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In crescita a livello globale il consumo di macchine utensili

Il trend positivo del consumo di macchine utensili proseguirà in modo deciso da qui al 2015, interessando anche l’Area Euro

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Virna Bottarelli
L'industria manifatturiera mondiale investe in beni strumentali: il trend positivo del consumo di macchine utensili proseguirà in modo deciso da qui al 2015 interessando anche l'Area Euro.
Questo è quanto emerge dai dati elaborati dal Centro Studi & Cultura di Impresa di Ucimu a partire dallo studio di Oxford Economics. Nel periodo compreso tra il 2011 e il 2015, il consumo mondiale di macchine utensili crescerà del 45% fino a raggiungere il valore record di 88,6 miliardi di euro.

L'incremento della domanda di sistemi di produzione sarà più deciso nell'area asiatica, dove il consumo crescerà del 53%, oltre i 61 miliardi di euro. D'altra parte, nonostante si tratti di un mercato maturo, anche l'Europa vedrà crescere la domanda di macchine utensili, che salirà a 16 miliardi di euro, il 28% in più rispetto al 2011.
Sebbene la sostituzione dei macchinari obsoleti e l'acquisizione di nuovi che interesserà l'Europa nel periodo 2011-2015 non saranno sufficienti a recuperare il terreno perso con la crisi del 2009, l'Area Euro si confermerà seconda nella graduatoria mondiale di consumo, dopo l'Asia e prima delle Americhe (qui la domanda si attesterà a 10,7 miliardi di euro).

Più nel dettaglio, sia Germania sia Italia continueranno a investire in tecnologia di produzione. Nel 2015, il consumo di macchine utensili da parte degli utilizzatori tedeschi si prevede sarà pari a 6,3 miliardi di euro, il 26% in più del valore registrato nel 2011. In Italia, invece, la domanda crescerà del 20% raggiungendo il valore di 2,4 miliardi di euro.
"Occorrerà aspettare la seconda parte del 2013 per assistere all'inversione di tendenza dell'andamento della domanda italiana", ha detto Luigi Galdabini, presidente di Ucimu-Sistemi per produrre, in occasione della conferenza di presentazione dell'imminente Bimu.

Secondo l'indagine trimestrale condotta da Ucimu-Sistemi per produrre, il 57,7% degli intervistati dichiara di prevedere, per l'ultimo trimestre dell'anno, una sostanziale stabilità dell'andamento della domanda interna. Il 23,1% si attende una diminuzione.
Sono invece più ottimisti i costruttori rispetto al mercato estero: la metà degli intervistati prevede stabilità, il 28% ritiene che la domanda espressa dagli utilizzatori stranieri crescerà.
Infine, l'analisi tendenziale del dato relativo alle consegne nei sei mesi successivi alla rilevazione - effettuata nel secondo trimestre dell'anno - conferma la lentezza della ripresa del mercato italiano. Il 57% dei rispondenti segnala una riduzione delle vendite. Solo il 24% registra un incremento sensibile delle consegne. Il restante 19% dichiara stabilità. La domanda straniera si conferma base di sostegno per il fatturato dell'industria italiana di settore: le consegne destinate oltreconfine nei sei mesi successivi alla
rilevazione risultano in crescita per il 68% delle imprese che
partecipano all'indagine. 
“Per questa ragione occorre pensare di incentivare le imprese a internazionalizzarsi sempre di più", ha dichiarato Galdabini. "Consapevoli che lo spazio di manovra non è ampio, i costruttori hanno richiesto un provvedimento, già allo studio delle autorità di governo, che permetta l'abbattimento dell'Irap, per la parte del costo del lavoro, pari alla quota di produzione che l'impresa destina alle vendite all'estero”.