Dai big data alla robotica: gli atenei in prima fila

Il S. Anna di Pisa come polo per la robotica e la realtà virtuale, i Politecnici di Torino e Milano nell’additive manufacturing, l’Università di Bologna nei Big data, Padova nell’internet of things, la Federico II di Napoli insieme al Politecnico di Bari (per un super polo del Sud) nei nuovi materiali e nella robotica e Genova nella cybersecurity. Sono queste alcune delle specializzazioni 4.0 che i nostri (possibili) competence center italiani metteranno a disposizione della manifattura italiana, PMI in prima fila, per accompagnarla nella quarta rivoluzione industriale. Dopo la pubblicazione del bando ci sono meno di 100 giorni a disposizione per allearsi con le imprese e candidarsi come Fraunhofer italiani.

Il bando non prevede un numero massimo di «centri di competenza», ma le poche risorse a disposizione (40 milioni) fanno prevedere che in Italia ne conteremo non più di 6-8. Tempi stretti dunque per chi aspira a candidarsi anche perché prima di presentare il proprio progetto sarà necessario per le università scegliere i partner privati con una selezione pubblica (un avviso). Sono già diverse le candidature sicure a cui se ne potrebbero aggiungere altre. E ognuna sta lavorando per valorizzare i propri punti di forza: specializzazioni, tecnologie 4.0 su cui c’è già una forte competenza e vocazioni legate al territorio.

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