Gli studenti italiani si distinguono ai Mondiali di Robotica organizzati da RoboCup e alle Olimpiadi Internazionali di Cybersecurity. I team di licei scientifici e istituti tecnici che già si erano posizionati ai primi posti nelle selezioni nazionali confermano il proprio livello tecnico, grande capacità di problem solving, resilienza e team working nel confronto internazionale.
A Incheon, in Sud Corea, a inizio luglio si sono tenuti i Mondiali della RoboCup, il più importante campionato di Robotica educativa al mondo, con Robocup Junior per le scuole secondarie e Robocup Major per studenti universitari.
Primo posto all’Italia nella categoria “OnStage Advanced“ ai Mondiali di Robotica
Si è aggiudicato il primo posto nella categoria “OnStage Advanced“ alle gare mondiali della Robocup Junior il team del Liceo scientifico Boggio Lera di Catania. Il team era composto da Emma Oddo, Simone Previti, Andrea Consalvo, Giovanni Misenti, guidati dai docenti Carmelo Maccora e Massimo Marletta.
Gli studenti dell’indirizzo Scienze Applicate hanno messo in scena un ecosistema robotico altamente integrato. Il sistema era basato su programmazione avanzata, visione artificiale e stampa 3D dell’intero telaio dei robot e dei meccanismi di movimento dei bracci antropomorfi, da loro modellati e stampati in PLA e PETG per massimizzare la leggerezza.
La categoria “OnStage Advanced” è una disciplina complessa che unisce robotica, programmazione, recitazione e scenografia. La performance dal titolo “Revenant”, ispirata agli Avangers, i supereroi della Marvel, simulava l’esplorazione spaziale. Alternava interazioni uomo-macchina e coreografie sincronizzate.
Il progetto è il risultato delle attività del laboratorio di “Robotica e Design” del liceo scientifico di Catania. Un percorso che prevede stampe 3D, programmazione di schede, videocamere e sviluppo di algoritmi di intelligenza artificiale.
Terzo posto anche nella Rescue Meze Simulation
Studenti italiani hanno conquistato il terzo posto nella categoria “Rescue Meze Simulation”. Questa è una delle tre categorie legate al soccorso da parte di robot in aree difficoltose o pericolanti in situazioni catastrofiche.
Sono gli studenti di informatica dell’Istituto Tecnico Industriale Fermi - Guttuso di Giarre (CT), che hanno frequentato i corsi facoltativi di robotica pomeridiani per rinforzare le competenze robotiche sia al biennio che al triennio.
La scuola ha partecipato con 5 team. Uno di questi si è classificato agli europei e due ai mondiali, conquistando il terzo posto nella categoria “Rescue Meze Simulation” e il nono posto (su 32 squadre da tutto il mondo) nella categoria “Rescue Meze”.
Il Rescue Line è una categoria che prevede un robot fisico che deve seguire un percorso definito da una linea nera con ostacoli da superare per gestire in modo autonomo una situazione di soccorso. Deve trovare le vittime, sollevandole e mettendole in sicurezza (in questo caso delle palline). Man mano che si avanza nel percorso si ottiene un punteggio nella classifica.
Nella “Rescue Maze” c’è un labirinto da percorrere per trovare le vittime. Il robot lo deve riconoscere, anche in questo caso con la visual recognition e l’AI. Grazie a questa, grazie a cui esplora tutto il labirinto, lo mappa individua le vittime da soccorrere. In questa categoria è arrivata nona la squadra Tachyons dell’Istituto tecnico industriale di Giarre. I Back Radiators sono invece arrivati terzi nella lega “Rescue Maze Simulation”.
Questa è una competizione digitale sulla piattaforma di simulazione Webots-Erebus. Qui i robot virtuali, costruiti dalle squadre in base a una serie di componenti tra cui scegliere, esplorano i labirinti delle diverse sfide. Il simulatore è messo a disposizione dall’organizzazione di RoboCup Junior.
Programmazione robotica e problem solving
La medesima squadra si è aggiudicata il primo posto nella Technical Challenge. Questa ulteriore competizione pesa il 20% del punteggio finale ed è strutturata per verificare la reale capacità di programmazione e problem solving delle squadre in gara.
Grazie al primo posto in questa sfida, i Black Radiators di Giarre hanno superato la squadra iraniana, aggiudicandosi il terzo posto. Il team è composto da Marco Marino (capitano), Cristian Pennino, Paolo Michael Puglisi e Gabriele Arcidiacono, supportati dai docenti dei laboratori di Robotica Tina Cusimano, Mario Bellerino e Giuseppe Zappulla, con il costante supporto del dirigente scolastico Gaetano Ginardi.
Mondiali di robotica: una sfida per studenti e docenti

"L’esperienza della RoboCup non è rappresentata solo dai momenti di gara e dai risultati ottenuti, ma da tutto l’impegno che abbiamo messo con la mia squadra. Anche con qualche notte insonne, per risolvere le sfide di ben otto labirinti più la Technical Challenge e dall’opportunità di conoscere e confrontarci con team provenienti da tutto il mondo", racconta il capitano dei Black Radiators Marco Marino. Marco è uno studente della 5A dell’Istituto tecnico industriale Fermi - Guttuso di Giarre (CT).
La scuola partecipa alla RoboCup dal 2019 e quest’anno è la prima volta che arriva sul podio dei Mondiali con uno dei suoi team.
"Crediamo tutti moltissimo nel valore di queste competizioni. Sviluppano nei nostri studenti di informatica capacità di problem solving, resilienza e team working", dice la mentor del team Black Radiators Tina Cusimano, professoressa di Informatica e del laboratorio di Robotica dell’Istituto Tecnico Industriale Fermi - Guttuso di Giarre (CT).
"È fondamentale da parte nostra, come docenti, scegliere bene il capitano di ogni squadra perché avrà una funzione di leadership fondamentale nei momenti di stress, di difficoltà e di stanchezza per tenere alta la motivazione e compatto il gruppo di lavoro. In Sud Corea i nostri ragazzi hanno passato tre notti in bianco per completare tutte le sfide, ma ne è valsa la pena. Della squadra vincente di quest’anno, tre ragazzi si sono diplomati, mentre il quarto ha finito la terza superiore. Tutti gli studenti che hanno partecipato alle scorse edizioni hanno poi proseguito gli studi. Chi alla facoltà di informatica dell’Università degli Studi di Catania, chi a ingegneria informatica sia a Catania, sia al Politecnico di Torino".
Studenti italiani ai primi posti anche nelle Olimpiadi Internazionali di Cybersecurity
Le Olimpiadi Internazionali di Cybersecurity (ICO 2026) si sono disputate ad Hammamet, in Tunisia, dal 27 giugno al 2 luglio. Hanno riunito oltre 150 esperti della sicurezza informatica, tra concorrenti e capitani, studenti e giovani professionisti, provenienti da oltre 20 Paesi.

La squadra azzurra, coordinata dal Cybersecurity National Lab del CINI (Consorzio Interuniversitario Nazionale per l'Informatica), con il supporto dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale, ha conquistato una medaglia d’oro e tre medaglie d’argento. A conferma del ruolo di primo piano dell’Italia nella formazione dei giovani talenti della sicurezza informatica.
Le sfide hanno riguardato prove individuali di tipo “Capture The Flag”, un formato che richiama il gioco “Ruba bandiera”, applicato all’informatica. I concorrenti devono risolvere problemi di hacking etico per trovare una stringa di testo nascosta, chiamata appunto "flag" (bandiera), su web security, reverse engineering, binary exploitation, forensics e crittografia. Si tratta di una competizione fortemente selettiva, che ha messo alla prova competenze tecniche, capacità di problem solving e gestione della pressione.

Medaglia d'oro e d'argento in Cybersecurity
A guidare il successo italiano è stato Leonardo Mattei, studente del Liceo Scientifico Antonio Labriola di Roma. Ha conquistato la medaglia d’oro, classificandosi secondo nella classifica assoluta della competizione. Hanno ottenuto la medaglia d’argento: Jacopo Di Pumpo dell’I.T.S.O.S. Marie Curie di Cernusco sul Naviglio; Alan Davide Bovo dell’Istituto Superiore Pascal Comandini di Cesena e Manuele Pandolfi dell’Istituto di Istruzione Superiore Biagio Pascal di Roma. Capitano della squadra italiana per il 2026 Giulia Martino.
Per Mattei, Di Pumpo e Bovo è stata la seconda partecipazione consecutiva alle Olimpiadi Internazionali di Cybersecurity, dopo l’esperienza del 2025 a Singapore, dove la delegazione italiana ha conquistato due medaglie d’oro e due medaglie d’argento. L’esordio di Emanuele Pandolfi ha dimostrato la capacità del movimento italiano di rinnovarsi e valorizzare nuovi talenti, contribuendo fin da subito a uno dei migliori risultati internazionali mai ottenuti dall’Italia.
I quattro studenti sono stati selezionati sulla base dei risultati ottenuti nelle Olimpiadi Italiane di Cybersicurezza. Questo programma nazionale di formazione e competizione è nato nel 2021 e organizzato dal Laboratorio del CINI Cybersecurity National Lab con il supporto dell'Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale.
L'iniziativa rientra tra le azioni previste dalla Misura 65 del Piano di Implementazione della Strategia Nazionale di Cybersicurezza 2022-2026.
