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Digital Company 2030: i trend tecnologici che ridisegnano le imprese secondo Cefriel

La Digital Company 2030 è il modello di riferimento delineato dal report “Innovation Trends 2026” di Cefriel. L’indagine individua cinque trend tecnologici che rappresentano le fondamenta su cui costruire l’infrastruttura digitale delle imprese, dall’automazione avanzata alla fabbrica cognitiva.

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Massimiliano Luce

La Digital Company 2030 è una realtà organizzativa solida, capace di mantenere e rafforzare il proprio vantaggio competitivo grazie a tecnologie digitali, competenze e modelli operativi evoluti. È questo il concetto al centro del report “Cefriel Innovation Trends 2026”, presentato da Cefriel, centro di innovazione digitale fondato dal Politecnico di Milano.

Secondo Cefriel, la Digital Company 2030 non nasce da singole sperimentazioni. Al contrario, prende forma dall’integrazione coerente di tecnologie e persone. E richiede investimenti continui in ricerca, innovazione e sviluppo delle competenze. Come sottolinea Alessandro De Biasio, ceo di Cefriel, oggi il costo di non innovare supera quello di sperimentare. E la trasformazione più duratura nasce dall’incontro tra visione strategica, persone e tecnologia.

I trend tecnologici verso la Digital Company 2030

Nel report, esperti ed esperte di Cefriel individuano cinque trend tecnologici emergenti. Trend che accompagnano le imprese nell’affrontare nuove dinamiche competitive. E che costituiscono le fondamenta tecnologiche della Digital Company 2030.

Il primo riguarda il Quantum Computing. Secondo Cefriel, i primi computer quantistici in arrivo avranno un impatto rilevante soprattutto sulla crittografia. Inoltre, consentiranno di risolvere problemi oggi inaccessibili ai sistemi tradizionali. Si tratta di un cambiamento destinato a influenzare anche le infrastrutture digitali delle imprese.

Un secondo asse è la Human-AI Collaboration. L’intelligenza artificiale, infatti, sta diventando la logica con cui progettare software, sistemi fisici e processi. Tuttavia, questa evoluzione richiede nuovi modelli di governance. Modelli capaci di gestire tecnologie sempre più adattive ed evolute.

Automazione, dati e fabbrica cognitiva

Un ruolo centrale è svolto dalla Cognitive Factory. La fabbrica intelligente, grazie ad AI e IoT, si trasforma in un ambiente auto-apprendente. Un ambiente capace di anticipare eventi e supportare decisioni complesse in tempo reale. Secondo Cefriel, questo modello richiede resilienza, personalizzazione, ottimizzazione energetica e apertura a nuovi modelli di business data-driven.

Accanto a questo, emerge il tema del Digital Trust & Cybersecurity. L’uso industriale dell’AI crea infatti nuovi profili di rischio cyber. Per questo, la fiducia digitale diventa una componente infrastrutturale. Identità verificabili, integrità dei dati e tracciabilità delle decisioni dell’AI sono elementi chiave.

Infine, la Knowledge-Centric Society completa il quadro. I Data Space rappresentano l’evoluzione degli ecosistemi digitali. Governare in modo integrato dati tradizionali e nuovi asset digitali consente alle imprese di valorizzare la conoscenza aziendale su cui costruire il futuro.

Ricerca e formazione restano fattori abilitanti. Secondo Cefriel, la ricerca permette di anticipare il cambiamento. La formazione, invece, diventa lo strumento principale per affrontare l’incertezza tecnologica, sviluppando learning agility e capacità di adattamento.

In questo scenario, i trend individuati da Cefriel per il 2026 rappresentano le basi su cui costruire l’infrastruttura della Digital Company 2030. Le organizzazioni che sapranno integrarli in una visione strategica coerente saranno quelle in grado di trasformare l’incertezza in opportunità concreta, attraverso l’innovazione digitale.