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La manutenzione non è un optional

A ricordarlo è il presidente di Aiman, Franco Santini, che ribadisce il ruolo fondamentale delle attività manutentive in riferimento al trinomio‘sicurezza, salute, ambiente’

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Lucia Favara

La fase di lenta e fragile ripresa economica che stiamo vivendo è un’opportunità straordinaria per definire una strategia operativa adeguata che includa anche nuove politiche di manutenzione capaci di analizzare i ‘technical asset’ secondo il loro grado di utilizzo, selezionando le azioni manutentive, concentrandosi sulle criticità impiantistiche e di processo in modo da spendere bene le risorse. Discutiamo di questa straordinaria opportunità con Franco Santini, il presidente di Aiman, l’Associazione Italiana della Manutenzione, che festeggia i suoi cinquant’anni di attività in Italia il prossimo 19 novembre. 
Gli effetti della manutenzione si vedono in tempi medi secondo la regola che vale soprattutto in manutenzione: ‘chi spende  meglio di fatto spende anche meno e comunque conseguirà più competitività’. “Ormai sono superati i tempi in cui la manutenzione era considerata un costo, da tempo è una funzione generatrice di profitto, perché consente l’utilizzo efficiente e più sicuro delle unità di produzione e di servizio, ovviamente se la si sa gestire e finalizzare”, afferma il presidente. “Anche se la contabilità considera la manutenzione un costo fisso, in realtà, gran parte del suo costo è legato all’intensità di utilizzo ed è quindi variabile, come ben sa il management. Esistono, quindi, spazi di flessibilità che possono essere utilizzati senza inconvenienti sugli impianti”.

In una fase economica come l’attuale, esiste il rischio che siano compromesse le attività di manutenzione e, di conseguenza, la sicurezza degli operatori?
Le razionalizzazioni, anche se dolorose, devono rispettare le priorità e, ovviamente, tutte le aziende sono consapevoli che il trinomio ‘salute, sicurezza, ambiente’ ha la priorità assoluta. Perciò, si conferma fondamentale, anche in questo periodo, effettuare un’analisi completa dei rischi, che includa l’affidabilità delle macchine e degli impianti. La diagnostica, e soprattutto la manutenzione predittiva, sono di grande aiuto per valutare lo stato fisico e funzionale delle unità e devono essere utilizzate in chiave conoscitiva preventiva per evitare rischi inaccettabili.

Manutenzione preventiva e predittiva, quanto sono effettivamente diffuse in Italia?
La manutenzione preventiva è l’aspetto più professionale e più qualificante delle attività manutentive. Secondo noi di Aiman è la ‘Manutenzione’ per eccellenza. In Italia la manutenzione preventiva rappresenta il 40-50% dell’intera manutenzione. La preventiva si suddivide in predittiva, su condizione e predeterminata, con un’incidenza della predittiva pari al 10-15% del totale onere manutentivo. Questa situazione è influenzata da molte variabili, principalmente dalla criticità, dall’organizzazione del lavoro e dalla cultura aziendale, e può, e deve, ancora essere ottimizzata.

Alcuni vendor d’automazione propongono software a supporto della manutenzione. Ma gli end-user sono disposti a pagare di più una macchina per avere simili funzionalità?
Salvo situazioni molto sofisticate, non c’è motivo di far pagare di più una macchina dotata di software a supporto di ricerca e gestione guasti. Questi strumenti non sono più considerati optional, ma ‘fundamental’. Sono indispensabili proprio per lo stesso costruttore di macchine, che può così dimostrare di essere in linea con le esigenze dell’acquirente che deve gestire al meglio il proprio bene per la durata attesa di molti anni.
Non a caso, noi parliamo di costo d’esercizio e di manutenzione per tutta la vita utile del bene.

In passato la professionalità del manutentore è stata spesso sottovalutata. Considerando il valore e la complessità crescente degli impianti, oggi questo ruolo è adeguatamente valorizzato?
I manutentori a tutti i livelli sono stati sempre riconosciuti e apprezzati, ma purtroppo non valorizzati come meritavano, perché sono stati spesso imprigionati e penalizzati da schemi rigidi di inquadramento contrattuale e da sistemi retributivi non meritocratici. Aiman, che è il referente culturale nazionale della manutenzione e che proprio quest’anno compie cinquant’anni, sta elaborando con i suoi esperti una norma Uni sulla certificazione delle professionalità dei manutentori in linea con le norme Cen (Comitato Europeo di Normalizzazione) che sarà di grande aiuto per compiere un salto di qualità sia nell’apprezzamento della professionalità dei manutentori, sia nella misurazione delle loro reali performance.

Quali iniziative sono necessarie per fare crescere un’adeguata cultura della manutenzione?
Da un lato è necessario cambiare la mentalità cercando di far comprendere al management e agli addetti ai lavori che la manutenzione è un attività che sviluppa valori di competitività importanti, dall’altro occorre progettare programmi di formazione sempre più aderenti alle necessità aziendali organizzative e operative. Aiman, ad esempio, organizzerà il XX Congresso Euromaintenance a Verona, dal 12 al 14 maggio 2010, un evento importante a livello europeo, al quale sono annunciati esperti di 23 Paesi e 120 memorie sui temi più caldi e innovativi sia manageriali e tecnologici sia economico-organizzativi. Siamo sicuri che si aprirà una nuova era in cui la manutenzione, proprio per assicurare una crescita reale sostenibile, sarà un patrimonio di valori culturali sempre più diffuso e condiviso.

Quali sono a suo avviso gli strumenti più innovativi per la manutenzione?
Tutti gli strumenti più innovativi fanno capo all’ingegneria della manutenzione, che è la madre di tutte le innovazioni manutentive. I più avanzati sono i software tecnologici integrati e on-line con gli strumenti predittivi, le configurazioni operative derivanti dall’integrazione di  progettazione, esercizio e manutenzione, e le applicazioni  gestionali basate sulla tecnologia Rfid con connessioni palmari e table pc per i tecnici operativi.

La manutenzione non è un optional
- Ultima modifica: 2009-11-17T12:43:41+01:00
da Lucia Favara
La manutenzione non è un optional - Ultima modifica: 2009-11-17T12:43:41+01:00 da Lucia Favara

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