Arriva dagli USA una blacklist per robotica umanoide e inverter. La Federal Communications Commission (FCC) ha annunciato il 28 luglio 2026 l'aggiunta alla propria Covered List (l'elenco di apparecchiature considerate un rischio per la sicurezza nazionale statunitense, ndr) di due nuove categorie di prodotti. Si tratta degli inverter di potenza e dei dispositivi robotici avanzati di produzione estera, quindi fuori dal territorio USA.
Il chairman della FCC Brendan Carr ha commentato l'annuncio, sottolineando che la Commissione continuerà a fare la propria parte per proteggere le filiere strategiche americane. Agisce, a suo dire, "in sintonia con le agenzie di sicurezza nazionale".
Cosa rientra nella "robotica avanzata" bandita dagli USA
Il documento della FCC dà una definizione precisa degli "Advanced robotic device". Rientrano in questa categoria dispositivi mobili (robot autonomi, umanoidi e quadrupedi) dotati di sensori ambientali, connettività di rete (Wi-Fi, Bluetooth, cellulare o satellitare) e software (anche firmware o modelli AI) che ne controlli la navigazione o la raccolta dati. I dispositivi devono avere un peso complessivo superiore a 2 kg.
Restano esclusi i bracci robotici industriali fissi, i robot chirurgici e medicali, i droni e i veicoli connessi o subacquei, già disciplinati da normative specifiche.
Anche gli inverter, oltre alla robotica umanoide, nella blacklist USA
Per quanto riguarda gli inverter, sono coinvolti tutti quei dispositivi che convertono la corrente continua generata da fotovoltaico e sistemi di accumulo in corrente alternata per la rete.
La determinazione richiama la dipendenza della filiera USA da fornitori esteri. Secondo dati citati nel documento FCC, solo il 7% delle spedizioni di inverter negli Stati Uniti proviene da produttori con sede nel Paese. Il segmento utility-scale è invece dominato da aziende straniere.
Il rischio individuato riguarda in particolare la connettività remota di questi dispositivi, sempre più diffusi su una rete elettrica. Secondo le stime riportate, la rete stessa si affida già a oltre 46 GW di potenza gestita da sistemi inverter-based.
Le motivazioni "tecniche" della decisione di una blacklist USA per robotica umanoide e inverter
A differenziare questo provvedimento FCC da un generico allarme geopolitico è la quantità di episodi tecnici concreti richiamati a motivare questa nuova blacklist.
Per gli inverter, la FCC cita la scoperta di 46 vulnerabilità in inverter solari di tre importanti produttori, e un caso in cui un produttore extra-USA ha disattivato da remoto i propri inverter installati sul territorio americano nel corso di una disputa commerciale con un distributore.
Sulla robotica umanoide invece ci sono altri esempi.
- Una vulnerabilità individuata a inizio 2026 che ha permesso a un singolo utente di ottenere accesso remoto a migliaia di robot domestici in uso in tutto il mondo, con visibilità su feed video, audio dei microfoni e mappe dettagliate delle abitazioni;
- Un exploit, documentato da IEEE Spectrum, che consentiva la presa di controllo di intere flotte di robot quadrupedi di produzione cinese;
- Una backdoor pre-installata scoperta nell'aprile 2025 su robot quadrupedi, in grado di garantire accesso completo al feed della videocamera e al controllo del dispositivo.
La determinazione richiama inoltre la crescente diffusione di sensori ad alta risoluzione (LiDAR, elettro-ottici/infrarossi, acustici e termici) a bordo dei robot avanzati, capaci di generare mappe dettagliate degli ambienti in cui operano. Un patrimonio di dati che, secondo il documento, avrebbe valore strategico per servizi di intelligence stranieri se non adeguatamente protetto.
Anche il manufacturing tra le applicazioni che preoccupano gli USA
Il provvedimento non riguarda solo l'uso domestico o di sorveglianza. La determinazione sottolinea il ruolo crescente della robotica avanzata anche nel manufacturing. Qui queste tecnologie vengono già impiegate per la movimentazione dei materiali e l'evasione degli ordini.
E anche nella sicurezza delle infrastrutture critiche, dove robot quadrupedi sono utilizzati per il monitoraggio di data center e strutture sensibili.
Proprio la dipendenza crescente da questi sistemi, secondo il documento FCC, rende ancora più critica la sicurezza della loro filiera produttiva e del software che li governa.
Conseguenze e una via d'uscita per i produttori
L'iscrizione nella Covered List FCC impedisce ai dispositivi coinvolti di ottenere l'Equipment authorization FCC necessaria per la commercializzazione negli Stati Uniti.
È importante però precisare che il provvedimento non è retroattivo. Non incide sull'uso continuato da parte dei consumatori dei dispositivi già acquisiti, né impedisce ai rivenditori di continuare a vendere, importare o commercializzare modelli precedentemente approvati. Resta inoltre esclusa qualsiasi limitazione all'acquisto o all'uso da parte del governo federale statunitense. Il divieto riguarda quindi solo i nuovi modelli non ancora autorizzati.
I produttori possono comunque richiedere una Conditional Approval - per la robotica al Department of War e per gli inverter al Department of Homeland Security - dimostrando che i propri dispositivi non presentano i rischi individuati. La FCC aggiornerà la Covered List pubblica man mano che queste richieste saranno esaminate.
Le reazioni nel comparto della robotica umanoide
Particolarmente impattato da questo provvedimento è il mercato della robotica umanoide, oggi dominato da produttori cinesi.
Secondo le analisi della società di ricerca Omdia, le aziende cinesi hanno rappresentato la maggior parte delle circa 13mila spedizioni globali di robot umanoidi nel 2025. Il solo produttore AgiBot che ne ha spedite oltre 5mila, pari al 39% del totale mondiale.

È in questo scenario che si inserisce la reazione di Pechino. La portavoce del ministero degli Esteri cinese Mao Ning ha definito il provvedimento USA una "forma di protezionismo che non rende gli Stati Uniti più competitivi e che finirebbe per danneggiare gli interessi delle stesse aziende e dei consumatori americani".
Cinesi e non, per tutti i produttori che esportano verso gli Stati Uniti restano due nodi principali: la tempistica e l'esito delle richieste di Conditional Approval, che la FCC aggiornerà periodicamente sulla propria Covered List pubblica. Due elementi che condizioneranno inevitabilmente l'ingresso delle merci negli USA.
