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Come applicare concretamente l’AI in azienda: da Microsoft Copilot agli agenti intelligenti, la rivoluzione è già iniziata

Una giornata di studio promossa da 4D Sistemi Informatici, insieme a Microsoft e Also, ha mostrato scenari, casi d’uso e strumenti concreti per introdurre l’Intelligenza Artificiale nelle imprese. Dall’aumento della produttività alla nascita dei colleghi digitali.

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Nicoletta Buora

«Il vero valore che un’azienda deve far proprio è il pensiero discontinuo e la creatività delle persone». È da questa riflessione di Matteo Para, Ceo di 4D Sistemi Informatici, che parte il percorso di avvicinamento all’Intelligenza Artificiale proposto dalla società di system integration di Voghera, da oltre venticinque anni al fianco delle imprese nell’innovazione tecnologica.

Una sfida che non riguarda soltanto l’adozione di nuovi strumenti digitali, ma un cambiamento profondo del modo di lavorare e di concepire i processi aziendali. Un tema al centro della giornata di studio “Efficienza. Trasformazione. Rivoluzione”, organizzata da 4D Sistemi Informatici in collaborazione con Microsoft e Also nella sede milanese della multinazionale di via Pasubio.

L’AI corre più veloce di qualsiasi tecnologia del passato

A delineare lo scenario è stato Carlo Canevari, direttore generale di 4D Sistemi Informatici, che ha posto l’attenzione sulla rapidità con cui l’Intelligenza Artificiale si sta diffondendo nel tessuto economico mondiale.

«Negli Stati Uniti l’adozione dell’AI è già al 78% e sta diventando uno standard de facto. In Europa la crescita supera il 50%, ma il tasso di utilizzo è ancora attorno al 20%. In Italia il fenomeno è ancora più accentuato: la crescita è del 99%, ma l’adozione si ferma al 16,3%».

Il motivo è semplice: le aziende cercano efficienza e produttività. Secondo le stime presentate durante l’incontro, il ritorno dell’investimento è particolarmente significativo: «Per ogni dollaro investito in AI, il valore generato è pari a 3,7 dollari».

Il fattore tempo, dunque, diventa decisivo. «Oggi non adottare l’Intelligenza Artificiale significa correre un rischio concreto per il proprio business. La finestra temporale per l’adozione è stretta e nel 2030 l’AI passerà dall’essere un vantaggio competitivo a rappresentare uno svantaggio per chi non l’avrà implementata».

Da qui il percorso sintetizzato nel titolo dell’evento: prima l’efficienza, poi la trasformazione e infine la rivoluzione, quando saranno gli agenti intelligenti a lavorare in coordinamento con le persone, liberandole dalle attività a basso valore aggiunto e contribuendo a una maggiore profittabilità delle imprese e a una migliore qualità della vita lavorativa.

Da Internet all’AI: la nuova tecnologia general purpose

A confermare la portata del cambiamento è stato Maurizio Ferri, AI Partner Solution Sales Manager di Microsoft, che ha paragonato l’attuale rivoluzione dell’Intelligenza Artificiale a quella di Internet.

«All’inizio anche Internet era soltanto uno dei possibili strumenti digitali. Le aziende che ne hanno compreso il valore non si sono limitate a collegarsi alla rete: hanno cambiato pelle».

L’AI, ha spiegato Ferri, è una vera e propria tecnologia general purpose, cioè una tecnologia pervasiva e applicabile in tutti i settori produttivi. E la velocità di diffusione non ha precedenti: «Internet ha impiegato sette anni per raggiungere una diffusione globale; ChatGPT appena due mesi».

Nascono così le cosiddette Frontier Firms, le aziende di frontiera che hanno deciso di mettere l’Intelligenza Artificiale al centro dei propri processi.

«Stanno ripensando da zero il rapporto con i clienti, ricostruendo i processi con gli agenti intelligenti e accelerando l’innovazione. Innovano più delle altre perché l’AI consente di sperimentare di più».

La tecnologia, tuttavia, da sola non basta. «Le aziende più evolute hanno previsto un piano di change management per preparare le persone al cambiamento. In Italia stanno nascendo realtà di frontiera, ma il sistema nel suo complesso non è ancora pronto».

Microsoft Copilot, l’AI costruita per il lavoro

Proprio per accompagnare questa trasformazione Microsoft ha sviluppato una piattaforma integrata nella quale Copilot rappresenta il punto di accesso all’Intelligenza Artificiale.

La sua forza risiede nell’integrazione naturale con gli strumenti già utilizzati quotidianamente nelle aziende, da Microsoft 365 a Teams, da Outlook a SharePoint.

Il primo livello di funzionamento è rappresentato da Work IQ, che consente a Copilot di comprendere il contesto aziendale e di attingere in modo sicuro alle informazioni dell’organizzazione. Il secondo livello è quello degli agenti intelligenti, veri e propri colleghi digitali in grado di svolgere compiti specifici senza che l’utente debba abbandonare l’ambiente di lavoro.

Un ulteriore punto di forza è l’approccio multimodel, che permette di utilizzare il modello di AI più adatto al compito da svolgere, da GPT ai sistemi sviluppati da Anthropic e altri partner tecnologici.

«L’AI non è un software da installare, ma una tecnologia da integrare nei processi aziendali. Per ottenere una reale trasformazione serve un piano di adozione serio e strutturato», ha sottolineato Ferri.

Sperimentare per capire il vero valore dell’AI

La parte più operativa della giornata è stata affidata a Davide Acerbi, formatore aziendale di Also e partner di 4D, che ha mostrato applicazioni pratiche e casi d’uso di Microsoft Copilot.

«Le aziende hanno bisogno di comprendere il vantaggio reale dell’AI e questo può avvenire soltanto attraverso la sperimentazione, in un ambiente protetto e sicuro».

La velocità con cui l’Intelligenza Artificiale evolve rende infatti indispensabile un approccio pragmatico. Un vantaggio di Copilot è la sua presenza all’interno dell’ecosistema Microsoft già utilizzato dalla maggior parte delle imprese.

«Copilot è già incluso nel tenant Microsoft, cioè nello spazio cloud aziendale in cui sono presenti servizi come OneDrive, SharePoint e le piattaforme collaborative. Già con la versione base è possibile accedere alla chat di Copilot».

Acerbi ha chiarito anche la differenza tra le diverse declinazioni della piattaforma:

  • Copilot, assistente AI generale basato sul cloud, accessibile con Microsoft Account personale (MSA), spesso preinstallato sui PC e utilizzato per attività quotidiane private, come ricerca, scrittura e generazione contenuti, senza integrazione con dati aziendali.
  • Copilot Microsoft 365, per utenti aziendali che comprende la versione Copilot Chat (inclusa nelle licenze M365) e la versione integrata nelle app Microsoft 365 (Word, Excel, Outlook, Teams), con accesso controllato ai dati del cloud e rispetto delle policy aziendali.  Qui vi sono anche diverse versioni: standard, business e premium.
  • Copilot+ PC, che, sfruttando processori dedicati (NPU) e algoritmi LLM locali, elabora dati in locale con funzionalità specifiche, senza dipendere dal cloud o accedere automaticamente a Microsoft, eseguendo quindi funzionalità di intelligenza artificiale anche senza connessione Internet.

«Capire questa distinzione è fondamentale per progettare soluzioni sicure ed efficaci».

Dagli agenti ai risparmi concreti: l’AI genera valore

Uno degli aspetti più interessanti emersi durante la relazione riguarda la capacità di Copilot di creare e utilizzare agenti intelligenti.

«Si può partire dal basso e crescere gradualmente. Anche con le licenze standard è possibile creare i primi agenti e imparare a utilizzarli».

L’adozione deve però lasciare spazio alla sperimentazione.

«Bisogna dare poche regole chiare e lasciare le persone libere di provare. Se l’AI viene governata in modo eccessivamente rigido, si rischia di ingessarla».

I benefici sono già misurabili. Secondo i dati illustrati da Acerbi, risparmiando appena cinque ore di lavoro alla settimana, un’azienda composta da dieci persone può ottenere un beneficio economico di circa 70 mila euro all’anno.

Gli agenti intelligenti, i nuovi colleghi digitali

La frontiera più avanzata è rappresentata dagli agenti intelligenti, sistemi capaci di reperire informazioni, eseguire attività e operare in autonomia secondo regole stabilite dalle persone.

«Questa è la vera chiave di volta per l’azienda, che va oltre Copilot».

Durante l’incontro sono stati presentati casi concreti in aziende industriali: dall’agente in grado di consultare i manuali di manutenzione di un impianto industriale e analizzare una fotografia per individuare eventuali anomalie, fino ai sistemi capaci di assistere il personale commerciale nell’identificazione dei corretti protocolli tecnici in contesti produttivi complessi.

All’orizzonte si intravvede già un nuovo format di agenti – appena lanciato da Microsoft – che andrà a modificare il concetto stesso delle app attuali. Ma facciamo un passo per volta.

«Tuttavia, l’AI da sola non può sostituire le persone. Siamo noi che conosciamo il contesto e possiamo suggerire idee e richiedere soluzioni. Questo non impoverisce il lavoro umano, ma ne stimola l’ingegno», conclude Davide Acerbi.

Il messaggio conclusivo emerso dalla giornata di studio è che l’Intelligenza Artificiale è già oggi una leva concreta di competitività e innovazione.

E la differenza, ancora una volta, la fanno le persone, la loro capacità di sperimentare e quel pensiero creativo e discontinuo che, come ricorda Matteo Para, rappresenta il vero elemento distintivo dell’intelligenza umana.