Per la prima volta, AVEVA World, l'evento globale della software company industriale del gruppo Schneider Electric, è arrivato in Italia. L'appuntamento, dedicato all'Industrial Intelligence e alle tecnologie che stanno trasformando i settori dell'energia, delle infrastrutture, del manifatturiero e delle life sciences, ha offerto anche l'opportunità di entrare in uno dei luoghi più strategici per il sistema energetico nazionale: il centro di dispacciamento Snam di San Donato Milanese.
Una visita esclusiva che ha permesso di osservare da vicino come vengono monitorati e gestiti il trasporto e lo stoccaggio del gas naturale in Italia, grazie a un'infrastruttura digitale sviluppata insieme ad AVEVA.
Snam, 85 anni di infrastrutture energetiche al servizio dell'Europa

Con 85 anni di esperienza nella costruzione e gestione delle infrastrutture del gas naturale, Snam rappresenta uno dei principali operatori energetici europei. L'azienda è oggi leader in Europa nel trasporto e nello stoccaggio del gas e opera in tre grandi aree di business.
La prima è il trasporto, con una rete di circa 38 mila chilometri di gasdotti tra Italia ed estero che collega il Nord al Sud dell'Europa. La seconda è lo stoccaggio, con una capacità che rappresenta circa un sesto dell'intera disponibilità dell'Unione Europea. Infine, la rigassificazione, settore nel quale Snam è il terzo operatore europeo con una capacità annua gestita o cogestita di 28 miliardi di metri cubi.
Attraverso queste infrastrutture, il gruppo garantisce la sicurezza degli approvvigionamenti energetici italiani, favorisce l'integrazione tra differenti fonti di energia e supporta i processi di decarbonizzazione e sviluppo economico del Paese.
Il ruolo di AVEVA e l'evoluzione del sistema SCADA
La collaborazione tra Snam e AVEVA è iniziata nel 2011. La software company ha progettato l'architettura del sistema SCADA, la piattaforma industriale che costituisce il cervello operativo del trasporto e dello stoccaggio del gas.
SCADA, acronimo di Supervisory Control And Data Acquisition, è il sistema che consente di monitorare e controllare da remoto l'intera infrastruttura nazionale: gasdotti, stazioni di compressione, impianti di stoccaggio, valvole e altri asset distribuiti sul territorio.
L'evoluzione è stata costante. Tra il 2011 e il 2020 erano operativi due sistemi separati, uno dedicato al trasporto del gas e l'altro allo stoccaggio. Nel giugno 2020 è entrato in esercizio il nuovo SCADA TSS, una piattaforma integrata che ha unificato la gestione dei due ambiti.
Il percorso di innovazione non si ferma. Snam e AVEVA stanno infatti lavorando a SIGMA, il nuovo sistema di monitoraggio e automazione integrata del gas, la cui entrata a pieno regime è prevista nel 2027 e che sfrutterà le più recenti tecnologie disponibili sul mercato.
I numeri di una piattaforma critica per il Paese
I dati illustrano la complessità del sistema.
Il centro di dispacciamento monitora e controlla:
- 13 stazioni di compressione del gas;
- 9 impianti di stoccaggio;
- circa 7.000 dispositivi di campo;
- oltre 200 comandi remoti eseguiti ogni giorno;
- circa 120.000 variabili gestite;
- oltre 10.000 dati elaborati ogni minuto;
- una disponibilità media del sistema del 99,99%;
- circa 300 allarmi gestiti quotidianamente.
Le stazioni di compressione svolgono un ruolo fondamentale perché permettono di aumentare la pressione del gas e consentirne il trasporto lungo migliaia di chilometri di rete.
Dentro la control room di San Donato: il cuore operativo del gas italiano

Snam dispone di un solo centro fisico di dispacciamento per il gas, situato a San Donato Milanese, dal quale vengono controllate tutte le pipeline nazionali, gli impianti di stoccaggio e le interconnessioni con il Nord Europa e il Mediterraneo.
La control room è presidiata ventiquattro ore su ventiquattro. Ogni turno è composto da sette persone: un manager, due esperti senior - uno dedicato alla rete gas e uno allo storage - e quattro giovani dispatcher che operano in prima linea.
Il loro compito è ricevere le richieste operative, monitorare il sistema SCADA e gestire da remoto gli asset per garantire la continuità del servizio. Ogni giorno viene ricevuto un programma operativo che definisce il corretto livello di gas necessario al Paese.
Gli operatori devono inoltre assicurare il mantenimento della corretta pressione lungo la rete e presso circa 7.000 punti di consegna, movimentando i flussi di gas attraverso le tredici stazioni di compressione e le 9 centrali di stoccaggio distribuite sul territorio.
Ogni postazione dispone di sei monitor, quattro dei quali dedicati al sistema SCADA e due ad altri sistemi informativi. Gli operatori possono configurare internamente la rappresentazione degli asset e gestire gli allarmi secondo differenti livelli di severità.
Cybersecurity e resilienza: una priorità nazionale
La rete del gas rappresenta un'infrastruttura critica del Paese e la sicurezza informatica assume un'importanza strategica.
Snam collabora con l'Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN), che esegue verifiche e test di sicurezza sul sistema SCADA. L'obiettivo è garantire la resilienza dell'infrastruttura e la continuità del servizio anche in scenari di emergenza.
L'architettura è stata progettata con elevati livelli di ridondanza. Sono presenti due centri di dispacciamento, uno dei quali dedicato alle emergenze, e l'intero sistema SCADA è replicato. Gli operatori possono passare da un ambiente all'altro senza impatti per gli utenti e senza interruzioni operative.
L'AI nelle infrastrutture critiche: l'uomo resta al centro

L'intelligenza artificiale è già presente in alcune attività di Snam, ad esempio nelle previsioni della domanda di gas. Tuttavia, nei centri di dispacciamento il ruolo delle persone resta centrale.
L'AI Act europeo identifica le infrastrutture critiche come ambiti nei quali il controllo umano deve rimanere sempre determinante. Le decisioni operative, soprattutto quelle legate alla sicurezza e alla continuità del servizio, continuano quindi a essere affidate agli operatori.
Anche sul fronte della manutenzione, l'azienda sta evolvendo il proprio approccio verso la Condition-Based Maintenance, ossia la manutenzione basata sulle condizioni reali degli impianti. In questo modello, gli interventi non vengono programmati esclusivamente a intervalli fissi, ma vengono eseguiti quando i dati indicano un deterioramento delle apparecchiature o la possibilità di un guasto imminente.
La visita al centro di dispacciamento di San Donato ha mostrato in modo concreto come la trasformazione digitale delle infrastrutture energetiche non sia soltanto una questione di software e automazione, ma soprattutto di integrazione tra tecnologie avanzate, competenze umane e resilienza operativa.
