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Insubria e lavoro: verso il 2030 con una proposta comune per ridurre il mismatch di competenze

L’attivazione di un tavolo permanente di ricerca, scambio e progettazione di scala transfrontaliera potrebbe guidare lo sviluppo di progetti comuni tra i due versanti della regione insubrica, quello ticinese e quello lombardo. Entro il 15 ottobre è possibile inviare la propria candidatura al Premio Skillmatch Insubria.

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Gaia Fiertler

Terre di mezzo, terre di frontiera. Le regioni transfrontaliere sono risorse da valorizzare secondo la strategia comunitaria di coesione e integrazione europea e il progetto Interreg Skillmatch-Insubria ha disegnato un modello che va proprio in questa direzione. Collaborare e co-progettare per far emergere le potenzialità di imprenditorialità innovativa di un territorio a due facce che sta affrontando sfide comuni: invecchiamento della popolazione e necessità di dotare di competenze digitali una sempre più ampia popolazione, a fianco di un aggiornamento delle stesse faculty scolastiche e aziendali e dello sviluppo di un modello duale di integrazione tra apprendimento a scuola e apprendimento in fabbrica che sia più attrattivo ed efficace.

Questa la sintesi del Masterplan Formazione Insubria 2030, un documento di visione strategica e linee guida concrete, che sono il frutto di un lavoro pluriennale di ricerca-azione di Skillmatch Insubria. Il progetto ha approfondito, con ricerche quali-quantitative e interviste a 150 aziende dell’area transfrontaliera, il tema del disallineamento tra domanda e offerta di lavoro nella regione insubrica, che comprende il Canton Ticino in Svizzera e, in Italia, le Province di Varese, Como e Lecco della Regione Lombardia.

Partner del progetto sono LIUC – Università Carlo Cattaneo (capofila), PTSCLAS e l’Università dell’Insubria, sul versante italiano; SUPSI-Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana (capofila) e il Dipartimento dell’Educazione, della Cultura e dello Sport del Cantone Ticino, sul versante ticinese.

Il progetto, che ha coinvolto una trentina di ricercatori, è stato supportato da un comitato consultivo composto da: Associazione Industrie Ticinesi, Conferenza della Svizzera Italiana per la Formazione continua degli Adulti, Divisione dell’Economia (Dipartimento delle Finanze e dell’Economia), Sindacato OCST, Sindacato UNIA e Società degli Impiegati del Commercio; ComoNext, Confartigianato, Imprese Varese, DG Formazione e Lavoro Regione Lombardia, l’Osservatorio Permanente sul Fenomeno del Frontalierato, Unindustria Como e UNIVA.

L’obiettivo ora è di proseguire con questo approccio comune, incoraggiando l’istituzione di un tavolo di lavoro permanente di ricerca, scambio, pensiero, analisi e progettazione di scala transfrontaliera e un osservatorio per il monitoraggio dei trend socio-economici, formativi e professionali del territorio.

Analoghi trend demografici e digitali sui due versanti  

L’Insubria, oltre a essere un’area con una forte integrazione lavorativa dove la manodopera italiana arriva fino al 40% in diverse aziende metalmeccaniche ticinesi, presenta alcune analogie nei trend demografici e nella carenza di profili qualificati specialistici e digitali su entrambi i versanti. Queste analogie incoraggiano la proposta di soluzioni comuni e integrate, valorizzando al tempo stesso alcune caratteristiche specifiche di ciascuna area.

Il progetto va nella direzione incoraggiata dall’Europa che prevede forti investimenti nelle zone di frontiera, che rappresentano il 40% dell’Unione con il 30% della popolazione, intese come laboratori ideali per favorire la coesione europea, partendo da differenze e similitudini.

Eliana Minelli Insubria
Eliana Minelli

Lo studio ha messo in risalto come le chiusure imposte dalla pandemia abbiano infatti ricreato delle distanze, superabili proprio con il dialogo, lo scambio e una progettualità comune, oggi favorita anche dagli strumenti digitali. Skillmatch-Insubria va proprio in questa direzione: ha fornito informazioni inedite sui nuovi profili richiesti dalle aziende e sulle difficoltà di reperimento e analisi approfondite sul fenomeno del disallineamento tra domanda e offerta nel mercato del lavoro insubrico, osservandolo attraverso la prospettiva della filiera istruzione-formazione-lavoro.

Attraverso la combinazione di approcci quantitativi e qualitativi, retrospettivi e prospettici, Skillmatch ha delineato fondamentali piste interpretative sull’impatto di mega trend quali l’invecchiamento della popolazione, la digitalizzazione e la posizione di frontiera/apertura globale dei mercati, sul mercato del lavoro insubrico. Il Masterplan è il documento finale che compendia e approfondisce in chiave strategica e di visione, oltre che di azioni concrete, tre anni e mezzo di ricerca congiunta sul campo.

«SkillMatch-Insubria non è un semplice progetto di ricerca, bensì una ricerca-azione, dove la parola azione indica l’intenzione di definire proposte concrete per intervenire sul riallineamento tra domanda e offerta di lavoro nell’area insubrica, rispondendo ai bisogni attuali delle imprese ma, soprattutto, a quelli futuri che scaturiscono dai cambiamenti epocali che stiamo vivendo», spiega Eliana Minelli, professore associato LIUC – Università Cattaneo e coordinatrice del progetto per l’Italia.

Il mismatch di competenze in Insubria

Lo studio ha analizzato cinque settori, metalmeccanico, informatico, chimico-farmaceutico, bancario, edilizio e ha individuato una comune carenza di profili specializzati, tecnici e ingegneristici e, trasversalmente, di competenze digitali nel territorio. Entrambi i versanti della regione transfrontaliera soffrono di invecchiamento della popolazione e di una necessità di upskilling e reskilling, non sempre convertibili nelle competenze tecniche e digitali richieste, per esempio, per programmare e manutenere i sistemi automatici e robotici che hanno sostituito molte attività umane.

Ornella Larenza
Ornella Larenza

Nel settore bancario, per esempio, la drastica riduzione degli operatori di sportello si è accompagnata alla grande richiesta di professionisti nel campo della data analysis e della cybersecurity ma, almeno nel medio periodo, è probabile il rischio di un crescente mismatch tra domanda e offerta, dovuto alle profonde differenze tra i profili degli impieghi perduti e di quelli emergenti, per cui non è generalmente possibile un’azione di reskilling. Lo studio sottolinea infatti in più occasioni come non ci sia un saldo netto tra attività emergenti e lavori obsoleti o sostituiti dalle macchine, complice anche l’invecchiamento della popolazione.

«L’invecchiamento demografico nella regione insubrica aggraverà l’attuale penuria di personale in molti settori. E non è tutto: in entrambi i territori convivono difficoltà di reperimento ed esclusione dei soggetti più fragili dal mercato del lavoro. Purtroppo, non è sempre possibile operare agilmente riconversioni professionali, in particolare laddove le difficoltà di reperimento riguardano profili altamente specializzati e qualificati. Ma il benessere di una comunità dipenderà dalla capacità di soddisfare i bisogni di tutti: aziende, lavoratori e lavoratrici sul mercato del lavoro e soggetti attualmente esclusi», commenta Ornella Larenza, ricercatrice presso il Dipartimento economia aziendale, sanità e sociale della SUPSI e capo progetto per il Ticino.

Le leve da attivare: orientamento e formazione continua

Per i cinque settori indagati lo studio suggerisce formazione continua e upskilling per contrastare, almeno in parte, gli effetti dell’invecchiamento sulla forza lavoro, anche come obsolescenza di competenze.

E, prima ancora della formazione continua, l’orientamento può essere un fattore decisivo per ridurre il disallineamento delle competenze. Partendo dall’orientamento scolastico, per esempio, su entrambi i lati della frontiera manca una strategia che indirizzi efficacemente i giovani verso i profili professionali più richiesti dalle imprese in ambito metalmeccanico.

Rossella Locatelli Insubria
Rossella Locatelli

Di conseguenza, sono pochi i candidati ai posti di apprendistato nei diversi comparti della meccanica, anche a causa dell’immagine stereotipata della professione, considerata faticosa, poco gratificante e poco remunerata, che non tiene conto dell’evoluzione tecnologica e digitale del settore. A questa resistenza va aggiunta una crisi delle discipline Stem, che porta relativamente pochi giovani a iscriversi alle facoltà tecniche. Lavorare in modo comune sull’orientamento scolastico, dunque, può essere una strategia vincente.

Più in generale, una leva su cui puntare è proprio la ricchezza di un territorio che presenta realtà produttive e accademiche di primo piano e che potrebbero essere un fattore di attrattività. «L’area insubrica è caratterizzata da eccellenze su entrambi i lati della frontiera, quali aziende innovative e leader nei rispettivi settori, anche su scala globale. Quest’area può altresì vantare università e centri di ricerca di eccellenza che lavorano a stretto contatto con il territorio e che hanno sviluppato una visione condivisa, maturando, come dimostra questo progetto, una capacità di collaborazione per mettere a disposizione dei territori di riferimento e delle imprese un patrimonio di competenze di grande valore», osserva Rossella Locatelli, professore ordinario e team leader dell’Università dell’Insubria.

Sul futuro della formazione duale

Le aziende chiedono sempre più un mix di hard skill e soft skill anche per i profili operai e tecnici. In pratica, in aggiunta alle competenze legate al mestiere, nell’attuale mercato del lavoro sono sempre più richiesti la capacità di comunicare e di risolvere problemi (problem solving), il pensiero critico, la capacità di adeguarsi ai cambiamenti equella di apprendere e ri-apprendere lungo il proprio ciclo lavorativo, vista la rapida obsolescenza delle tecnologie. E ancora capacità di autocontrollo, empatia verso gli altri e predisposizione a lavorare in gruppo.

Di conseguenza, anche alla luce di queste nuove esigenze di aggiornamento continuo, di apertura mentale e di digital mindset, il modello duale professionalizzante del Cantone Ticino, che secondo lo studio risulta molto legato alle immediate esigenze produttive delle imprese, sta subendo da qualche anno un calo di interesse da parte dei giovani. Questa potrebbe essere una concausa della crisi del modello, segnalata dal MasterPlan Formazione Insubria 2030, proprio per l’eccessivo sbilanciamento su una formazione solo tecnica e contestuale alla necessità produttive del momento e non orientata a una maggiore impiegabilità nel tempo della risorsa, visto che l’attuale velocità di cambiamento oggi richiede flessibilità, apertura e allenamento ad apprendere di continuo anche nella scuola professionalizzante.

In questo senso, lo studio mette in evidenza la ricchezza che potrebbe emergere da un confronto costruttivo tra i due modelli scolastici, più umanistico e generalista quello italiano; più calato sui bisogni tecnici dell’impresa quello ticinese. Il nostro sistema potrebbe contribuire a rendere meno rigida la formazione professionalizzante ticinese e, al contempo, la consapevolezza dei “limiti” del sistema ticinese potrebbe stimolare uno sviluppo del modello terziario italiano professionalizzante, in particolare gli ITS, che ne tenga conto e, anzi, che valorizzi il portato della tradizione culturale e metodologica italiana.

In sostanza, un indirizzo più moderno ai percorsi professionalizzanti ticinesi potrebbe aiutare a contrastare anche la prima causa della crisi del sistema: la maggiore attrattività di università di altri cantoni, che costituisce una tradizionale perdita di risorse per l’area ticinese, situata tra due poli fortemente attrattivi, Zurigo a nord e Milano a Sud. Tra l’altro, se per anni il Ticino si è appoggiato alla manodopera italiana, oggi sconta una comune crisi di risorse, accelerata dalla digitalizzazione dei processi di lavoro.

Premio Skillmatch Insubria

Le aziende con sede nelle Province di Como, Lecco, Novara, Varese, Verbano-Cusio-Ossola e del Cantone Ticino avranno tempo fino al 15 ottobre 2022 per presentare il progetto che più si distingue nei seguenti ambiti: politiche di formazione del personale; formazione innovativa; partnership con sistema educativo, altre imprese, associazioni e istituzioni del territorio. Per ulteriori informazioni scrivere a: skillaward@liuc.it e skillmatchaward@supsi.ch. Il modulo di adesione e il regolamento sono scaricabili a questi due link:https://lnkd.in/duTUQCcF e https://lnkd.in/dHaCUCtA.

Insubria e lavoro: verso il 2030 con una proposta comune per ridurre il mismatch di competenze - Ultima modifica: 2022-09-05T09:00:09+02:00 da Gaia Fiertler
Insubria e lavoro: verso il 2030 con una proposta comune per ridurre il mismatch di competenze - Ultima modifica: 2022-09-05T09:00:09+02:00 da Gaia Fiertler