Stipendio più alto per gli ingegneri

AlmaLaurea, consorzio interuniversitario fondato nel 1994 da un gruppo di ricercatori dell’Università di Bologna cui aderiscono 75 atenei italiani e il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, ha recentemente presentato i Rapporti 2019 sul Profilo e sulla Condizione occupazionale: l’indagine  ha coinvolto 640.000 ex studenti laureati di primo e secondo livello del 2017, 2016, 2015, e oltre 280.000 laureati nel 2018, di cui 16.000 hanno conseguito una laurea di primo livello, 82.000  una laurea magistrale biennale e 37.000 una laurea magistrale a ciclo unico. Il primo dato che emerge è l’incremento delle immatricolazioni, anche se l’unico comparto a essere migliorato è quello scientifico (+13%) grazie alle maggiori prospettive di lavoro che offre. Da ricordare comunque che Eurostat ha rilevato che l’Italia è penultima per numero di laureati in UE (il 20,6% della popolazione tra i 25 e i 54 anni e l’11,5% nella fascia di età tra i 55 e i 74 anni), peggio solo la Romania. Altro dato, quello per cui i laureati lavorano e guadagnano di più dei diplomati, e a guadagnare di più sono i laureati di secondo livello in ingegneria. Pur valorizzati in Italia, gli ingegneri lo sono di più all’estero,  con stipendi che possono arrivare a oltre 2.600 euro mensili netti, il 57,3% in più rispetto ai 1.682 euro di chi lavora in Italia. Continua la migrazione dal Sud al Nord e in Europa, e permane il problema della “fuga di cervelli”: molti studenti, a seguito di stage e tirocini, decidono di sviluppare la loro vita lavorativa all’estero attratti da un mercato più vivace e da maggiori retribuzioni. E c’è da interrogarsii sull’efficacia del sistema “3+2” (che nel 2019 compie 20 anni), su un sistema economico che non coltiva né attrae eccellenze e su un Paese che sembra spezzato in due, tra Nord e Sud.

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