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Smart & Start, da finanziamento a fondo perduto

Dal 14 luglio è possibile richiedere la conversione del debito, trasformando una parte della quota finanziata in agevolazione a fondo perduto.

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  • n.2 - Maggio 2022
  • n.1 - Marzo 2022
  • n.4 - Novembre 2021

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Marianna Capasso

Importanti novità finanziarie per le startup innovative che già beneficiano della misura Smart&Start Italia: in casi specifici, potranno infatti richiedere una conversione di parte del finanziamento, trasformando la quota agevolata in contributo a fondo perduto.

Analizziamo, quindi, le caratteristiche dell’incentivo operativo dal 2014 – con uno sportello sempre attivo, senza graduatorie o scadenze – e le ultime novità in partenza dal 14 luglio.

Per sostenere la nascita e la crescita delle startup innovative ad alto contenuto tecnologico, la misura Smart & Start finanzia progetti e piani d’impresa che presentino spese non inferiori a 100mila euro e non superiori a 1,5 milioni.

La misura ha come obiettivo la promozione, sull’intero territorio nazionale, di una nuova imprenditorialità, dedicata al trasferimento tecnologico e alla valorizzazione economica della ricerca congiunta, tra pubblico e privato.

Attraverso le agevolazioni, si stimola una cultura imprenditoriale che punta sull’economia digitale; vengono così valorizzati i risultati della ricerca scientifica e tecnologica, provando a far rientrare, in Italia, i cervelli nazionali.

Smart & Start: chi può richiedere il beneficio?

Possono richiedere un finanziamento tutte le startup innovative – come definite dall’art. 25 del D.L. 179/2012 – costituite da non più di 60 mesi e iscritte nella Sezione speciale del Registro delle imprese.

Oltre alle persone giuridiche, la misura è destinata anche a quelle fisiche, organizzate in team e intenzionate a costituire una startup innovativa: sono ammessi anche italiani residenti all’estero e cittadini stranieri in possesso di una startup Visa.

Infine il Decreto stabilisce che potranno accedere al finanziamento anche le società straniere, a condizione che abbiano – o si impegnino ad avere – una sede operativa in Italia.

I piani di impresa di Smart & Start

Il progetto imprenditoriale deve possedere almeno una delle seguenti peculiarità:

  • un significativo contenuto tecnologico e innovativo;
  • l’orientamento allo sviluppo di prodotti, servizi o soluzioni nel campo dell’economia digitale, dell’intelligenza artificiale, della blockchain e dell’internet of things;
  • la valorizzazione economica dei risultati della ricerca pubblica e privata.

I piani di impresa dovranno prevedere la produzione di beni e l’erogazione di servizi, e potranno essere realizzati anche in collaborazione con Digital Innovation Hub, organismi di ricercaincubatori e acceleratori d’impresa.

Le spese per la realizzazione dei piani d’impresa potranno essere ammesse al beneficio se sostenute entro 24 mesi dalla firma del contratto tra il beneficiario e Invitalia, il Soggetto gestore della misura.

Le spese per i progetti Smart & Start

Le spese oggetto dell’agevolazione dovranno riguardare beni di investimento, servizi, spese del personale e costi di funzionamento aziendale.

Nel dettaglio, potranno riguardare immobilizzazioni materiali, come impianti e macchinari (a condizione che siano nuovi); immobilizzazioni immateriali, tra cui brevetti, know how e licenze; servizi funzionali alla realizzazione del piano d’impresa, come consulenze specialistiche tecnologiche, spese del personale dipendente (in ambito progettuale), marketing e servizi di incubazione/accelerazione di impresa.

È poi possibile richiedere un contributo (non superiore al 20% del totale ammissibile) che copra le esigenze di capitale circolante per sostenere spese per materie prime, servizi necessari allo svolgimento delle attività dell’impresa (hosting e housing) e godimento di beni di terzi.

La forma agevolativa della misura Smart & Start

L’agevolazione assume la forma del finanziamento senza interessi, per un importo pari all’80% delle spese ammissibili. La percentuale sale al 90 se la startup è costituita interamente da donne e/o da giovani under 35, o se è presente un esperto con PhD (conseguito da non più di 6 anni) impegnato stabilmente all’estero in attività di ricerca o didattica da almeno un triennio.

Le startup innovative del Mezzogiorno dovranno restituire solo il 70% di quanto ricevuto in finanziamento: si tratta di una misura a favore delle regioni del Sud, in un discorso più ampio che prevede l’armonizzazione delle condizioni produttive sull’intero territorio.

Inoltre, le startup innovative giovani, costituite da non più di 12 mesi, potranno usufruire di un servizio di tutoraggio tecnicogestionale con un valore del servizio pari a 7.500 euro, che raddoppia se la residenza è nelle regioni del Mezzogiorno.

In tutti i casi, indipendentemente da percentuali e quote, la durata massima del finanziamento è pari a 10 anni.

Smart & Start: come convertire il debito

Dal 14 luglio 2022 le imprese possono richiedere la conversione del debito, secondo le previsioni normative del Decreto MiSE e della Circolare ministeriale.

Qualora – dopo aver siglato il contratto di finanziamento con Invitalia – le startup siano destinatarie di investimenti effettuati da Terzi o da soci persone fisiche, potranno chiedere di convertire parte del finanziamento in contributo a fondo perduto.

La quota dello “switch” non potrà essere superiore al 50% delle somme apportate dagli investitori terzi o dai soci persone fisiche: in tutti i casi, la quota non potrà superare la metà del totale ricevuto in agevolazione, con il finanziamento.

L’importo dell’investimento esterno – che non può essere mosso per almeno tre anni e deve essere in denaro – non deve essere inferiore a 80mila euro e non deve determinare una partecipazione di maggioranza, quando effettuato da Terzi.

Procedure e richieste della misura agevolativa

L’incentivo Smart & Start è a sportello, non sono previste graduatorie né scadenze. La domanda va presentata solo on-line sull’apposita pagina di Invitalia e verrà esaminata in ordine cronologico, entro 60 giorni dalla ricezione.

Invitalia, dopo aver verificato la formalità della documentazione, valuta il business plan e concede i finanziamenti, monitorando la realizzazione del progetto presentato, con possibile revoca del beneficio.

Se invece si vuole richiedere la conversione del finanziamento, bisognerà inviare la domanda, sottoscritta dal legale rappresentante con la documentazione allegata, via PEC all’indirizzo invitalia@pec.invitalia.it, inserendo nell’oggetto il numero di protocollo della domanda di finanziamento (Smart&Start Italia – domanda conversione finanziamento Prot. SSIxxxxxx).

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Qui tutti i riferimenti normativi e quelli procedurali.

Smart & Start, da finanziamento a fondo perduto - Ultima modifica: 2022-07-18T07:29:55+02:00 da Marianna Capasso
Smart & Start, da finanziamento a fondo perduto - Ultima modifica: 2022-07-18T07:29:55+02:00 da Marianna Capasso