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Packaging monomateriale: Irplast investe in una nuova linea produttiva ad Atessa, in vista del PPWR

Con una nuova linea produttiva da 30.000 tonnellate annue di film riciclabili, il sito abruzzese di Irplast anticipa i requisiti del PPWR, nel contesto di una filiera sempre più orientata a scenari di retrofit e adeguamento delle linee di confezionamento.

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Alice Alinari

Irplast, azienda italiana specializzata nella produzione di film BOPP a stiro simultaneo, etichette e nastri adesivi stampati e dal 2025 parte del gruppo giapponese Toppan, si prepara a inaugurare il prossimo 15 settembre ad Atessa (Chieti) una nuova linea industriale per la produzione di film speciali destinati al packaging.

L'impianto è basato sulla tecnologia LISIM (Linear Simultaneous Stretching Machine, estrusione a stiro simultaneo) fornita da Brückner Maschinenbau. Avrà una capacità produttiva di 30.000 tonnellate annue di film ad alte prestazioni per strutture monomateriali riciclabili.

La nuova linea si inserisce in un piano industriale più ampio. Negli ultimi anni, l'azienda ha investito complessivamente 60 milioni di euro per innovazione, crescita e internazionalizzazione. Sotto il profilo tecnologico e ambientale, l'impianto punta a un ulteriore miglioramento delle performance in termini di efficienza energetica, grazie all'adozione delle migliori tecnologie disponibili sul mercato.

L'ampliamento del sito di Atessa è, nelle parole di Fausto Cosi, presidente e amministratore delegato di Irplast, la naturale conseguenza della crescita che l'azienda ha registrato sui mercati internazionali nell'ultimo decennio. La nuova linea restituisce centralità strategica allo stabilimento, rafforzandone il ruolo nella produzione di soluzioni ad alte prestazioni.

"Il mercato del packaging sostenibile continua a crescere in modo significativo. Noi proseguiamo gli investimenti su questo territorio. Consolidiamo la collaborazione con una filiera produttiva locale sempre più innovativa e orientata al futuro", aggiunge il Ceo.

Il contesto normativo: il nuovo Regolamento europeo sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio (PPWR)

Questo progetto arriva in un momento in cui il PPWR (Regolamento UE 2025/40) sta ridisegnando i requisiti di riciclabilità degli imballaggi in tutta l'Unione Europea. Il Regolamento spinge i produttori di film plastici verso soluzioni monomateriali più facilmente riciclabili rispetto alle strutture multistrato tradizionali.

Ricordiamo che il PPWR impone che entro il 2030 tutti gli imballaggi immessi sul mercato europeo siano progettati per il riciclo effettivo. Gli obblighi diventano applicabili anche a chi utilizza gli imballaggi per confezionare, distribuire e commercializzare prodotti sul mercato europeo, e non solo ai produttori di materiali.

Per i costruttori di macchine e i fornitori di tecnologie di automazione, il Regolamento si traduce in una pressione diretta su almeno tre fronti. Il primo è quello del retrofit. Molte linee esistenti, progettate per gestire strutture multistrato, dovranno essere adattate per processare film monomateriali riciclabili, che spesso richiedono parametri di processo diversi (temperature di saldatura, tensionamento, gestione degli scarti). Per le aziende food & beverage italiane il retrofit intelligente potrebbe rappresentare il percorso più realistico per affrontare questa transizione. Permette di valorizzare gli investimenti già fatti in macchinari, dando maggiore capacità di adattamento in vista di interventi successivi di automazione e tracciabilità lungo le linee.

Il secondo fronte è quello della flessibilità dei materiali. Con l'ingresso di nuovi film mono-materiale sul mercato, come quelli oggetto del nuovo impianto di Atessa, le macchine di confezionamento dovranno essere in grado di gestire un ventaglio più ampio di substrati. Substrati che spesso hanno caratteristiche meccaniche differenti rispetto ai film compositi tradizionali.

Il terzo riguarda la documentazione e tracciabilità. Dal 12 agosto 2026 è obbligatoria la Dichiarazione di Conformità UE (DoC). Si tratta di un documento che attesta il rispetto dei requisiti del PPWR (limiti PFAS, criteri di riciclabilità, contenuto riciclato e minimizzazione). Deve essere redatto dal fabbricante prima dell'immissione sul mercato. Questo comporta la necessità di sistemi di automazione capaci di raccogliere e trasmettere dati di processo lungo tutta la filiera, dal produttore di film fino al confezionatore finale.

Non va inoltre trascurato che l'Allegato V del Regolamento vieta specifici imballaggi monouso in plastica. Tra questi sono inclusi i film di raggruppamento per lattine e bottiglie. Questo elemento ridefinisce ulteriormente il perimetro dei materiali su cui costruttori di macchine e fornitori di soluzioni di automazione dovranno orientare lo sviluppo prodotto nei prossimi anni.

In questo scenario, investimenti come quello di Irplast ad Atessa si collocano a monte della catena. La disponibilità di film mono-materiale ad alte prestazioni è la condizione necessaria perché i costruttori di macchine possano, a valle, sviluppare le linee di confezionamento capaci di lavorarli in conformità con i nuovi requisiti normativi.