Pur in uno uno scenario internazionale incerto, le aziende manifatturiere provano a continuare a investire nei processi produttivi, a innovare, a puntare sull’efficienza energetica per rafforzare competitività e resilienza.
È questa la fotografia restituita dall’Osservatorio MECSPE sull’industria manifatturiera relativo al I quadrimestre 2026 (indagine condotta da Nomisma nel periodo maggio-giugno 2026).
Per comprendere lo stato attuale e le potenzialità dell’industria manifatturiera italiana, che nel 2026 raggiungerà un valore di 1.168 miliardi di euro e che, tra il 2027 e il 2030, potrebbe crescere a un ritmo medio annuo dell’1% a prezzi costanti (Rapporto Analisi dei Settori Industriali, maggio 2026, Prometeia, Intesa Sanpaolo), bisogna partire dal livello di soddisfazione degli imprenditori.
Cautela ma non pessimismo per la manifattura italiana
Nei primi quattro mesi del 2026 il quadro che emerge non si può definire brillante, ma neppure critico. Solo il 16% degli intervistati dichiara infatti un basso livello di soddisfazione, mentre per il 55% è medio e per il 29% è alto.
Un cauto ottimismo che segue l’andamento dell’azienda. Quasi due terzi delle imprese (63%) si dichiarano in linea con gli obiettivi fissati per il 2026. Nei primi quattro mesi dell’anno oltre tre aziende su quattro hanno registrato un fatturato stabile o in crescita rispetto allo stesso periodo del 2025. Più di un’impresa su due valuta il proprio portafoglio ordini almeno sufficiente.
Anche guardando al futuro, c’è cautela ma non pessimismo. L’85% delle imprese affronta il biennio 2026-2027 con una fiducia almeno moderata, di cui il 22% con aspettative elevate. Il contesto resta sfidante, ma sta anche spingendo le imprese ad accelerare il cambiamento.
Da un lato l'incertezza internazionale rappresenta la principale criticità per quasi la metà delle aziende (48%), seguita dall'andamento generale del mercato (41%) e dall'aumento dei prezzi delle materie prime (40%). Dall'altro queste pressioni stanno inducendo gli imprenditori a ripensare strategie, processi e priorità di investimento in innovazione ed efficienza. Un approccio che conferma la capacità della manifattura italiana di reagire e trasformare le difficoltà in nuove opportunità di crescita.
Automazione e digitale: le sfide attuali accelerano l’innovazione
L’innovazione è quindi uno dei principali driver del cambiamento. Tra le tendenze destinate ad affermarsi o rafforzarsi nei prossimi anni, gli imprenditori indicano al primo posto l’automazione e la robotica per l’efficienza produttiva (34%). Seguono la digitalizzazione e l’interconnessione dei processi (33%) e la personalizzazione e produzione su misura (31%).
Cresce anche l’attenzione verso trasformazioni di più lungo periodo. Il 27% individua nella sostenibilità ambientale e i processi a basso impatto una delle principali direttrici di sviluppo. Il 23% invece guarda alla transizione energetica e alla riduzione dei consumi come aree strategiche su cui investire.
La strategia delle imprese appare quindi graduale e concreta. Si parte dalle tecnologie capaci di generare benefici immediati in termini di produttività, qualità ed efficienza, preparando così il terreno a trasformazioni più profonde.
In questo percorso, MECSPE Bologna (3 al 5 marzo 2027) si conferma il luogo in cui il cambiamento prende forma. Offre occasioni concrete di confronto e aggiornamento attraverso iniziative come MECSPE LAB-Spazio Innovazione, volta ad anticipare le tendenze di mercato e a divulgare contenuti di innovazione, e l’Arena MECSPE, punto di riferimento per il dibattito sui temi strategici del futuro dell’industria manifatturiera.
Export, cresce la fiducia: l’88% delle imprese vede opportunità sui mercati esteri
Segnali incoraggianti arrivano anche sul fronte delle prospettive dell’export. L’88% delle imprese guarda con fiducia al biennio 2026-2027. Il dato è in crescita rispetto alla rilevazione precedente che conferma la centralità dei mercati esteri nelle strategie di sviluppo del settore.
Più che arretrare, le aziende stanno ridefinendo le proprie direttrici di espansione. Tra le imprese esportatrici, il 33% punta a consolidare la presenza nei mercati già presidiati e ritenuti più stabili. Il 32% guarda a nuove destinazioni per diversificare il rischio e cogliere ulteriori opportunità di business. Un ulteriore 22% è impegnato nella ricerca di partner e distributori più affidabili e radicati a livello locale.
Anche la preoccupazione per i dazi appare più contenuta. Oltre la metà delle imprese si dichiara poco o per nulla preoccupato per il loro impatto sulle prospettive future dell’impresa. Dopo una prima fase di forte attenzione, una parte rilevante del sistema produttivo sembra quindi aver iniziato ad adattarsi al nuovo scenario commerciale adattando strategie e modelli di business per continuare a competere sui mercati internazionali.
Energia e filiere: dalle pressioni sui costi nuovi investimenti
Un’altra sfida riguarda i costi energetici che continuano a rappresentare una pressione per le imprese. Più di otto imprese su dieci prevedono un aumento dei costi energetici, anche se per il 57% i rincari avranno un impatto gestibile e non pregiudicheranno la sostenibilità aziendale.
La sfida energetica diventa anche una nuova opportunità di crescita. Il 42% delle aziende prevede infatti investimenti nelle energie rinnovabili o nell’efficienza energetica, trasformando la pressione sui costi in un’occasione per accelerare il passaggio verso modelli produttivi più sostenibili, efficienti e meno esposti alla volatilità energetica.
Una dinamica analoga interessa le catene di fornitura. Le difficoltà di approvvigionamento restano diffuse, ma per sette imprese su dieci hanno avuto un impatto moderato o minimo sulla produzione. Per rafforzare la resilienza delle filiere, le aziende stanno diversificando i fornitori, ricorrendo ad accordi di lungo periodo, aumentando le scorte e individuando materiali alternativi: interventi che contribuiscono a costruire supply chain più flessibili e preparate ad affrontare nuovi shock.
Appuntamento a MECSPE Bologna 2027
Dal 3 al 5 marzo 2027, BolognaFiere ospiterà la nuova edizione di MECSPE, punto di incontro strategico per la filiera manifatturiera italiana ed europea. Le imprese avranno l’opportunità di fare networking, scoprire i nuovi trend del mercato, conoscere in anteprima le novità del settore. Troveranno tecnologie e soluzioni per migliorare l’efficienza produttiva, digitalizzare i processi e affrontare le sfide legate all’energia, ai materiali e alla riorganizzazione delle catene di fornitura.

