In un’epoca in cui il digitale consente di lavorare a distanza e di connettere persone e organizzazioni indipendentemente dalla loro posizione geografica, l’innovazione continua ad avere bisogno di luoghi fisici. Perché è dall’incontro tra competenze diverse, dalla contaminazione tra esperienze e dalla possibilità di sperimentare concretamente le tecnologie che nascono nuove idee e, soprattutto, nuovi progetti.
È questa la filosofia alla base dell’Innovation Hub inaugurato da Fastweb + Vodafone all’interno di SmartCityLab Milano, lo spazio del Comune di Milano dedicato all’innovazione tecnologica e alla sperimentazione di soluzioni per la città intelligente, in via Ripamonti 88.
L’Hub mette a disposizione di imprese, startup e cittadini tecnologie come 5G, IoT, Cloud, Intelligenza Artificiale e cybersecurity, insieme alle competenze necessarie per progettare, testare e sviluppare soluzioni innovative. L’obiettivo è creare un ambiente aperto alla collaborazione, nel quale le tecnologie possano essere sperimentate in contesti reali e trasformate in applicazioni scalabili e replicabili.
«Due elementi sono imprescindibili per sviluppare innovazione: l’eterogeneità e la relazione», è quanto emerso nel corso dell’incontro di presentazione. Da una parte, attori diversi, con background tecnologici e competenze differenti, che lavorano su una piattaforma comune; dall’altra, la necessità di mantenere una dimensione fisica dell’innovazione, perché la tecnologia si sviluppa anche attraverso le connessioni tra le persone.
Pubblico e privato insieme per la città intelligente

Per Layla Pavone, Coordinatrice del board per l’innovazione tecnologica e la trasformazione digitale del Comune di Milano, l’apertura dell’Innovation Hub rappresenta un ulteriore passo nella crescita di SmartCityLab Milano come infrastruttura al servizio della trasformazione digitale della città.
«L’80% dei cittadini ha una relazione con il Comune attraverso sistemi digitali e le aspettative di efficienza sono sempre più alte», ha sottolineato Pavone, evidenziando come la trasformazione digitale della pubblica amministrazione non sia un processo isolato, ma parte di un più ampio cambiamento del sistema Paese. Per generare valore, secondo Pavone, è quindi necessario lavorare insieme, mettendo in relazione istituzioni, aziende tecnologiche, startup e cittadini.Da qui anche l’importanza di uno spazio fisico come SmartCityLab, pensato per favorire l’incontro e la collaborazione.
Il valore della collaborazione pubblico-privato è stato sottolineato anche da Lucia Scopelliti, Direttrice DP Economia Urbana Moda e Design del Comune di Milano. SmartCityLab, ha spiegato, è uno spazio pubblico pensato anche per il privato: un luogo nel quale le startup possono sperimentare le proprie soluzioni e contribuire concretamente alla crescita dell’ecosistema.
La struttura, gestita da un raggruppamento temporaneo di imprese guidato da PwC Italia e composto da LifeGateWay, LifeGate, Underdogs, Webgenesys e Designtech, propone infatti programmi di accelerazione e incubazione dedicati alle nuove tecnologie, con una particolare attenzione anche all’Intelligenza Artificiale.
Dalla connettività all’AI: Fastweb + Vodafone come abilitatore
L’Innovation Hub rappresenta per Alessandro Magnino, Chief Strategy & Transformation Officer di Fastweb + Vodafone, un ulteriore passo nell’evoluzione del ruolo dell’operatore di telecomunicazioni. Non più soltanto fornitore di infrastrutture e connettività, ma soggetto che partecipa attivamente alla costruzione dell’ecosistema dell’innovazione.
«Fare innovazione significa trasformare un’idea in un progetto di business concreto, scalabile e capace di generare valore per il territorio», ha sottolineato Magnino. Per questo, startup e aziende devono poter testare e validare le proprie soluzioni in un ambiente tecnologico adeguato, mettendo alla prova le idee prima di portarle sul mercato.
Il punto di partenza è la connettività. In dieci anni, ha ricordato Magnino, il traffico sulle reti mobili è cresciuto di circa 30 volte, mentre quello sulle reti fisse è aumentato di nove volte. A questo sviluppo si aggiungono gli investimenti nelle infrastrutture, che in Italia valgono circa 1,5 miliardi di euro l’anno e riguardano non solo il potenziamento delle reti mobili e in fibra, ma anche le infrastrutture di supercomputing.
È in questo scenario che si inserisce anche l’AI Factory realizzata da Fastweb + Vodafone a Bergamo, un’infrastruttura basata su tecnologia Nvidia che, oltre all’addestramento di modelli linguistici, punta a rendere disponibili alle imprese del territorio servizi di Intelligenza Artificiale sovrani, con particolare attenzione alla gestione dei dati.
L’Innovation Hub milanese completa questa strategia con un luogo nel quale le tecnologie possono essere toccate con mano e sperimentate. Il rapporto con il territorio, del resto, non è nuovo. A Milano e in Lombardia Fastweb ha sperimentato negli anni diverse tecnologie innovative, a partire dal primo laboratorio 5G avviato già nel 2017, mentre numerosi progetti di open innovation hanno coinvolto startup e piccole realtà.
Un laboratorio permanente per le startup
Per Luca Chiodaroli, Digital Innovation Partner di PwC Italia e rappresentante dell’RTI che gestisce SmartCityLab Milano, le città rappresentano oggi il punto di incontro di grandi sfide tecnologiche, sociali e ambientali. Affrontarle richiede competenze diverse e la capacità di partire dai bisogni concreti dei cittadini.
«Non è sempre facile mettere allo stesso tavolo teste diverse», ha osservato Chiodaroli. Da qui la necessità di una struttura permanente che favorisca l’incontro e renda possibile una collaborazione continuativa.
Nel primo anno di attività SmartCityLab Milano ha ospitato e incubato dieci startup attraverso il programma HUMAN + AI, mentre altre dieci sono state selezionate per il programma successivo. Il laboratorio ha inoltre inserito stabilmente sei tecnologie innovative e accolto oltre 80 eventi, confermandosi come punto di riferimento per il dialogo tra i protagonisti dell’ecosistema dell’innovazione urbana.
«Questi traguardi rappresentano un punto di partenza, non di arrivo», ha spiegato Chiodaroli, indicando come obiettivo quello di consolidare SmartCityLab come piattaforma permanente capace di attrarre competenze, investimenti e sperimentazioni.
Le tecnologie e le startup nell’Innovation Hub

Nell’Innovation Hub la rete 5G e la fibra ottica costituiscono la base infrastrutturale per applicazioni che spaziano dalla mobilità alla sostenibilità, dalla sicurezza urbana ai servizi ai cittadini. A queste si affiancano tecnologie come Multi-access Edge Computing, Mobile Private Network e soluzioni di Intelligenza Artificiale.
Tra le startup presenti all’inaugurazione ci sono GridShare, attiva nel settore delle energie rinnovabili; Mama Insurance, MGA italiana AI native che sviluppa e distribuisce polizze personalizzate in modalità digitale; e NextMindLab, spin-off di Fastweb + Vodafone che ha sviluppato ROSS, un assistente agentico di Intelligenza Artificiale integrato con gli strumenti di produttività quotidiana.
Sono state inoltre mostrate alcune applicazioni concrete: AI Safety 4 Smart Mobility, piattaforma interoperabile per ottimizzare i flussi urbani con attenzione agli utenti vulnerabili come pedoni e ciclisti; Fastweb Power Control, soluzione per il monitoraggio intelligente dei consumi domestici; e FastwebAI Suite, piattaforma AI pensata per supportare la trasformazione digitale di aziende e Pubbliche Amministrazioni.
Milano come laboratorio europeo
La sfida, ora, è portare l’esperienza oltre i confini della città. Secondo Layla Pavone, Milano dispone già delle caratteristiche per proporsi come modello europeo: SmartCityLab ha ospitato anche altre città italiane ed europee e al suo interno si lavora al gemello digitale della Smart City di Milano, un progetto che può diventare un riferimento per la sperimentazione urbana.
La città ha inoltre presentato nell’ottobre 2025 il proprio Manifesto per l’uso dell’Intelligenza Artificiale, con l’obiettivo di definire un approccio etico, trasparente e centrato sulle persone nell’utilizzo dell’AI nella Pubblica Amministrazione.
La capacità di Milano di fare innovazione potrebbe essere ulteriormente valorizzata nei prossimi mesi, anche attraverso iniziative legate alla tecnologia e alla robotica, con l’idea di portare in città una dimensione collegata al CES di Las Vegas e di sviluppare un possibile «fuorisalone» dedicato a questi temi.
Resta però una sfida: comunicare meglio ciò che già esiste. «L’Italia è un Paese che innova tantissimo, ma spesso il cittadino non lo sa», ha osservato Chiodaroli. Perché l’innovazione non si misura soltanto nella capacità di sviluppare tecnologie, ma anche in quella di renderle comprensibili, accessibili e utili.
