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Robotica per l’intralogistica: Angelini Technologies entra in LAB0 e investe sull’automazione nel carico/scarico

Un sistema brevettato a doppio braccio robotico, piattaforma mobile cingolata e software proprietario con AI: ecco l'architettura tecnica che ha convinto Angelini Technologies ad acquisire una partecipazione in LAB0, startup italo-americana che punta a risolvere uno dei colli di bottiglia dell'intralogistica moderna.

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Alice Alinari

Nel panorama dell'automazione industriale, la gestione dei magazzini ha fatto passi da gigante nell'ultimo decennio: sistemi AS/RS, AGV, AMR e picking robotizzato hanno trasformato radicalmente le operazioni interne. Eppure, a monte di tutto questo, esiste ancora un processo che nella grande maggioranza dei casi viene gestito con lavoro manuale: il carico e lo scarico di pacchi da container e camion.

Il contesto: perché il carico/scarico è ancora un problema irrisolto

L'ambiente interno di un container è caotico per definizione: pacchi impilati in modo non uniforme, carichi scivolati durante il trasporto, condizioni di illuminazione variabili, superfici irregolari. Nessuna di queste variabili è prevedibile in anticipo, e la combinazione di tutte insieme ha finora scoraggiato soluzioni robotiche affidabili e scalabili.

Il mercato potenziale è enorme: stime aggregate da Polaris Market Research, Precedence Research e Market Research Intellect indicano un valore di 8 miliardi di dollari entro il 2030. Eppure, la complessità tecnica ha tenuto lontani dalla piena automazione i principali operatori del settore. È in questo spazio che si inserisce LAB0.

L'ingresso di Angelini Technologies nel capitale di LAB0 e l'apertura di una nuova sede a Boston

Il 13 aprile 2026, Angelini Technologies, società di Angelini Industries attiva a livello globale nell'automazione industriale attraverso la controllata Fameccanica, ha annunciato l'acquisizione di una partecipazione di minoranza in LAB0, Inc., startup con sede a Portland (Oregon) e un centro di ricerca e sviluppo a Genova.

L'investimento non è puramente finanziario: l'obiettivo dichiarato è accompagnare LAB0 dalla fase di prototipazione alla produzione su scala industriale, con la possibilità di ulteriori round di investimento fino a una potenziale acquisizione totale, in funzione dell'evoluzione del mercato.

Per Angelini Technologies, l'operazione si inserisce in una strategia di espansione americana già in atto. Contestualmente all'annuncio, la società ha confermato l'apertura di una nuova sede a Boston (1.700 metri quadrati operativi dal 16 aprile) dedicata alla robotica per la logistica, con l'obiettivo di raggiungere progressivamente 25 professionisti tra ingegneri meccanici, informatici e specialisti in robotica avanzata entro i prossimi due anni.

L'architettura tecnica del sistema robotizzato LAB0

Ciò che distingue LAB0 dalla concorrenza non è un singolo componente, ma l'integrazione di tre sottosistemi progettati per lavorare in modo sinergico. Il sistema è brevettato presso l'USPTO (United States Patent and Trademark Office) ed è stato presentato pubblicamente per la prima volta al Promat 2025.

Doppio braccio robotico coordinato: perché due fanno la differenza

La grande maggioranza delle soluzioni di picking robotizzato attualmente disponibili si basa su un singolo end-effector. LAB0 ha scelto un'architettura a doppio braccio coordinato, una scelta progettuale che impatta direttamente sulla produttività e sulla continuità operativa.

I due bracci lavorano in alternanza continua: mentre il primo trasferisce un pacco sul nastro trasportatore, il secondo acquisisce già informazioni visive e geometriche sul pacco successivo da prelevare. Il risultato è un flusso di lavoro ininterrotto, senza i tempi morti tipici delle architetture a braccio singolo.

Dal punto di vista cinematico, ogni braccio integra sette gradi di libertà: i sei giunti rotazionali classici di un manipolatore seriale a cui si aggiunge un asse lineare. Quest'ultimo consente al braccio di scorrere lungo la piattaforma di supporto, avvicinandosi fisicamente al carico o al nastro trasportatore in funzione del task corrente, un vantaggio significativo in uno spazio di lavoro ristretto e variabile come l'interno di un container.

Piattaforma mobile cingolata: operare nell'ambiente reale

Il sistema robotico è montato su un veicolo cingolato compatto, progettato per entrare e uscire autonomamente dal container e muoversi al suo interno su superfici irregolari, incluse le condizioni tipiche delle baie di carico di magazzini e centri di distribuzione.

La scelta del cingolato rispetto a soluzioni su ruote garantisce stabilità e trazione anche in presenza di pavimentazioni non uniformi o ostacoli di piccole dimensioni, condizioni ricorrenti nell'ambiente reale di un dock di carico.

La piattaforma integra telecamere e illuminazione controllata per l'acquisizione di informazioni visive e geometriche. Il sistema è in grado di rilevare:

  • dimensioni e posizione dei pacchi
  • etichette e codici SKU (Stock Keeping Unit)
  • eventuali danni all'imballaggio
  • ostacoli sul fondo del container, inclusi pacchi caduti durante il trasporto

Quest'ultimo punto merita attenzione: i pacchi a terra rappresentano uno degli scenari più problematici per i sistemi di automazione tradizionali. Il sistema LAB0 li tratta come una condizione operativa standard, non come un'eccezione da gestire manualmente.

La piattaforma è inoltre collegata a un nastro trasportatore telescopico: una volta che il veicolo è posizionato all'interno del container, il nastro si estende e si posiziona in modo da ricevere i pacchi trasferiti dai bracci robotici, garantendo continuità con il sistema di movimentazione esterno al container.

Software proprietario: il vero differenziatore competitivo della robotica per l'intralogistica

Il componente più strategico del sistema LAB0 non è meccanico, ma software. La piattaforma software proprietaria, interamente sviluppata dal team della startup, orchestra in tempo reale tutte le fasi del ciclo operativo, strutturate in quattro livelli funzionali.

Percezione: il sistema acquisisce dati dalle telecamere, identifica gli oggetti presenti nel campo visivo, stima dimensioni e posizione nello spazio e determina le modalità di presa ottimali per ciascun pacco.

Processo decisionale: sulla base dei parametri acquisiti (layout, dimensioni, forma, peso stimato, stato dell'imballaggio), il software seleziona l'oggetto da prelevare e definisce la sequenza ottimale di azioni per il sistema nel suo complesso.

Pianificazione: vengono calcolate le traiettorie precise che ciascun braccio deve seguire, tenendo conto della cinematica, degli ostacoli rilevati e della posizione corrente degli altri elementi del sistema.

Esecuzione: i movimenti pianificati vengono eseguiti in modo coordinato dai due bracci.

Un elemento distintivo è la fase di simulazione preliminare: prima di entrare fisicamente nel container, il sistema esegue una simulazione virtuale del task da compiere, "interiorizzando" le informazioni già disponibili sull'ambiente di lavoro. Questo riduce i tempi di adattamento iniziali e aumenta la robustezza operativa.

Il sistema integra inoltre machine learning proprietario per l'apprendimento continuo. I dati accumulati durante le operazioni reali vengono utilizzati per affinare i modelli di percezione, decisione e pianificazione nel tempo, migliorando autonomamente le prestazioni senza richiedere riprogrammazione manuale.

Un ulteriore vantaggio architetturale riguarda la portabilità del software. La piattaforma è stata progettata per funzionare con diversi tipi di hardware robotico, non vincolando il cliente a una specifica generazione di bracci o attuatori. Questo amplia significativamente la gamma di settori industriali in cui la tecnologia può essere applicata e riduce i costi di integrazione in contesti già parzialmente automatizzati.

Implicazioni per i responsabili di automazione e logistica

Per chi oggi si occupa di progettare o gestire sistemi di intralogistica, l'operazione LAB0-Angelini Technologies segnala alcune tendenze rilevanti.

L'automazione del dock sta maturando. Dopo anni di soluzioni parziali, sembra emergere un approccio sistemico (hardware + software + AI) in grado di affrontare la complessità reale dell'ambiente di carico/scarico. Il fatto che una realtà con il track record industriale di Fameccanica abbia scelto di investire in questa tecnologia è un segnale che merita attenzione.

L'architettura software è il vero asset difendibile. In un mercato in cui l'hardware robotico tende progressivamente a diventare commodity, la capacità di orchestrare percezione, decisione e movimento in ambienti non strutturati è il differenziatore su cui si costruisce il vantaggio competitivo a lungo termine.

La scalabilità multi-settore è un criterio di valutazione critico. Una soluzione progettata per adattarsi a diversi tipi di robot e a molteplici verticali industriali ha un profilo di rischio molto diverso rispetto a una soluzione verticale. Per chi valuta l'adozione di tecnologie di automazione, la portabilità del software diventa un fattore di selezione tanto importante quanto le performance operative.

L'hub Angelini Technologies di Boston, con il suo laboratorio dedicato ai test su sistemi robotici per la logistica - inclusi prototipi per magazzini automatici della grande distribuzione e dell'e-commerce - sarà il banco di prova in cui queste promesse si misurano con la realtà operativa.