati attraverso la rete elettrica per dispositivi con bassissime richieste di banda, come il controllo delle luci, dell’antifurto, del condizionatore. Esiste anche una versione denominata HomePlug 1.0 Turbo, non ufficialmente approvata, con velocità di 85 Mbps. HomePlug nasce dall’alleanza tra circa 50 aziende che hanno definito le specifiche di una comunicazione che aveva tutte le caratteristiche per essere utile e risolutiva, anche se sensibile alle alte frequenze, ma, per quanto tuttora disponibile, non ha avuto successo, messa all’angolo dal WiFi, soluzione economica, comoda, veloce e continuamente in evoluzione.

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