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Manufacturing Salary Guide: 4 su 10 pronti a cambiare lavoro per stipendio, benefit e smart working

Si cambia lavoro per guadagnare di più, ma anche per le condizioni del pacchetto complessivo, come benefit, clima aziendale, Smart Working. Il focus sul Manufacturing dell’Hays Salary Guide e i ruoli strategici con relative fasce retributive della Salary Survey 2026 di Robert Walters.

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Gaia Fiertler

La Hays Salary Guide 2026 conferma che per molti professionisti, anche nel Manufacturing, l’aumento di stipendio passa ancora dalla mobilità, opzione concreta per il 41% dei professionisti entro un anno, di poco inferiore al dato nazionale (44%).

Infatti, sul fronte dei percorsi di carriera aziendale, per la maggioranza (60%) i meccanismi di crescita interna risultano ancora poco chiari o poco strutturati. Nel 35% dei casi manca del tutto una struttura di promozione definita, mentre per il 25% le promozioni avvengono, ma con criteri non sempre trasparenti. E poiché quasi 6 aziende su 10 del settore prevedono un aumento dell’organico nei prossimi 12 mesi si registra un certo dinamismo.

L’indagine è stata condotta con il metodo survey online nel mese di novembre 2025 su un campione di circa 1.300 intervistati tra colletti bianchi (livello intermedio e management) e aziende. Per il focus sul Manufacturing sono stati estrapolati i dati di professionisti e aziende afferenti al comparto.

Il valore dei benefit nel settore industriale

Tra i fattori più importanti nella valutazione di nuove opportunità professionali c’è il pacchetto dei benefit (62%), dato superiore alla media nazionale. I benefit più frequenti sono i buoni pasto, l’assistenza sanitaria e l’auto aziendale (o indennità auto), insieme a mensa aziendale e corsi di lingua.

Accanto ai benefit, i lavoratori indicano come rilevanti nel cambio di lavoro anche la possibilità di ricoprire ruoli e seguire progetti stimolanti (48%), un buon ambiente di lavoro (41%) e le opportunità di lavoro da remoto (36%).

Le retribuzioni del settore Manufacturing secondo la Salary Guide di Hays

Sul piano dei livelli retributivi, la RAL media nazionale del settore Manufacturing è pari a 54.620 euro, di poco inferiore alla media nazionale di 56.360 euro. La retribuzione cresce progressivamente. Si parte da 38.380 euro per profili con 2-5 anni di esperienza, si sale a 56.360 euro nella fascia 5-10 anni e si arriva a 73.830 euro oltre i 10 anni.

"Il 2026 non sarà un anno di attesa, ma di scelte strategiche. In un mercato del lavoro in cui le persone valutano sempre più il pacchetto complessivo (retribuzione, benefit, qualità dell’ambiente e contenuto del ruolo), le aziende devono agire su tre fronti. Il primo è la trasparenza salariale, per prepararsi alla nuova normativa (Direttiva UE 2023/970 sulla trasparenza salariale, che entrerà in vigore in Italia il 7 giugno 2026, ndr) e rafforzare fiducia ed equità. Il secondo è lo sviluppo delle competenze, per colmare gli skill gap con percorsi chiari di crescita. Infine, l'intelligenza artificiale, da integrare in modo responsabile per aumentare produttività e valore. Oggi attrarre e trattenere talenti significa investire in persone, competenze e cultura: chi anticipa il cambiamento lo trasforma in un vantaggio competitivo", commenta Chris Dottie, Managing Director di Hays Italia.

Credits: Hays

Il disallineamento sulle competenze richieste

Sul tema competenze emerge un disallineamento tra i bisogni percepiti dai professionisti e le azioni attuate dalle aziende. Il 40% dei lavoratori del settore Manufacturing riconosce di avere competenze utili e funzionali, ma di doversi anche aggiornare, trovando però poco supporto dal proprio datore di lavoro. Anche le aziende confermano il gap di competenze: quasi tutte ne hanno riscontrato uno negli ultimi 12 mesi. Per affrontarlo, indicano di offrire principalmente programmi di formazione interna o workshop, insieme a tutoraggio e coaching.

Più lenta ma efficace l’adozione dell’AI

L’intelligenza artificiale entra nelle attività quotidiane come leva di supporto, soprattutto nell’analisi dei dati (65%), nell’aumento di produttività ed efficienza (64%) e nella creatività/generazione di idee (35%). Tuttavia, solo il 43% dichiara di utilizzarla regolarmente al lavoro, rispetto al 52% della media nazionale, anche se in crescita rispetto allo scorso anno (37%). L’approccio nel complesso è positivo e l’81% sarebbe disposto a partecipare a workshop o corsi di formazione su AI.

Salary Survey 2026: focus su ruoli strategici e fasce retributive

A sua volta, la Salary Survey 2026 di Robert Walters si è concentrata sui ruoli strategici e le relative fasce retributive in quattro macro-divisioni: Engineering and Manufacturing, Finance & Operations, Sales & Marketing e Tech&Digital, con un focus trasversale su 10 settori industriali

Lo studio evidenzia un crescente “premium salary” legato a leadership tecnologica, gestione del rischio e capacità di execution. Infatti, le figure ritenute più strategiche si concentrano nelle aree di trasformazione digitale, compliance, gestione del rischio e realizzazione di progetti complessi

"Oggi la discussione non riguarda più soltanto quanto offrire, ma quali competenze siano davvero centrali per sostenere crescita, continuità operativa e competitività, ossia l’impatto di questi ruoli sul business", commenta Walter Papotti, Country Manager di Robert Walters Italia. 

Ruoli strategici nel Manufacturing

Così, nel comparto Engineering e Manufacturing, la pressione salariale si concentra su responsabili di stabilimento, Operations e Supply Chain, cruciali per la competitività del sistema industriale italiano. 

Tra i ruoli più rilevanti troviamo infatti il Direttore Operations con una RAL fino a 164.000 euro; il Direttore di stabilimento (fino a 154.000 euro); il Supply Chain Manager (fino a 95.000 euro) e il Responsabile della manutenzione (fino a 75.000 euro).  

Cresce anche la domanda per profili legati a sostenibilità e sicurezza, come l’Energy Manager (fino a 82.000 euro) e l’HSE Manager fino a 74.000 euro. 

Per la gestione di progetti industriali rimane una leva strategica anche il Continuous Improvement Manager (Lean/WCM) fino a 82.000 euroe il Senior Project Manager fino a 75.000 euro. 

Job function strategiche nel Tech & Digital

L’area Tech & Digital continua a guidare le fasce più alte del mercato italiano, soprattutto per ruoli di leadership e controllo. 

Tra i profili più critici emergono il Chief Information Officer (CIO) che può arrivare fino a 210.000 euro di RAL nelle imprese più grandi; il Chief Technology Officer (CTO) fino a 185.000 euro; il Chief Information Security Officer (CISO) fino a 180.000 euro e il Digital Transformation Leader fino a 200.000 euro.

Accanto ai ruoli apicali, cresce la domanda di profili specialistici come il Data Analytics Manager (fino a 85.000 euro), il Cybersecurity Manager fino a 100.000 euro e il DevOps/DevSecOps Engineer fino a €120.000 euro. La pressione sulla cybersecurity è alimentata anche dal nuovo quadro normativo europeo con la Direttiva NIS2, che impone standard più elevati di gestione del rischio informatico per le organizzazioni strategiche.