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Legge di Bilancio 2023: novità, proroghe e rifinanziamenti

Scongiurato l’esercizio provvisorio, si parte con la nuova Legge di Bilancio, che si focalizza principalmente sul caro energia, rifinanziando anche importanti strumenti per le imprese.

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Marianna Capasso

Dopo l’approvazione in Camera dei Deputati, con diversi emendamenti apportati alla bozza originaria, il 29 dicembre 2022 il Senato ha dato il via libera alla Legge di Bilancio, sottoscrivendo in pieno quanto già stabilito, senza ulteriori modifiche – anche perché non ci sarebbero stati i tempi tecnici. Degli iniziali 174 articoli ne sono rimasti 21, di cui un primo, grande, composto da 903 commi – come da prassi – nella Parte I, e i restanti 20 nella Parte II.

La manovra stanzia 35 miliardi di euro, di cui quasi due terzi finanziano aiuti per famiglie e aziende, per contrastare il caro energia. C’è spazio anche per le imprese, con una serie di valide misure, anche se quest’anno, forse più del passato, ci sono state numerose critiche. E il malcontento delle imprenditorie non è stato celato, soprattutto per l’assenza di novità in materia di Transizione 4.0.

Dal rifinanziamento del Fondo di Garanzia e dei contratti di sviluppo, a quello della Sabatini Green, dal bonus IPO al differimento di diversi termini, vediamo allora le principali novità destinate alle imprese.

I rifinanziamenti, preziosi alleati del rilancio

Partiamo dal Fondo di Garanzia (comma 392 e seguenti). La Legge di Bilancio ha prorogato fino al 31 dicembre 2022 l’applicazione della disciplina transitoria e delle ulteriori misure per il contrasto agli effetti della crisi ucraina, rifinanziando lo strumento con ulteriori con 720 milioni di risorse aggiuntive.

Sono poi state previste (dal comma 389) risorse fino al 2037 per i contratti di sviluppo nel programma industriale (comprendendo anche quelli per la tutela ambientale), con una autorizzazione di spesa pari a 160 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2023 al 2027, e 240 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2028 al 2037.

Infine, con ulteriori 150 milioni, è stata rifinanziata la Nuova Sabatini, che nel frattempo era diventata “green”, con la Circolare Direttoriale MIMIT, del 6 dicembre 2022, n. 410823. La misura agevolativa prevede un nuovo contributo in conto interessi per gli investimenti green delle imprese, e ai residui (quasi) 500 milioni di euro se ne aggiungono ulteriori 150, di cui 30 per il 2023 e 40 per ciascuno degli anni dal 2024 al 2026 (comma 414).

Le proroghe stabilite nella nuova Legge di Bilancio

Restando in tema Nuova Sabatini, la Legge di Bilancio prevede una proroga del termine (comma 415) per la conclusione degli investimenti, finanziati nell’arco temporale 1° gennaio 2022 – 30 giugno 2023. Sono quindi concessi ulteriori 180 giorni, per un totale di 18 mesi.

Ci sarà poi tempo fino al prossimo 31 dicembre 2023 per utilizzare il credito di imposta per la quotazione delle pmi (comma 395). Il cosiddetto bonus IPO (Initial Public Offering) prevede un credito d’imposta sul 50% dei costi di consulenza sostenuti dalle pmi per la quotazione in Borsa. Lo stanziamento disposto è di 10 milioni di euro (erano 5 milioni nel 2022). L’importo massimo del bonus, per le IPO 2022 e 2023, cresce da 200mila a 500mila euro.

Un’ulteriore proroga (commi da 265 e 269) riguarda le agevolazioni, per il 2023, nella forma di credito d’imposta e incentivi, sugli investimenti in ricerca, sviluppo e innovazione, sostenuti al Sud e nelle Zone Economiche Speciali. Ricordiamo che il credito d’imposta era stato introdotto dall’articolo 1 comma 98, della Legge di stabilità 2016 a favore delle imprese meridionali che acquistano beni strumentali, destinati a strutture produttive ubicate nelle regioni del Mezzogiorno. Quello per le ZES meridionali arriva invece dall’articolo 5, comma 2, del Decreto Legge 91/2017.

È, poi, stabilita la proroga al 30 novembre 2023 (dal 31 ottobre 2023) per il riversamento spontaneo del credito d’imposta (comma 271), per investimenti in attività di ricerca e sviluppo. Viene quindi concesso un ulteriore mese per la sanatoria.

Infine, più che di una proroga, potremmo parlare di un ulteriore slittamento: è quello che riguarda la Plastic Tax, per la quale la nuova Legge di Bilancio ha previsto, al comma 64 dell’articolo 1, un (ennesimo) rinvio di 12 mesi, come già stabilito nell’omonima del 2022, e anche in precedenza. Dunque, per la tassa (0,45 cent a chilogrammo) sui manufatti di plastica con singolo impiego (i cosiddetti MACSI) bisognerà attendere il prossimo 1° gennaio 2024.

E il Piano Transizione 4.0? Si attende febbraio

Uno dei differimenti più interessanti (e sofferti) riguarda la modifica del termine per la consegna dei Beni Strumentali 4.0, ordinati entro il 31 dicembre 2022 – qualora l’ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di un acconto non inferiore al 20% del corrispettivo pattuito. Con l’introduzione della proroga, le imprese potranno comunque fruire dell’imposta per gli investimenti 4.0, ma con le aliquote 2022 (più alte rispetto a quelle per il 2023), non perdendo i benefici a causa dei ritardi nelle consegne.

Il termine passa dal 30 giugno al 30 settembre 2023 (comma 423), sebbene ci sia stata parecchia confusione, sulla questione. Ricordiamo come, con il Decreto Milleproroghe del 21 dicembre 2022, si indicava inizialmente la deadline del 31 dicembre 2023.

Tuttavia, nel testo definitivo del Decreto, pubblicato in Gazzetta, la proroga è sparita, per questioni tecniche (questa la risposta ufficiale): considerando la successiva entrata in vigore della Legge di Bilancio (1° gennaio 2023) le disposizioni di questa avrebbero sovrascritto quelle del D. L. Pertanto, risultava inutile – secondo i legislatori.

Bisognerà quindi ancora attendere i tempi di conversione del Decreto in Legge (60 giorni dal 21 dicembre 2022) per poter davvero tirare un (piccolo) sospiro di sollievo. In quel contesto sarà allora possibile passare dal 30 settembre (deadline stabilita dalla Legge di Bilancio) al 31 dicembre 2023 (termine del Milleproroghe).

Le altre novità: energia, cybersecurity e assunzioni

È stata una Finanziaria all’insegna del caro energia. Al comparto sono state destinate risorse per oltre 21 miliardi di euro, con l’obiettivo di supportare imprese (e famiglie), evitando lo stallo produttivo causato da una possibile interruzione delle attività, per gli elevati costi energetici.

In particolare, dal comma 2 al comma 9 dell’articolo 1, la Legge di Bilancio norma la materia dei crediti d’imposta per l’acquisto di energia elettrica e di gas naturale, nel primo trimestre del 2023. I crediti d’imposta potranno essere utilizzati in compensazione o ceduti, entro il 31 dicembre 2023.

Destinatarie sono le imprese energivore e quelle dotate di contatori di energia elettrica di potenza disponibile pari o superiore a 4,5 kW, ma anche le imprese a forte consumo di gas naturale (ricomprese in un apposito elenco pubblicato dalla Cassa per i servizi energetici e ambientali) e le altre.

Nella Legge di Bilancio sono poi previste altre numerose misure, tra cui specifiche destinate alla cybersicurezza; è poi stato istituito il Centro italiano per il design dei circuiti integrati e sono stati previsti diversi incentivi per le assunzioni. Vedremo, quindi, nel corso dell’anno, tutte le novità che prenderanno forma.

Intanto, si parte.

Legge di Bilancio 2023: novità, proroghe e rifinanziamenti - Ultima modifica: 2023-01-04T15:52:00+01:00 da Marianna Capasso
Legge di Bilancio 2023: novità, proroghe e rifinanziamenti - Ultima modifica: 2023-01-04T15:52:00+01:00 da Marianna Capasso