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Nuova Sabatini: rifinanziata con 50 milioni di euro per il 2023

In attesa della Legge di Bilancio 2024, che sicuramente confermerà la misura, la Nuova Sabatini viene anticipatamente rifinanziata. Viene favorita un'indiretta liquidità per gli investimenti. E le imprese sono supportate almeno fino a fine anno.

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Marianna Capasso

Mentre si inizia a parlare, insistentemente, della prossima Legge di Bilancio per il 2024, arrivano importanti novità in continuità con quella del 2023.

In particolare, l’attenzione si focalizza sulla Nuova Sabatini, la cosiddetta “agevolazione senza tempo”, introdotta nell’ordinamento italiano un decennio fa, e particolarmente apprezzata dalle imprese del comparto manifatturiero.

Negli anni, l’agevolazione ha concesso, alle imprenditorie, oltre 4 miliardi di euro, ma si è reso necessario un continuo rifinanziamento per la sua operatività. E ciò è avvenuto, costantemente, con le varie Leggi Finanziarie varate, puntualmente, alla fine di ogni anno. Ma, ora c’è una piacevole novità.

La disciplina della Nuova Sabatini

La misura Beni Strumentali, comunemente conosciuta come Nuova Sabatini, dà alle imprese la possibilità di richiedere un finanziamento agevolato, a banche e intermediari creditizi individuati dal MIMIT. Il finanziamento serve per realizzare specifici investimenti, attraverso l’acquisto di beni nuovi. Ovvero immobilizzazioni materiali per impianti e macchinari, attrezzature industriali e commerciali, software e tecnologie digitali.

L’agevolazione consiste, essenzialmente, nell’abbattimento del tasso di interesse dei finanziamenti, con percentuali variabili, di cui se ne farà carico il MIMIT. Questa quota è un contributo a fondo perduto che alleggerisce il peso dell’operazione di investimento. A tali condizioni, gli acquisti dovrebbero essere incoraggiati. Con la disponibilità in capo alle aziende, potrebbe circolare più capitale, con un incremento della stessa produttività. È questa la ratio sottesa alla normativa.

Il contributo offerto dal MIMIT è variabile, funzionalmente alla tipologia di acquisto. Per i beni strumentali (investimenti ordinari) l’aliquota a carico del Ministero è del 2,75%. Per i beni 4.0 sale al 3,575%. Medesima percentuale per l’acquisto (o leasing) di macchinari, impianti e attrezzature nuovi di fabbrica, a uso produttivo e a basso impatto ambientale.

Nuova Sabatini: una storia lunga dieci anni

La misura Beni Strumentali, anche nota come Nuova Sabatini, è stata introdotta con D. L. 69 del 2013, ma ha subito, nel tempo, una serie di trasformazioni. Con il PNRR, tra l’altro, ha assunto un aspetto particolarmente “innovativo”, alla luce delle transizioni gemelle, ambientale e digitale, come richiesto da Bruxelles.

Nel 2022, infatti – prima con il Decreto interministeriale MIMIT del 22 aprile e poi con la Circolare del 6 dicembre – la materia è stata modificata, con l’introduzione di un nuovo contributo per gli investimenti green.

Nonostante i vari rifinanziamenti, le risorse risultavano particolarmente assottigliate dalle richieste, negli anni. A fine 2022, era disponibile circa il 10% dell’intero iniziale ammontare (4,2 miliardi), ovvero una quota inferiore a 500 milioni di euro. La Legge di Bilancio 2023 ha quindi predisposto una dotazione finanziaria di ulteriori 150 milioni. Di questi 30 per il 2023 e 40 per ciascuno degli anni dal 2024 al 2026. Ma, evidentemente, non sono bastati, e il Governo ha deciso di correre al riparo.

Il Governo e le novità di ottobre, per la Nuova Sabatini

Il 16 ottobre 2023, il Consiglio dei Ministri ha infatti approvato il disegno di Legge recante il bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2024 e il bilancio pluriennale per il triennio 2024-2026, con una interessane novità per la Nuova Sabatini. Tra le varie previsioni, in materia economica e fiscale, sono state introdotte misure urgenti per le imprese, ed è stata rifinanziata la misura agevolativa.

Per gli investimenti produttivi delle micro, piccole e medie imprese è stata infatti autorizzata una spesa pari a 50 milioni di euro per l’anno 2023. Così, non si interrompe il flusso degli investimenti produttivi in fieri e si assicura la continuità alle misure di sostegno. La somma – ingente se si considera la quota per l’intero 2023, pari a 30 milioni – risulta utilizzabile da subito. Per fortuna, bisognerebbe aggiungere, considerando che il credito della misura, al 13 ottobre 2023 contava poco più di 200 milioni di euro.

Pertanto, come confermato anche da un comunicato del MIMIT, le imprese potranno ricevere il contributo in un’unica tranche, accorpando quindi le rate, come previsto anche in passato. E, questo, è un dettaglio rilevante in considerazione delle difficoltà che le imprese stanno affrontando, a causa dell’aumento dei tassi applicati dalla Banca Centrale Europea, nel 2023.

Nuova Sabatini: rifinanziata con 50 milioni di euro per il 2023 - Ultima modifica: 2023-10-19T10:15:48+02:00 da Marianna Capasso