HomeScenariIl settore manifatturiero nazionale nel 2026: stabile ma sotto pressione

Il settore manifatturiero nazionale nel 2026: stabile ma sotto pressione

Quasi 7 imprese manifatturiere su 10 sono allineate ai propri obiettivi aziendali, ma il 55% giudica insufficienti le misure della Legge di Bilancio 2026. Circa la metà è preoccupata per l'impatto dei dazi internazionali. Sono i dati chiave dell'Osservatorio MECSPE, realizzato da Nomisma sul terzo quadrimestre 2025 e presentato il 4 marzo a Bologna in apertura della 24ª edizione della fiera MECSPE.

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Valeria Villani

Con oltre 486.000 imprese attive a fine 2025, il settore manifatturiero si conferma uno dei pilastri dell'economia nazionale. Il quadro d'insieme è di sostanziale tenuta: quasi sette imprese su dieci dichiarano che l'andamento della propria azienda è coerente con gli obiettivi prefissati e circa il 30% esprime una soddisfazione alta o molto alta per i risultati raggiunti.

La resilienza del comparto non significa in ogni caso assenza di criticità. Nel terzo quadrimestre 2025 le imprese segnalano di aver percepito tre fattori di pressione principali:l'incertezza del contesto internazionale, l'andamento volatile dei prezzi delle materie prime; la difficoltà crescente nel reperire risorse umane qualificate.

Prospettive 2026–2027: fiducia moderata, investimenti selettivi

Guardando al biennio 2026-2027, il 56% degli imprenditori dichiara una fiducia moderata nell'evoluzione del proprio mercato, mentre il 26% si dice molto o decisamente fiducioso. Sul fronte operativo, il 35% delle imprese giudica il proprio portafoglio ordini adeguato o superiore alla capacità produttiva, e il 30% lo considera stabile.

Le priorità di investimento rispecchiano un approccio pragmatico. Le aziende puntano in primo luogo su efficienza, automazione e digitalizzazione come leve immediate di competitività. In un secondo momento si concentrano su trasformazioni strutturali di più lungo periodo come personalizzazione dei prodotti, transizione energetica e sostenibilità ambientale.

Legge di Bilancio 2026: gli incentivi non convincono le imprese

Uno degli elementi più critici fotografati dall'Osservatorio riguarda le misure di sostegno agli investimenti introdotte dalla Legge di Bilancio 2026. Dopo la conclusione del Piano Transizione 5.0 - già valutato con scarso entusiasmo dalle imprese - le nuove misure, tra cui l'Iperammortamento e il rifinanziamento degli incentivi per Industria 4.0, non sembrano invertire il trend.

Più della metà delle imprese le considera poco o per nulla sufficienti a sostenere la propria strategia di crescita. Oltre il 50% degli imprenditori non ha ancora deciso se avvalersene. Infine, solo 1 imprenditore su 5 prevede di presentare richiesta.

I principali ostacoli citati sono la complessità delle procedure, il mancato rispetto dei requisiti e la scarsa adeguatezza degli strumenti rispetto alle esigenze concrete. In alcuni casi emerge addirittura la scelta deliberata di investire senza ricorrere ad alcun sussidio pubblico, a conferma di un approccio imprenditoriale che mette al centro il valore della tecnologia, indipendentemente dagli incentivi disponibili.

Dazi internazionali: impatto reale sull'export del settore manifatturiero

Il tema dei dazi continua a pesare concretamente sull'attività delle imprese italiane. Due imprenditori su 10 segnalano effetti negativi significativi sulla propria attività; tre su 10 registrano impatti più contenuti ma comunque presenti. Infine, circa la metà del campione si dichiara molto o abbastanza preoccupata per l'evoluzione del quadro commerciale globale.

Il dato si inserisce in un contesto più ampio: il Centro Studi Confindustria ha rilevato un calo dell'export italiano nel quarto trimestre 2025 pari al -1,9%. Nonostante ciò, l'Osservatorio MECSPE offre un segnale di prudente ottimismo per il biennio 2026-2027: oltre la metà delle imprese prevede un export stabile, e circa il 28% si attende una crescita.

L'apertura di MECSPE 2026 a BolognaFiere: 2.000 espositori e 13 saloni tematici

La 24ª edizione di MECSPE (4-6 marzo 2026, BolognaFiere) si conferma appuntamento strategico di incontro e scambio per il settore manifatturiero e l'innovazione industriale, con oltre 2.000 aziende espositrici, 13 saloni tematici che coprono l'intera filiera produttiva e un programma ricco di convegni, dimostrazioni e momenti di networking B2B.

Il convegno inaugurale del 4 marzo 2025 ha messo al centro il tema della competitività manifatturiera oltre la logica dell'incentivo, chiamando a confronto istituzioni, centri di ricerca e imprese sul ruolo di tecnologia, competenze e capacità imprenditoriale nella creazione di valore nei nuovi scenari globali.

Le voci dal convegno inaugurale

Durante l'evento del 4 marzo, Raffaele Spallone (MIMIT) ha inquadrato la sfida strutturale del sistema produttivo. Secondo Spallone, la politica industriale si trova ad affrontare una sfida complessa. "Il Libro Bianco Made in Italy 2030, presentato dal MIMIT a inizio 2026, è la roadmap strategica per rafforzare la competitività italiana entro fine decennio, fondata su autonomia energetica, sovranità tecnologica e sicurezza economica", ha detto Spallone

Vincenzo Colla, Vicepresidente della Regione Emilia-Romagna, ha invece sottolineato l'urgenza di costruire alleanze. "Con la fine del PNRR dobbiamo guardare all'Europa per accedere ai prossimi finanziamenti. La Regione continuerà a sostenere innovazione tecnologica, sostenibilità e formazione come leve competitive. MECSPE rappresenta un momento di networking internazionale di grande rilevanza per il futuro del nostro sistema industriale".

Per Rosa Grimaldi, delegata del Comune di Bologna, il ruolo dell'ecosistema locale è fondamentale. "Bologna non è solo la sede di MECSPE: è un sistema integrato in cui manifattura avanzata, Tecnopolo, università e ITS lavorano insieme. MECSPE è un acceleratore strategico che rafforza il posizionamento del territorio come hub europeo dell'innovazione applicata all'industria".

Stefano Cattorini, CEO di BI-REX Competence Center, ha ribadito come la stabilità del fatturato e del portafoglio ordini dimostri la tenuta del sistema produttivo anche in uno scenario geopolitico imprevedibile. "BI-REX continuerà a essere punto di riferimento per le imprese che puntano su digitalizzazione, automazione e trasferimento tecnologico".

Infine, Gianpiero Calzolari, Presidente di BolognaFiere, ha ricordato come MECSPE sia il luogo in cui l'innovazione incontra il mercato, mentre Ivo Nardella, Presidente Senaf e Gruppo Tecniche Nuove, ha ricordato quanto oggi serva un'industria capace di camminare anche "senza stampelle", investendo perché la tecnologia crea valore reale.