La Camera di Commercio italo-germanica (AHK Italien), per i 20 anni del Forum Economico Italo-Tedesco, ha commissionato uno studio a ISPI (Istituto per gli studi di politica internazionale) sulla capacità industriale dei due Paesi, il livello di know-how tecnologico, le competenze ingegneristiche e il loro livello di collaborazione.
Quello che emerge è che in certi settori Italia e Germania, insieme, hanno numeri che possono competere con Cina e USA. La sfida è mantenere questa attrattività in un contesto molto complesso. A tale proposito ISPI suggerisce una strategia in tre punti per mantenere, proteggere e potenziare la competitività e favorire il rilancio dell’economia europea che, per produttività, non cresce da anni.
Primi nell’export per mobilità elettrica/trasporti (28%) e macchinari avanzati e robotica (18%)
I due Paesi, che insieme rappresentano il 40% della produzione industriale dell’Unione europea, hanno elementi distintivi da proteggere e collegare in un complessivo rilancio industriale.
Nelle tecnologie per la mobilità elettrica e i trasporti, per esempio, Italia e Germania rappresentano insieme il 28% delle esportazioni mondiali dei prodotti analizzati, contro il 18% di Cina e il 7% di Stati Uniti.
Anche nei macchinari industriali avanzati e nella robotica i due Paesi detengono insieme una quota del 18%, contro il 19% cinese, che cresce in fretta, e il 9% statunitense. Il loro posizionamento risulta più solido nei segmenti a maggiore valore relativo. La Cina invece mostra una crescente leadership nei volumi dell’export.
Lo studio offre dunque una lettura non solo difensiva della competitività europea, che finora si è basata su diversificazione, magazzino/scorte e riduzione della dipendenza da fonti critiche, senza tener conto del valore dell’interconnessione di Italia e Germania con altri mercati, come fornitori di macchinari e componentistica nella manifattura avanzata, nella difesa e nell’aerospazio.
I due Paesi detengono infatti capacità industriali e tecnologiche non facilmente e non immediatamente rimpiazzabili da altri fornitori, poiché sono frutto di anni di ricerca applicata, di prodotti/componenti premium, specializzati e integrati nei processi produttivi dei clienti.
Rilancio industriale UE a partire da Italia e Germania
Italia e Germania conservano dunque degli elementi di forza su cui fare leva e, secondo ISPI, potrebbero guidare un rilancio industriale che non parte da zero, ma da capacità già esistenti da proteggere e da potenziare.
«La Cina eccelle soprattutto per capacità di scala. Italia e Germania si distinguono nei beni strumentali, nelle tecnologie produttive e nella manifattura specializzata, dove competenze ingegneristiche, know-how e capacità di integrazione rappresentano un vantaggio competitivo», commenta Antonio Villafranca, vicepresidente per la Ricerca ISPI.
«In particolare, la Germania presenta una posizione particolarmente forte nella farmaceutica e nelle biotecnologie. L’Italia si distingue nelle tecnologie aerospaziali e legate alla difesa.
Questi dati dimostrano che l’Europa non è semplicemente stretta tra Stati Uniti e Cina, ma dispone di capacità industriali proprie, che Italia e Germania possono contribuire a valorizzare per rafforzare competitività, investimenti e resilienza europea».
La strategia di sviluppo proposta da ISPI
Il primo punto della strategia ISPI consiste nel proteggere e consolidare la posizione, difendendo prima di tutto il proprio know-how, mappando gli elementi distintivi e traducendoli in leva economica. Se infatti si disinveste e non si protegge il know-how, diventerebbe difficile in seguito recuperare la posizione se non a costi molto alti, mentre si tratta di proteggere e alimentare il valore distintivo già sviluppato dai propri prodotti strategici.
Il secondo punto della strategia riguarda la collaborazione e cooperazione tra le aziende della stessa filiera e supply chain dei due Paesi per aumentare il valore complessivo.

«In uno scenario globale caratterizzato da crescente complessità, la sfida è trasformare questi punti di forza in crescita e innovazione. AHK Italien lavora per favorire connessioni e collaborazioni concrete tra aziende dei due Paesi, mettendo a sistema competenze, tecnologie e filiere per creare valore reciproco», afferma Roberto Parazzini, Presidente di AHK Italien.
Terzo punto della strategia è anticipare le difficoltà nella supply chain, perché anche Italia e Germania dipendono da catene di fornitura, per cui bisogna essere veloci a trovare alternative e soluzioni per garantire la tenuta della catena di approvvigionamento per poter fornire a loro volta nei tempi e costi previsti i prodotti ai loro clienti.

