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Realtà virtuale: cresce la domanda nell’industria

La realtà virtuale accelera anche nel manifatturiero. Secondo Mordor Intelligence, il mercato crescerà da 15,64 miliardi di dollari nel 2026 a 40,71 miliardi nel 2031, trainato da formazione, simulazione e servizi avanzati.

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Massimiliano Luce

La realtà virtuale sta diventando uno strumento sempre più concreto anche per il settore industriale. Secondo Mordor Intelligence, il mercato globale passerà da 15,64 miliardi di dollari nel 2026 a 40,71 miliardi nel 2031, con un tasso di crescita annuo composto del 21,08%. A sostenere questa espansione non è più soltanto l'intrattenimento. Cresce infatti l'impiego nelle imprese, dove la VR viene utilizzata per formazione, simulazione e sviluppo delle competenze.

Sempre più aziende inseriscono ambienti immersivi nei programmi di addestramento del personale. L'obiettivo è ridurre i tempi di apprendimento, aumentare la sicurezza e limitare gli errori durante le attività operative. Inoltre, la diffusione dei visori stand-alone favorisce l'impiego direttamente nei reparti produttivi, grazie all'assenza di cavi e alla maggiore libertà di movimento.

Realtà virtuale: le nuove opportunità per il manifatturiero

La ricerca di Mordor Intelligence evidenzia un'evoluzione significativa del mercato. L'hardware rappresenta ancora oltre il 90% dei ricavi nel 2025. Tuttavia, saranno soprattutto i servizi a crescere più rapidamente, con un cagr del 21,43% fino al 2031. Le imprese chiedono infatti soluzioni complete che comprendano sviluppo dei contenuti, integrazione con i sistemi aziendali e gestione delle piattaforme.

Nel manifatturiero aumenta anche l'interesse verso modelli basati sui risultati. Sempre più fornitori propongono contratti legati al numero di operatori formati, anziché alla semplice vendita dei dispositivi. Parallelamente, la disponibilità di processori dedicati e la riduzione dei costi dei visori rendono la tecnologia accessibile anche per le pmi.

Un ulteriore impulso arriverà dalla diffusione delle reti 5G e dell'edge computing. L'elaborazione dei contenuti nel cloud consente infatti di ridurre il costo dei dispositivi e di aggiornare rapidamente i moduli formativi destinati agli operatori.

Sfide tra privacy, comfort e competenze

Non mancano però le criticità. In merito al comfort, una parte degli utenti continua a manifestare nausea, affaticamento visivo e disorientamento durante sessioni prolungate. Di conseguenza, molte aziende devono mantenere percorsi formativi alternativi, riducendo il ritorno dell'investimento.

Anche la protezione dei dati rappresenta una sfida importante. I visori più evoluti raccolgono informazioni biometriche, come movimenti oculari ed espressioni del volto. In Europa, il rispetto del GDPR impone quindi misure aggiuntive per la gestione e l'anonimizzazione di questi dati, aumentando tempi e costi di implementazione.

Un ulteriore ostacolo riguarda la disponibilità di contenuti personalizzati. La realizzazione di simulazioni dedicate ai processi industriali richiede infatti competenze specialistiche e può richiedere da sei a dodici mesi.

Cosa sta accadendo nel mondo

Dal punto di vista geografico, il Nord America mantiene la leadership del mercato con il 37,36% dei ricavi nel 2025. Tuttavia, l'Asia-Pacifico registrerà la crescita più rapida grazie agli investimenti in 5G e manifattura avanzata.

L'Europa, invece, continua a investire nella realtà virtuale soprattutto nei settori automotive e aerospaziale. Allo stesso tempo, deve affrontare requisiti più stringenti in materia di tutela dei dati biometrici.

Per il comparto industriale la direzione appare comunque chiara: la realtà virtuale sta evolvendo da tecnologia sperimentale a piattaforma operativa per migliorare formazione, produttività e sicurezza.