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Fabbrica intelligente, il mercato globale verso i 500 miliardi di dollari entro il 2036

La fabbrica intelligente accelera a livello globale e diventa un pilastro della trasformazione manifatturiera. Secondo Future Market Insights, il mercato passerà da 220 miliardi di dollari nel 2026 a 500 miliardi nel 2036, con un cagr dell’8,5%. Anche l’Italia segue il trend, con una crescita annua prevista del 7,7%, sostenuta da automazione, intelligenza artificiale e investimenti pubblici.

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Massimiliano Luce

La fabbrica intelligente entra in una nuova fase di maturità. La prima evidenza arriva dai numeri. Secondo la ricerca di Future Market Insights, il mercato globale è destinato a più che raddoppiare nel decennio 2026-2036, raggiungendo i 500 miliardi di dollari, partendo dai 220 miliardi stimati per il 2026. La crescita, pari a un cagr dell’8,5%, è alimentata dall’integrazione di sistemi ciberfisici, dall’analisi dei dati in tempo reale e dalla manutenzione predittiva applicata sia all’industria discreta sia a quella di processo.

A rafforzare il quadro contribuisce anche il World Economic Forum. Nel rapporto Advanced Manufacturing 2024, il WEF evidenzia come l’ottimizzazione della produzione basata sull’intelligenza artificiale consenta miglioramenti del 20-30% nell’efficacia complessiva delle apparecchiature. Di conseguenza, le imprese stanno passando da soluzioni di automazione isolate a ecosistemi digitali end-to-end, fondati su intelligenza artificiale, gemelli digitali e connettività 5G.

Fabbrica intelligente e piattaforme digitali integrate

Secondo Future Market Insights, il settore sta vivendo una fase di consolidamento delle piattaforme. I grandi player dell’automazione si riposizionano come fornitori di ecosistemi integrati. Siemens, ad esempio, ha aggiornato nel 2026 il framework finanziario One Tech Company, alzando l’obiettivo di crescita dei ricavi al 9%. Schneider Electric ha annunciato investimenti per 2 miliardi di euro in infrastrutture di intelligenza artificiale e data center. Kion Group, invece, punta sull’intelligenza artificiale fisica per portare l’azione in tempo reale nei magazzini.

Il segmento hardware mantiene il peso maggiore, con una quota del 68% nel 2026, trainato da robotica e automazione avanzata. Abb, Fanuc e KUKA guidano l’evoluzione. Parallelamente, crescono software e servizi. Nel 2026, i servizi raggiungono il 32% del mercato, grazie a consulenza, integrazione e manutenzione predittiva basata su AI. Tuttavia, aumentano anche le sfide. I costi iniziali elevati, l’interoperabilità e la sicurezza informatica restano nodi critici, soprattutto in ambienti altamente connessi.

Italia, crescita solida e ruolo delle pmi

Nel contesto europeo, l’Italia mostra un percorso di trasformazione progressivo ma strutturato. Future Market Insights stima per il Paese un cagr del 7,7% tra il 2026 e il 2036. Aziende come Fiat Chrysler e Leonardo integrano intelligenza artificiale, IoT e robotica nei processi produttivi. L’automazione flessibile trova spazio soprattutto nei settori automotive e moda. Inoltre, gli incentivi pubblici favoriscono la transizione verso fabbriche intelligenti e sostenibili.

Un elemento distintivo è il ruolo delle pmi. La diffusione di soluzioni cloud e di gemelli digitali consente anche alle realtà di dimensioni ridotte di migliorare produttività e competitività. Allo stesso tempo, emergono nuove esigenze di competenze Industria 4.0 e di protezione dei dati industriali.

Guardando avanti, le prospettive restano positive. Future Market Insights prevede un’evoluzione verso sistemi sempre più autonomi, sostenibili e basati sui dati. Tuttavia, il successo della fabbrica intelligente dipenderà dalla capacità delle imprese di bilanciare innovazione, sicurezza e scalabilità, trasformando la tecnologia in un reale vantaggio competitivo.