Nuova area di innovazione per Ethernet

Una breve introduzione a Flex Ethernet, il cui scopo è permettere di regolare le velocità di trasmissione di reti Ethernet a valori non ancora specificati negli attuali standard per ottimizzare le prestazioni delle installazioni esistenti.

 FlexE definisce i metodi da utilizzare con i dispositivi Ethernet per “legare” tra loro data rate bassi per ottenerne uno superiore in grado di aumentare le performance di rete, ma anche per segmentarne uno elevato quando servono canali a velocità inferiore. Attualmente si fa uso della link aggregation per ottenere un aumento di throughput, combinando per esempio porte fisiche per ottenere un singolo canale a elevata larghezza di banda, ma queste connessioni multiple di rete sono causa di inefficienza. FlexE elimina queste inefficienze consentendo di ottimizzare larghezze di banda e distanze di trasmissione con rate di trasmissione sostanzialmente su misura. In termini tecnologici l’approccio si basa su un Ethernet Media Access Control flessibile per ottenere specifici data rate effettivamente utilizzabili a livello applicativo senza attendere l’iter di approvazione di nuovi standard, in genere lunghi e non coerenti con le esigenze in divenire del mercato.

Il ruolo dell’Optical Internetworking Forum  

L’Optical Internetworking Forum  (OIF) è un’organizzazione non profit fondata nel 1998, dedicata allo sviluppo di tecnologie, prodotti e servizi per le reti ottiche, sulla base di “implementation agreements”, in sostanza accordi condivisi tra le aziende del Forum. Nel meeting del 2015 era stato lanciato un progetto finalizzato a permettere a progettisti e utenti di regolare le velocità di trasmissione di reti Ethernet a valori non ancora specificati negli attuali standard Ethernet. Il progetto è stato sviluppato a partire dalla formalizzazione concettuale di un dispositivo denominato Multi-Link Gearbox (MLG) atto a mitigare le differenze tra i chip di interfaccia di canali diversi;  per esempio questo MLG avrebbe dovuto effettuare una traslazione tra un chip che invia segnali da 100 Gbps su 10 canali da 10 Gbps, e un altro che opera a 4×25 Gbps, consentendo un recupero del segnale nella sua forma originale a 10 canali. Detto diversamente l’obiettivo era quello di creare un modo per utilizzare canalizzazione, bonding tra canali e funzionalità sub-rate per permettere aggiustamenti di velocità di trasmissione al di sopra o al di sotto degli standard correnti. Nel marzo dello scorso anno i membri dell’OIF hanno completato il lavoro giungendo al Flexible Ethernet (FlexE) Implementation Agreement, dettagliando le modalità atte a supportare degli Ethernet MAC rate non esattamente corrispondenti alle specifiche IEEE.

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