Dal 7 e fino al prossimo 13 maggio, circa 170mila professionisti e 2.500 espositori si incontrano a Düsseldorf, alla fiera Interpack 2026, per presentare le ultime innovazioni in fatto di macchinari, materiali e tecnologie di processo. Un appuntamento triennale che, quest'anno, arriva in un momento di particolare interesse per il comparto italiano.
L'Italia del packaging: eccellenza mondiale con qualche nuvola all'orizzonte
L'industria nazionale delle macchine automatiche per il packaging approda a Düsseldorf da protagonista assoluta.
Secondo i preconsuntivi elaborati dal Centro Studi MECS per l'associazione Ucima, il settore ha chiuso il 2025 con un fatturato complessivo di 10,2 miliardi di euro, in crescita del 2,1% rispetto ai 10 miliardi del 2024.
L'export si conferma il motore principale, con 8,1 miliardi di euro (circa il 78-80% del totale), mentre il mercato domestico ha segnato un più vivace +4,5%, raggiungendo i 2,1 miliardi.
Il cambio di passo del 2026
Tuttavia, le ultime rilevazioni Ucima segnalano un cambio di passo. Nel primo trimestre 2026, a fronte di un fatturato in aumento del 2%, trainato da un mercato interno in deciso recupero (+15,2%), la raccolta ordini ha registrato una flessione del 5,8%, con un calo degli ordinativi esteri particolarmente marcato.
Un quadro "a due velocità" che invita alla prudenza, ma non all'allarme: i livelli di backlog restano solidi e le previsioni per il secondo trimestre indicano stabilità.
Le cause di questa frenata sono strutturali oltre che congiunturali. Come ha sottolineato il presidente Ucima Riccardo Cavanna, tensioni commerciali, volatilità valutaria e nuove forme di protezionismo stanno ridisegnando gli equilibri industriali internazionali. Questo richiede alle imprese scelte rapide e investimenti mirati sui mercati strategici.
La risposta del settore passa dall'accelerazione su digitalizzazione, sostenibilità e intelligenza artificiale: le stesse leve che trovano piena espressione nel padiglione italiano di interpack.
Il tema guida del momento: i materiali innovativi
Il tema caldo di interpack 2026 è "Innovative Materials", un filo conduttore che riflette la pressione crescente verso soluzioni di imballaggio più sostenibili e performanti. Polimeri bio-based, packaging degradabile e strutture multistrato riciclabili sono al centro della scena, insieme al concetto di "Design for Recycling", che considera produzione, utilizzo e fine vita come un sistema integrato. Parallelamente, i materiali a base di fibra come carta e cartone stanno vivendo una forte rinascita, con proprietà avanzate ottenute tramite coating e laminazione che li rendono competitivi anche nelle applicazioni ad alta barriera, tradizionalmente dominio della plastica.
Automazione e flessibilità: la spinta del mercato
Sul fronte dei macchinari, un trend evidente a questa edizione è l'automazione delle linee di packaging: numerosi espositori presentano soluzioni per cambi formato più rapidi, sistemi di fine linea più intelligenti e flussi produttivi maggiormente integrati.
La direzione è quella di impianti capaci di rispondere in tempo reale alle variazioni della domanda, con maggiore efficienza e minori fermi macchina.
Digitalizzazione, connettività e intelligenza artificiale applicata ai processi di controllo qualità completano il quadro delle innovazioni più attese.
Cosa aspettarsi dal futuro della filiera packaging
Interpack 2026 arriva in un momento di transizione per l'intera filiera. I materiali evolvono, la domanda di flessibilità produttiva non conosce soste e le regole cambiano: si pensi in primis al Nuovo Regolamento UE sugli Imballaggi (Packaging and Packaging Waste Regulation, PPWR) che sarà in vigore dal 1° gennaio 2030.
Per i costruttori di macchine automatiche - italiani e non - la sfida è gestire tutte le complessità portando in fiera tecnologie capaci di rispondere a un mercato che chiede insieme più sostenibilità, più efficienza e più velocità di adattamento.
