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Lamiera: la sinergia 4.0 di Moog e Salvagnini

Co-design, flessibilità ed efficienza sono i pilastri alla base della sinergia tra Moog e Salvagnini per il settore della lavorazione della lamiera.

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  • n.2 - Febbraio 2023
  • n.1 - Gennaio 2023
  • n.10 - Novembre 2022

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Massimiliano Luce

La lavorazione della lamiera ha conosciuto profonde trasformazioni nel corso degli ultimi anni. Oggi gli operatori sono chiamati ad affrontare molteplici sfide. Si pensi all’elevata variabilità di lotti, sempre più piccoli e diversificati, così come alla necessità di garantire la massima qualità. Assicurando, al contempo, il rispetto dei tempi di consegna.

Necessità che spesso si scontrano con i limiti degli impianti in termini di flessibilità, multifunzionalità e facilità di configurazione per i cambi di produzione. In tale scenario diviene di cruciale importanza per Oem, integratori ed end user poter contare su soluzioni sempre più evolute e altamente integrate.

Know-how a fattore comune

Lo sanno bene Moog e Salvagnini. Da oltre 50 anni collaborano attivamente mettendo a fattor comune know-how e competenze specialistiche per co-progettare macchine custom di ultima generazione.

Moog ha un orientamento proattivo e identifica il sistema più idoneo, sia esso elettrico, idraulico o ibrido, per realizzare macchine in grado di assicurare performance superiori. L’approccio Technologically Neutral permette agli ingegneri Moog di studiare il giusto mix di tecnologie. Sempre a partire dall’esigenza della committenza con cui lavorano a stretto contatto.

Una partnership nel segno della lamiera

Una modalità operativa da sempre apprezzata da Salvagnini. L’azienda progetta, produce e vende macchine e sistemi flessibili per la lavorazione della lamiera. Progetto dopo progetto, Salvagnini continua a rinnovare la propria fiducia a Moog, coinvolgendola in nuove sfide.

“La proficua partnership tra Moog e Salvagnini si declina nello specifico lungo due direttrici”, spiega Marco Dallocchio, Key Account Sales Manager di Moog. “Da un lato, vi è una collaborazione sinergica finalizzata a interventi di retrofit sui macchinari già esistenti, allo scopo di sostituire componenti esistenti o integrarne di nuovi. Upgrade indispensabili per preservare gli investimenti già sostenuti in impianti ancora in buono stato portandoli a standard tecnologici più elevati, per migliorarne significativamente l’efficienza produttiva riducendo, contestualmente, i costi operativi.”

“Dall’altro, vi è un intenso lavoro di co-engineering e co-design tra i team di ingegneri delle due aziende per lo sviluppo di concept totalmente innovativi per la movimentazione elettrica, che nascono con la finalità di guidare gli operatori verso macchine uniche, di nuova generazione, sempre più connesse, in ottica anche Industry 4.0 ready e sostenibili, all’insegna di ridotti consumi energetici. Si tratta, dunque, di progettualità complesse, che possono durare anche diversi mesi, in cui gli uffici tecnici partono da un’idea o da una nuova funzionalità ancora non disponibile sul mercato. I tecnici Moog lavorano, dunque, proattivamente proponendo al cliente il mix di tecnologie e soluzioni più adeguato a rispondere a quella particolare esigenza”.

I progetti più recenti di Moog e Salvagnini

Tra i più recenti progetti di successo sviluppati in co-design spicca un manipolatore cartesiano a 8 assi, realizzato integrando soluzioni del portfolio elettromeccanico Moog. La perfetta sinergia tra i due team, lungo tutto il processo, ha permesso di ottenere dal sistema elettromeccanico le prestazioni necessarie per realizzare le specifiche funzionalità di questo macchinario. Il manipolatore è studiato per l’interconnessione tra i vari processi. Vedi la possibilità di trasportare i semilavorati da una stazione alla successiva o al magazzino.

Per l’applicazione sono state utilizzate diverse soluzioni del portfolio elettromeccanico di Moog. Nel dettaglio si tratta di una soluzione per tutti gli assi composta dal modulo DE2020 per la gestione dell’energia, il motore con elettronica integrata DI2020, l’azionamento singolo asse decentralizzato DR2020 e i servomotori FASTACT H della famiglia HD.

“In questo caso, la scelta della tecnologia elettromeccanica si è rivelata ideale perché ci ha permesso di proporre sistemi integrati e plug & play in grado di dialogare perfettamente anche con gli apparati di altri produttori. Questo per la massima semplicità di installazione e una messa in servizio più rapida”, spiega ancora Dallocchio. “A ciò si aggiungono molteplici vantaggi, come taglie e pesi ridotti a favore sia di un’accelerazione e velocità superiori, sia della possibilità di integrare nuove funzioni nel medesimo spazio”.

“Per Salvagnini è sempre più importante ridurre il volume dell’armadio elettrico” aggiunge Stefano Bizzotto, Motion Control manager di Salvagnini. “Trovare lo spazio per l’armadio elettrico nel layout di sistemi complessi diventa sempre più difficile e limitante. La soluzione ideale sarebbe che l’armadio elettrico fosse inesistente o almeno completamente integrato nel volume della macchina. Per raggiungere questo obiettivo, l’utilizzo di drive decentralizzati e di motori con elettronica integrata è un fattore di successo determinante”

Lamiera: la sinergia 4.0 di Moog e Salvagnini - Ultima modifica: 2023-01-12T11:08:02+01:00 da Massimiliano Luce
Lamiera: la sinergia 4.0 di Moog e Salvagnini - Ultima modifica: 2023-01-12T11:08:02+01:00 da Massimiliano Luce