HomeFactory AutomationRoboticaEmbodied AI: record mondiale per Honor D1, il robot umanoide “runner”

Embodied AI: record mondiale per Honor D1, il robot umanoide “runner”

Nuovo record per un robot umanoide che vince la mezza maratona di Beijing Yizhuang, superando con soli 50’26’’ anche il miglior punteggio umano di 57’20’’.

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Gaia Fiertler

In gara alla “Beijing Yizhuang Half-Marathon & Humanoid Robot Half-Marathon” dello scorso aprile 12mila corridori e 300 robot umanoidi da 102 team globali, con una partecipazione cinque volte superiore a quella del 2025.

Il vincitore della mezza maratona è stato Honor D1, un robot dalle sembianze umane. Lo ha sviluppato l’omonima azienda cinese, come risultato di sviluppo e innovazione del piano strategico decennale “Alpha Plan”, che ha trasformato un produttore di smartphone in ecosistema completo di soluzioni AI per dispositivi mobili, wearable e robotici in ogni scenario d’uso.

Come funziona il robot umanoide Honor D1

Il robot runner si basa sull’elettronica di precisione. La struttura umanoide è alta 169 cm e dotata di gambe da 95 cm.

A equipaggiarla ci sono 159 componenti strutturali metallici specializzati e moduli articolari integrati, capaci di raggiungere una coppia motrice massima di 600 Nm. Newton metri è l’unità di misura che indica la forza di torsione che i motori del robot riescono a generare per far ruotare gli arti.

Grazie a questo hardware, nettamente superiore agli standard di settore del 2025, il robot ha mantenuto un forte equilibrio dinamico e ha potuto recuperare da solo dopo collisioni avvenute in gara, senza bisogno di intervento umano.

Tecnologie da smartphone al servizio della robotica avanzata

La Physical AI di Honor, che ha conquistato tutte le prime sei posizioni della mezza maratona cinese con la propria batteria di corridori, rappresenta l’evoluzione naturale delle competenze maturate nei dispositivi mobili.

Honor D1 integra infatti le tecnologie chiave del brand, come l’On-Device AI per la percezione spaziale in tempo reale, fino a un sistema proprietario di raffreddamento a liquido da 4 litri al minuto.

Questo sistema di raffreddamento deriva dall’ingegneria termica degli smartphone e consente di mantenere i motori a temperatura controllata, durante una gara di oltre 21 km.

Anche la gestione energetica segue l’approccio efficiente del mobile, con un’autonomia superiore a 10 km per batteria e un sistema di sostituzione rapida, che supera uno dei principali limiti che vengono associati ai robot umanoidi, ossia la scarsa durata operativa.

Honor D1 e la Augmented Human Intelligence

Di fatto il software è governato da una filosofia di sviluppo chiamata Augmented Human Intelligence (AHI), basata sulla cosiddetta Three-Brain Synergy (Sinergia dei tre cervelli). Questa architettura collega l’intelligenza personale dell’utente, l’intelligenza cloud universale e l’intelligenza computazionale di tipo Edge, integrata direttamente sul robot.

Sul numero di maggio di Automazione News Magazine è disponibile un'intervista sull’evoluzione dell’Embodied AI e sulle molteplici possibilità della robotica umanoide ad Antonio Frisoli, professore di Ingegneria Meccanica e docente di Robotica alla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e Presidente del Competence Center Artes 4.0.