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Consulenza applicata con Porsche Consulting

Pianificare a lungo termine, fare della flessibilità il punto focale dell’organizzazione e capire le esigenze del cliente, realizzando prodotti di valore: sono i principi, replicabili in qualsiasi settore, alla base di ogni progetto seguito da Porsche Consulting

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V.B.
“Il biennio 2011/2012 è stato molto positivo per la nostra attività; stiamo lavorando a molti progetti e non solo orientati alla riduzione dei costi: molte aziende sono interessate a potenziare l'innovazione e la fase di sviluppo prodotto, oltre che a migliorare l'approccio alle vendite”, dice 
Josef Nierling, Principal di Porsche Consulting Italia, una costola del Gruppo automobilistico di Stoccarda, dal 2006 presente nel nostro Paese.
Porsche Consulting è nata agli inizi degli anni Novanta ed è stata la principale artefice del rilancio, in quegli anni, del marchio Porsche.

Quali sono le leve su cui agite per far sì che un progetto di consulenza sia efficace?
Il nostro punto di forza è la pianificazione a lungo termine, combinata però con la flessibilità. I due concetti potrebbero in apparenza stridere, ma non è così: pianifico per garantire che reagirò in un certo modo a una determinata situazione, ad esempio ad una determinata variazione della domanda, ciò è tipico del modello industriale tedesco.
Del resto, la pianificazione è l'essenza anche della lean production, che deve essere implementata seguendo una sequenza definita di attività che massimizzi il ritorno economico dell´investimento, quello che noi chiamiamo cost deployment.

Organizzazione e flessibilità nel giusto mix sono i punti chiave per ridisegnare i processi. Per migliorare i prodotti, invece, quali linee guida proponete?
Per quanto riguarda il prodotto, ci occupiamo di migliorare la concezione del suo valore, con una visione 'end-to-end' dello stesso. I prodotti, come le nostre auto, devono massimizzare il valore per il cliente, ma essere pensati in maniera da ridurre fortemente la complessità interna. Per questo abbiamo sviluppato delle tecniche specifiche di progettazione modulare, che anche i giapponesi ci riconoscono come vantaggio competitivo. Inoltre, nel concetto di lean enterprise da noi applicato, ogni linea di prodotto ha un responsabile unico per tutte le fasi di vita del prodotto, il quale ha lo stesso peso di un responsabile di funzione. In questo modo, il valore del prodotto è monitorato dalla sua fase di concepimento alla sua uscita dal mercato per essere sostituito da una nuova serie. La responsabilità sul prodotto è, quindi, integrale lungo tutta la catena del valore.

Avete un'esperienza di oltre dieci anni nel machinery. Quali sono le peculiarità di questo settore, che in Italia rappresenta il 30% del vostro mercato di riferimento?

Le aziende che costruiscono macchine e impianti hanno essenzialmente il problema di dover rispettare strette tempistiche di consegna e fare fronte a elevati costi di sviluppo dei prodotti. Applicando un modello di lean production in queste realtà, è possibile raggiungere l'obiettivo di un flusso di produzione efficiente, in linea con l'andamento della domanda, e di una rete di fornitura affidabile, priva di colli di bottiglia. E le tecniche di progettazione modulare sviluppate dal settore auto motive sono perfette per il machinery.

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